Non ce l'ha fatta il neonato di circa 22 settimane, ricoverato all'ospedale Sant'Orsola di Bologna da giovedì notte. La madre, un'italiana di 21 anni, lo aveva partorito in ospedale, dopo aver dato alla luce nella sua casa di Ozzano Emilia il fratellino, e averlo buttato nell'immondizia, dove la polizia lo ha trovato morto. Il piccolo è deceduto intorno alle 6. Era ricoverato in terapia intensiva prenatale in prognosi "estremamente riservata".
Il neonato aveva un peso di 490 grammi ed era nato prematuro. Nonostante gli sforzi dei sanitari del Sant'Orsola, che lo stavano assistendo in ventilazione meccanica, non ce l'ha fatta a sopravvivere. Ancora in ospedale la madre, accusata di infanticidio, occultamento di cadavere e interruzione di gravidanza. Imputazioni "provvisorie", in attesa degli accertamenti medico legali disposti dalla procura di Bologna per far luce sul caso. Sono molti, infatti, gli aspetti che i consulenti dovranno chiarire.
Prima di tutto se il parto è stato indotto o meno, anche se la prima ipotesi non sembra al momento avere particolare credito. Poi, cosa fondamentale, se il primo gemellino è nato morto o vivo. Nel primo caso resterebbe infatti solo il reato di occultamento di cadavere, nel secondo il reato potrebbe arrivare sino all'omicidio.
Al momento le indagini escludono che la ragazza, che vive con i genitori e la sorella in una famiglia definita normale, sia stata aiutata da qualcuno. E' possibile che la procura decida di far valutare da uno psichiatra lo stato oggettivo della giovane. "Non sapevamo che fosse incinta. E nemmeno lei", hanno detto i genitori alla polizia. "L'avevamo vista un po' ingrassata - hanno aggiunto - ma non aveva cambiato le sue abitudini: faceva come sempre i suoi chilometri con la bici e l'altra sera io e lei ci siamo messi pure a fare gli addominali. Se lo avessimo saputo, non ci saremmo comportati così".