Condono a maglie sempre più larghe. Arriva anche per le quote latte. La bozza del disegno di legge è arrivata al Consiglio dei ministri ad opera del numero uno delle Politiche agricole, Gianni Alemanno. La normativa sarà quindi applicate anche per le multe relative al superamento dei plafond. Chi vorrà mettersi in regola dovrà semplicemente pagare il 25% dell'importo dovuto.
Una sanatoria che si limita ai periodi compresi tra il 1995 e il 1996 e tra il 2000 e il 2001. E che arriva proprio nel momento in cui la polemica sui condoni arriva alla Corte dei conti. E' delle ultime ore infatti la risposta del ministro dell'Economia Giulio Tremonti alle critiche sul provvedimento.
"Il condono non è una bella cosa ma serve. E quindi è giusto farlo". Questo il senso della replica di Tremonti, che dice quindi di concordare con quanto detto dal numero uno della Corte ma precisa che si tratta del male minore. "Il condono" ha detto il numero uno di Via XX Settembre "non è certo una bella cosa, ma ha una sua logica". In pratica, secondo Tremonti, l'evasione si è accumulata negli anni, diventando in molti casi un malcostume particolarmente diffuso, per colpa di aliquote troppo elevate. Il ministro è intervenuto in proposito a una riunione che si è tenuta a porte chiuse con i vertici e i direttori regionali e centrali dell'Agenzia delle Entrate.
Tremonti si è confrontato con gli uomini dell'ex ministero delle Finanze, che dovranno gestire le novità introdotte con la Finanziaria nel loro ambito, dal calo delle tasse ai condoni.
Tremonti ha sostenuto che si avverte ora una maggiore vicinanza tra cittadino e fisco. "Il condono" ha detto "non è una bella cosa ma ha una sua logica. Se l'evasione fosse limitata a piccoli numeri, se avesse i caratteri della marginalità e della devianza sarebbe diverso. Ma se essa si stratifica principalmente a causa delle aliquote troppo elevate, significa che sbagliano anche i legislatori e gli amministratori".
Insomma, dal momento che l'evasione è un fenomeno molto diffuso, in qualche modo si può giustificare il perdono più o meno generalizzato.
Tremonti ha poi parlato anche del modello dell'Agenzia Fiscale e dei rapporti con il contribuente: "La struttura dell'Agenzia delle Entrate" ha detto "è un valido modello che realizza il giusto punto di equilibrio tra le esigenze dell'interesse pubblico e quello dell'efficienza". Da qui un nuovo rapporto che il ministro sembra avvertire con il contribuente. "La percezione che il cittadino avverte" ha detto "nei confronti del sistema fiscale è meno odiosa e meno fastidiosa. Si vede una maggiore vicinanza al mondo di chi produce".