La moda, la musica, l'amore

Fare la stilista, il sogno spezzato di Melissa

La musica, gli amici, il primo amore,il dolore di una famiglia a cui hanno strappato l'unica figlia

© Facebook

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Dolcissimi occhi verdi, lunghi capelli rossi, il sorriso sempre stampato sul volto. Così la ricorda chi la conosce, così la mostrano le centinaia di foto pubblicate sul suo diario Facebook. Sabato, Melissa si è svegliata alle 6.15. Si è preparata, infilate le cuffie nelle orecchie sulle note di "sexy lady", la sua canzone preferita, quella che le faceva pensare al suo amore, Mario, come tutte le mattine ha preso la corriera per andare nella sua scuola, l'istituto "Morvillo-Falcone" di Brindisi.

Pensava ai suoi sogni, la sfilata di moda che stavano organizzando a scuola, la prova di matematica, il compito d'italiano.

Sarebbe entrata a scuola, seduta nel suo banco avrebbe seguito le lezioni, attenta, impegnata, era la migliore della classe. Poi sarebbe andata alla Villa, il ritrovo del suo paese, Mesagne, con il fidanzatino Mario o le sue quattro inseparabili amiche: Selena, Desirè, Sharon, Azzurra.

Sempre circondata da riviste di moda, già disegnava modellini per iniziare a inseguire il suo sogno: diventare una stilista.

"Era una che si impegnava, una brava, una seria, ma sempre con il sorriso sulle labbra" così la ricordano i suoi compagni.

Aveva tanti sogni, la curiosità di conoscere il mondo, di vivere la sua vita passo dopo passo, costruendo a poco a poco tutti i tasselli che l'avrebbero fatta diventare una donna, forse una madre, con una famiglia e il suo lavoro.

Tutto finito. Tutto infranto nel giro di pochi minuti. Senza un motivo, senza un perchè. Lei, dolce e romantica, stava compiendo il suo dovere di brava studentessa. Un botto, il fuoco, il fumo, fine: lei non c'è più.

Figlia unica di una famiglia umile e onesta, il padre Massimo fa il piastrellista, la madre Rita è una casalinga. Melissa era la loro principessa, il dono più grande che avevano avuto dalla vita, la loro felicità. Verso le otto è arrivata la notizia.

Lo shock. Rita ha un malore, Massimo si copre il volto con un fazzoletto, reclina il capo sulla Renault che lo sta portando in ospedale, piange. Le lacrime sono l'unica cosa che gli resta per sfogare la rabbia contro chi gli ha portato via la sua "vita" insieme a quel dolore che ne prenderà il posto, per tutti i giorni che avrà ancora davanti.

Su Facebook si moltiplicano i commenti: "15 anni di amicizia, ora qualcosa ci ha divise, anche se non ci credo. Quante risate e scherzi... Ti vorrò sempre bene", "Eri una fra tanti, eri una di noi, ci mancherai molto. La tua colpa: nessuna. Sarai sempre con noi".

Ecco, appunto, quale è stata la colpa di Melissa? E intanto le speranze, l'allegria, il futuro di una semplice sedicenne sono stati distrutti in un solo attimo, in un'esplosione senza un perchè. Come ha sussurrato con gli occhi umidi il sindaco di Mesegna, Franco Soditti: "Hanno colpito il simbolo dell'innocenza, della voglia di progresso, un presidio della legalità" .