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Iraq, Bush ordina la cyberguerra

Nel mirino i pc dell'esercito di Saddam

Per cielo, terra, mare e anche Internet: l'ormai imminente attacco all'Iraq colpirà anche i sistemi informatici di Baghdad. Bush ha infatti ordinato ai suoi uomini di studiare nei dettagli come e quando inserirsi nei pc nemici. Il Pentagono ha ormai affinato un efficiente sistema di cyberarmi: in particolare un attacco al sistema informatico iracheno potrebbe permettere di disattivare i radar, bloccare le linee elettriche e isolare i telefoni.

Finora il Pentagono non ha mai compiuto un attacco cibernetico strategico su larga scala, ma vi sono state speculazioni sulla possibilità che il Pentagono stia considerando operazioni offensive via computer contro i programmi nucleari, biologici e chimici dell'Iraq.

La direttiva non è stata confermata dalla Casa Bianca, ma fonti dell'Amministrazione Usa hanno assicurato che "qualunque cosa accada in Iraq, ci sarà un appropriato meccanismo per autorizzare operazioni cibernetiche".

L'ordine, noto come Direttiva Presidenziale sulla Sicurezza Nazionale numero 16, è stato firmato in luglio, ma solo ora fonti dell'amministrazione ne hanno parlato al Post. Il Pentagono sta sviluppando cyber-armi, con l'obiettivo di poterle usarle un giorno al posto delle bombe per disattivare radar, sistemi elettrici e comunicazioni telefoniche. La direttiva di Bush sottolinea l'interesse nello sviluppare un nuovo sistema di armi che potrebbe cambiare il modo di condurre la guerra, ma che finora manca di un sistema di regole per decidere in base a quali circostanze tali attacchi possono essere lanciati, chi li deve autorizzare e guidare, e quali obiettivi sono da considerare legittimi. Malgrado mesi di discussioni fra il Pentagono, la Cia, l'Fbi e la National Security Agency, molte questioni continuano a rimanere aperte, spiegano le fonti.

Il processo per stabilire una strategia per eventuali cyber attacchi, assomiglia per molti versi a quanto successe per le armi nucleari, nota il Washington Post.