Il gip Fabrizio Gandini ha avviato un "accertamento urgente" per verificare il rischio di reiterazione del reato per Anna Maria Franzoni, indagata per il delitto di Cogne. L'esito di questa perizia potrebbe decidere se la donna dovrà stare in carcere o tornare a casa prima della nuova sentenza del Riesame. Il provvedimento del giudice risponde alla richiesta di revoca di custodia cautelare, avanzata da Taormina dopo l'ultima sentenza di Cassazione.
La nuova perizia, affidata allo psichiatra torinese Roberto Gianni, dovrà verificare se sussiste il pericolo che Anna Maria uccida ancora, pericolo che era stato alla base del primo ordine d'arresto nel marzo del 2002. Si tratta di un argomento che la Procura di Aosta continua a difendere e che la Cassazione non ha invalidato. "La sentenza della Corte di Cassazione conferma i gravi indizi a carico della signora Franzoni - ha detto Maria Del Savio Bonaudo, procuratore capo di Aosta - che fanno temere la possibilità di una nuova tragedia".
E mentre nella Procura aostana continuano gli interrogatori di cittadini di Cogne e di altri possibili testi, la donna rimane libera, pur non essendo mai stata revocata l'ordinanza di custodia cautelare disposta a suo tempo dal gip.
La perizia su Anna Maria Franzoni non sarà però un altro accertamento psichiatrico quanto un'analisi per valutare il quadro emotivo attuale della donna, soprattutto dopo la nascita del figlio Gioele. Sarà una collega dello psichiatra Gianni, Rossana Rosso, a sottoporre la neomamma al cosiddetto test di aggressività (Tat), basilare a questo punto per comprendere se ci sia o meno il rischio di reiterazione del reato. Da quanto si è appreso, la Franzoni ha già avuto un primo colloquio con gli psichiatri incaricati della perizia.