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L'agricoltura hi-tech è più pulita

Una sperimentazione in atto in provincia di Alba per ridurre l'impiego di sostanze chimiche

Ufficio stampa

Coltivazioni più pulite grazie alla tecnologia. Si chiama agricoltura di precisione ed è pensata per abbattere i trattamenti chimici a calendario, quelli, cioè, che si effettuano ogni settimana o ogni volta che piove, per metterli in atto solo quando sono necessari.
Ci sono diverse sperimentazioni in corso in tutto il territorio italiano. Tra le più interessanti, una in corso nelle Langhe piemontesi dove, tra i molli declivi e i filari dei vigneti, svettano anche delle colonnine metalliche simili ad antenne.

Una rete di sensori che funziona con il Sole

Questi aggeggi ipertecnologici che possono sembrare curiosi in questo panorama hanno una funzione di monitoraggio molto importante. Si tratta di sensori installati nell'ambito del progetto Viniveri promosso dalla regione Piemonte, in particolare dal settore fitopatologico. La parte tecnica è portata avanti dalla CSP - Innovazione nelle ICT, organismo di ricerca regionale sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Come spiega il responsabile del progetto Andrea Molino: “Ci sono sensori che misurano lo stato di aria e suolo. A livello dell'aria vengono registrati diversi dati come la temperatura, l'umidità, la pressione e la quantità di rugiada. I sensori situati nel suolo, invece rilevano la temperatura e l'umidità in mezzo ai filari. Tutto è alimentato da batterie e pannelli solari”.
Sono quattro i vigneti in provincia di Alba oggetto di monitoraggio, i dati vengono raccolti più volte al giorno e inviati, tramite una “dorsale” wi-fi, a un centro di calcolo.
L'obiettivo è sviluppare modelli matematici che diano indicazione all'agricoltore sull'istante ideale per fare i trattamenti in vigna. Addirittura, il sistema di software e hardware consente ai viticoltori di prevedere se e quando un singolo filare subirà attacco di malattie o parassiti.
I modelli matematici necessitano di due anni per essere sviluppati, questo è il terzo anno di sperimentazione, quindi, sarà il primo in cui verranno utilizzati.

Nell'orto botanico o sui monti Ci sono altre sperimentazioni realizzate dalla Csp in aiuto all'ambiente.
Per esempio nell'Orto botanico di Torino è stato creato un living lab urbano. Sono state installate sonde per monitorare i microclimi presenti nel sito del parco del Valentino, a Torino. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con il Dipartimento di Biologia vegetale dell’Università di Torino. Permette il test di nuove tecnologie, architetture e apparati in un ambiente naturale esterno ma raggiungibile e controllabile, per mettere a punto sistemi di monitoraggio complessi in aree impervie come l’alta montagna.
Altri sensori sono stati situati sul Ghiacciaio del Ciardoney, nel parco nazionale del Gran Paradiso, a circa 3mila metri. In questo caso, l'obiettivo è monitorare in tempo reale gli effetti dei cambiamenti climatici sulle condizioni del ghiacciaio. Dati obiettivi e puntuali vengono inviati con una rete wireless, pensata per il difficile contesto del ghiacciaio, a una centrale di elaborazione dati.
Andrea Molino della Csp conclude: “Una speranza è che questi progetti non rimangono ricerche finanziate ma che possano diventare un prodotto e un modello di business”.

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