“Cosa c’entrano i limoni con la tecnologia? Un limone colto dall’albero ha la scorza dura. Se la si schiaccia un poco ne esce un olio profumato e d’improvviso la superficie diventa ruvida. E poi c’è quel succo asprigno, così buono sulla cotoletta e con le ostriche, nei drink estivi e nel tè caldo! Tatto, olfatto, gusto. Tre dei cinque sensi non possono essere trasmessi attraverso la tecnologia. Tre quinti della realtà, il sessanta per cento. Questo libro è un invito a farci caso”. Con queste parole Jonah Lynch, nato nel 1978 in una comune di hippies, laureato in fisica, diventato sacerdote nel 2006 e oggi vicerettore della Fraternità sacerdotale di San Carlo Borromeo di Roma, introduce il percorso che si snoda tra le pagine del suo saggio. Un sacerdote, che le tecnologie proprio non le rifiuta, cerca di analizzare in modo obiettivo l’impatto che queste hanno avuto e continuano ad avere nella vita di ognuno di noi e, soprattutto, l’influenza che esercitano sui rapporti interpersonali.
La tecnologia ormai è parte integrante della nostra vita. Risulta impossibile ai giorni nostri fare a meno degli strumenti tecnologici che, poco alla volta, non senza critiche e previsioni catastrofistiche, sono diventati indispensabili. Si pensi al cellulare, che annulla le distanze, al computer, che velocizza la scrittura e semplifica alcune mansioni lavorative, ad internet, che ha fatto di un piccolo calcolatore una finestra aperta sul mondo. Tenendo presente l’epoca storica in cui viviamo, il libro di Lynch invita il lettore a guardare con occhio obiettivo il mondo della tecnologia, cercando di analizzarlo dal punto di vista di un uomo nato negli anni ’70, che ha visto la sua formazione svilupparsi insieme al progresso tecnologico.
Inizialmente, Lynch propone la chiave di lettura di un fisico che ha conosciuto a fondo la tecnologia, venendo a contatto fin da studente con i primi media digitali. Per Lynch il fato non esiste ed ogni azione è autodeterminata dal soggetto, perciò uno strumento non è di per sé pericoloso. Il rischio e, allo stesso tempo, le grandi potenzialità che la tecnologia sviluppa vengono affrontate dal sacerdote per mezzo di una discussione costruttiva e ragionevole.
In secondo luogo, Lynch offre al lettore un punto di vista cristiano, derivato dalla sua vocazione e dalla vita passata in seminario a Roma. Lo scrittore, con l’ausilio di vari riferimenti teologici e filosofici, riflette sui rapporti umani al tempo dei social network, nel quale risulta sempre più facile nascondere le proprie emozioni dietro a uno smile, rendendo così superficiale ogni tipo di rapporto personale.
Uno snodo cruciale della trattazione è il riferimento a Marshal McLuhan e alla sua celebre frase “il medium è il messaggio”. In questo senso, Lynch afferma che la tecnologia cambia il rapporto che il soggetto ha con il mondo e con gli altri, “una semplificazione di certi aspetti e una complicazione di altri. Questo è precisamente non neutrale, poiché tutto dipende da quali aspetti della vita vengono facilitati e quali ostacolati, come il profumo dei limoni”.
Autore: JONAH LYNCH
Titolo: IL PROFUMO DEI LIMONI
Editore: EDIZIONI LINDAU
Edizione: TORINO 2012
Prezzo: 12,50 EURO