ragazza morta a maiorca

Giallo Martina Rossi, si indaga per omicidio

La ragazza genovese precipitò dal balcone di un hotel di Palma di Maiorca. Un anno dopo la Procura ligure riapre il caso e prepara nuovi interrogatori: Martina non era sola nella stanza

© Ansa

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La misteriosa morte della ventenne genovese Martina Rossi, precipitata dal balcone di un hotel di Palma di Maiorca, non è stata una disgrazia: per la procura del capoluogo ligure, anzi, sarebbe un “omicidio volontario”. A distanza di un anno nuove rivelazione smentiscono le indagini della polizia spagnola, e danno vita a nuovi sospetti: Martina non era sola nella stanza. Ebbe una colluttazione con un ragazzo negli istanti precedenti al dramma.

A riportarlo è Il Secolo XIX. “È improbabile - conferma uno degli investigatori impegnati negli accertamenti - che Martina sia stata spinta dal balcone; si può invece pensare che in quella stanza, sia avvenuto qualcosa che l’ha spinta a un gesto pericoloso, estremo, al tentativo di allontanarsi dal poggiolo, di fuggire in modo scomposto”.

Al momento della tragedia, la Guardia Civile aveva parlato subito di “suicidio o disgrazia”, ma gli interrogatori condotti dalla polizia italiana negli ultimi mesi hanno confermato i dubbi dei genitori e degli amici di Martina, che non potevano credere che una ragazza così “allegra, solare” potesse aver compiuto un gesto estremo. Neanche sotto l’effetto di alcool o di stupefacenti: le due amiche con cui si trovava in vacanza sull’isola spagnola hanno raccontato di essere tornate insieme da una serata in giro per locali, ma il referto delle perizie tossicologiche e alcolimetriche è stato negativo. La procura di Genova tuttavia, riporta ancora Il Secolo, sta cercando una controprova: anche perché in almeno uno dei verbali registrati dalla polizia uno dei ragazzi della compagnia di Martina dice che durante la serata “avevamo un po’ di marijuana e abbiamo fumato”.

Secondo Il Secolo, i sospetti ora ricadrebbero su due giovani originari della provincia di Arezzo, due dei quattro toscani che Martina e le sue amiche avevano conosciuto in albergo. I due non sono ancora iscritti nel registro degli indagati,  ma sono stati interrogati: avrebbero assistito alle ultime sequenze della tragedia e, secondo l'opinione degli inquirenti, hanno avuto con ogni probabilità una parte in quel dramma. Non sembrano aver raccontato tutta la verità, probabilmente per coprirsi l’uno con l’altro.

Sono molti i dati che non tornano: i due giovani accennano a una colluttazione, dicendo che Martina si era avventata contro uno dei due come in preda a un raptus, graffiandolo al volto. “Tu mi vuoi ammazzare, diceva”. Ma non si spiega perché i toscani abbiano parlato dello “scontro”, quasi temendo che in un modo o nell’altro la polizia ne trovasse altre conferme, salvo poi scollegarla alla caduta, dicendo di aver lasciato Martina da sola nella stanza. È davvero credibile che sia andata così? Perché Martina avrebbe dovuto azzardare un gesto pericoloso sul terrazzo? Per scappare da cosa? La Procura di Genova è pronta a studiare ogni dettaglio, e prepara nuovi interrogatori.