Tra i primi temi scottanti affrontati dai leader mondiali riuniti al G8 di Camp David ci sono quelli riguardanti l'Iran e la Corea del Nord. Tutti concordi sul fatto che il regime di Ahmadinejad debba svelare le sue reali ambizioni nucleari. In quanto alla Corea del Nord, se continuerà con azioni ritenute provocatorie, si troverà sempre più isolata. Per i leader presenti è anche giunto il momento di pensare a una transizione politica in Siria.
Si è dunque aperto in un clima disteso e informale il vertice mondiale di Camp David. Obama ha accolto tutti i leader in giacca e senza cravatta. Unico a derogare il neo presidente francese Francois Hollande, che è stato infatti bonariamente bacchettato. "Francois, ma avevamo detto senza cravatta!" ha detto Obama, al quale Hollande ha risposto con un "l'ho fatto per la mia stampa". Lunga stretta di tra Barack e il premier italiano Mario Monti accolto con la frase "se tutto va bene porteremo qualcosa a casa".
Se negli incontri bilaterali che hanno preceduto il vertice a tenere banco è stata la crisi dell'eurozona, i primi colloqui di Camp David hanno affrontato i grandi temi della politica internazionale, concentrandosi sulle zone ad alta tensione come Iran, Siria e Corea del Nord. I leader del G8 hanno convenuto sul fatto che l'Iran debba rivelare di più sul suo programma nucleare e che sia il momento di concentrarsi su una transizione politica in Siria.
Lo riferiscono fonti ufficiali americane. I leader, compreso il neoeletto presidente francese Francois Hollande ed il primo ministro russo Dmitrij Medvedev, hanno anche sottolineato come la Corea del Nord debba aderire alle norme internazionali sul nucleare e vada messa di fronte ad un isolamento maggiore se "continuasse lungo il sentiero della provocazione".