Rischia la pena di morte la bambina pakistana, cristiana e affetta da sindrome di Down, arrestata e accusata di blasfemia per aver bruciato alcune pagine del Corano. E' stata la comunità cristiana di Islamabad a denunciare il pericolo che corre la piccola. Sembra che all'origine del fatto ci siano i forti dissidi tra le due comunità religiose e l'intenzione di cacciare i cristiani dalla zona.
La bambina, ha spiegato la comunità cristiana di Islamabad, è stata arrestata venerdì nella capitale, nell'area di Umara Jaffar e il commissariato di zona ha confermato al quotidiano "Express Tribune" che sono vere sia la notizia dell'arresto sia le accuse contro la piccola.
Rimsha (questo il nome della ragazzina), ha spiegato una fonte anonima di polizia, vive con la famiglia nel quartiere di Mehrabad. Nella stessa area abitano circa 800 cristiani, che sono stati costretti ad allontanarsi dopo l'episodio per paura di ritorsioni da parte di estremisti musulmani. La detenzione di Rimsha, infatti, era stata quasi una scelta obbligata dopo che una folla rabbiosa si era riversata nelle strade dopo il rogo dei libri sacri. "Questi cristiani cercavano rifugio da parenti in altri quartieri di Islamabad, adesso stanno lentamente rientrando nelle loro case. Adesso vogliamo trovare una soluzione amichevole per la bambina", ha spiegato Tahir Naveed Chaudhry, esponente dell'Alleanza delle minoranze.
Rimsha, invece, resta in carcere. "Abbiamo dovuto muoverci con rapidità per evitare situazioni spiacevoli", ha spiegato un poliziotto che ha voluto mantenere l'anonimato. La bambina adesso rischia una condanna a morte, perché questa è la pena prevista per il reato di blasfemia. La piccola ieri era comparsa di fronte a un tribunale, che ha provveduto a rinnovarle l'arresto per altri 14 giorni, quando dovrà di nuovo presentarsi in aula. Il Forum delle donne ha condannato l'arresto, definendo "priva di umanità" la denuncia contro la bambina da parte della polizia e affermando che il caso rientra nelle competenze della giustizia minorile e non avrebbe mai dovuto essere chiamato in causa il reato di blasfemia.