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Spiega l'infettivologa Lucia Miglioresi: "Se ci si trova in zone rurali o dove è più forte il rischio di malaria nella stagione umida, bisogna evitare i contatti con le zanzare “anofeles” che trasmettono la malaria o le “aedes Egipti” che portano la febbre gialla. Si raccomanda l’uso di repellenti, dormire sotto a zanzariere impregnate di insetticida, non esporsi nelle ore serali in cui è più frequente, utilizzare vestiti lunghi che coprono tutto il corpo. Se si viene punti, c’è un periodo di incubazione che dura dai 7 ai 60 giorni e quindi ormai si è già rientrati a casa. Entro i 2 mesi successivi al rientro, quando compare una febbre, è sempre bene sospettare che si tratti di malaria. Bisogna rivolgersi a centri di malattie infettive e tropicali ed eseguire i test. Si tratta di malattie curabili, ma la diagnosi può essere difficile, perché i sintomi sono disparati".