"Sono assolutamente tranquillo, non ho nulla da nascondere". Così monsignor Pietro Vergari, ex rettore della basilica di Sant'Apollinare, indagato dalla Procura di Roma per concorso nel sequestro di Emanuela Orlandi, secondo quanto riferisce chi lo ha incontrato. "Tutte quelle ossa ritrovate - ha aggiunto - non sono altro che ossa antichissime, risalenti a secoli fa quando anche i laici venivano sepolti nelle chiese".
Monsignor Vergari è stato inserito nel registro degli indagati per l'ipotesi di concorso nel sequestro della giovane Emanuela Orlandi, un giallo che dopo 30 anni è ancora senza spiegazioni certe. Nel corso della perquisizione dell’abitazione dell’alto prelato è stato sequestrato il suo computer, che dovrebbe contenere materiale utile per gli investigatori.
Nella cripta anche i resti di ossa recenti
Ma le ossa di epoca pre-napoleonica non sono le uniche presenti sotto S. Apollinare. La polizia scientifica starebbe concentrando le sue analisi su alcuni frammenti di ossa di datazione recente rinvenuti nella cripta. Sui frammenti considerati più interessanti si eseguirà il test del Dna non solo di Emanuela Orlandi ma anche di Mirella Gregori, la giovane scomparsa sempre nel 1983. Le cassette contenenti i resti sarebbero in totale oltre 400. Molte di più, quindi, di quanto era emerso in un primo momento.