Due poliziotti di 25 anni di origini siciliane sono stati arrestati a Milano per un pestaggio ai danni di un 63enne avvenuto mentre erano liberi dal servizio il 20 maggio. Le accuse nei confronti degli agenti sono lesioni gravissime, falso ideologico (perché dissero che il 63enne era caduto a seguito di una spinta), calunnia (per accusato la vittima di aggressione). I due sono stati incastrati dalle immagini delle telecamere di sorveglianza.
"La telecamera posizionata lungo viale Gorizia", in zona Darsena (erano le 3 di notte del 20 maggio), scrive il pm, "documenta una narrazione del tutto differente", rispetto a quella riportata nella "relazione di servizio" dei due agenti, i quali avevano detto di essere stati aggrediti dall'uomo che era poi caduto "di faccia". Sul volto dell'anziano, invece, sono state riscontrate "un impressionante numero di fratture". E' stato ricoverato con 40 giorni di prognosi.
Il pm che si occupa del caso ha spiegato che quella sera tra i due agenti e l'uomo c'è stato "un incontro casuale". I due poliziotti, a un certo punto, fanno per andarsene e "attraversano la strada". L'uomo, "certamente alterato da assunzione di alcol" compie un "gesto tanto insensato quanto risibile" e si "toglie la giacca" e segue i due, "rimanendo poi fermo al centro della carreggiata". Il magistrato ha poi scritto che non si può sapere cosa l'anziano "abbia detto, possiamo ipotizzare che fossero le frasi sconclusionate e, perché no, provocatorie di un ubriaco un po' molesto".
Quello che "nemmeno un pubblico ministero con anni di esperienza quale chi scrive avrebbe mai potuto immaginare è la reazione fredda ma bestiale dei due che dovrebbero essere rappresentanti dell'ordine". Prima un "pugno" quando l'uomo è ancora in mezzo alla strada, poi "un calcio in pieno volto di violenza inaudita" da parte dell'altro poliziotto. "Nel lieve sobbalzo del corpo - si legge ancora nella richiesta di custodia cautelare - le cui immagini la telecamera impietosamente ci trasmette, sembra poter percepire il rumore delle ossa che si frantumano". L'uomo esanime viene trascinato dall'altro lato della strada dove l'aggressione prosegue. Le fratture in faccia, una quarantina in totale, sono elencate nelle carte delle indagini.
Dopo averlo picchiato a mani nude, i poliziotti hanno chiamato il 118 e atteso l'arrivo dei soccorsi. Successivamente hanno dichiarato il falso accusando l'uomo di resistenza a pubblico ufficiale (cosa per cui era stato denunciato), ma le telecamere di vigilanza urbana hanno dimostrato l'infondatezza del racconto.
Questore: "Agenti che sbagliano pagano il doppio"
Il questore di Milano, Alessandro Marangoni, ha dichiarato a margine della notizia dell'arresto che "un poliziotto che sbaglia dovrebbe pagare il doppio".
Gip: "Gli hanno fracassato la faccia"
I due poliziotti hanno provocato alla vittima un "fracasso di faccia". Lo si legge nell'ordinanza firmata dal Gip Alessandra Clemente, che ha accolto la richiesta di custodia cautelare del secondo dipartimento della procura di Milano.
Pm: "Aggressione bestiale compiuta nella più totale indifferenza"
"Pochi minuti di drammatiche immagini rese ancor più crude dalla indiffrenza del mondo circostante". Così il pm di Milano Tiziana Siciliano descrive, nella richiesta di custodia cautelare accolta dal gip Alessandra Clemente, "i filmati della telecamera di videosorveglianza" della polizia locale che hanno ripreso il brutale pestaggio. "La telecamera posizionata lungo viale Gorizia", in zona Darsena (erano le 3 di notte del 20 maggio), scrive il pm, "documenta una narrazione del tutto differente", rispetto a quella riportata nella "relazione di servizio" dei due agenti, i quali avevano detto di essere stati aggrediti dall'uomo che era poi caduto "di faccia".