La tassa sugli animali

Proposta una tassa sugli animali domesticiRocchi: "Aprono la bocca e danno fiato"

Il presidente Enpa a Tgcom: "È disinformazione". Polillo smentisce: "Era una battuta, non si farà"

© Dal Web

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"Un proposta del genere significa aprire bocca e darle fiato". Visto com'è andata a finire, Carla Rocchi, presidente dell'Ente nazionale protezione animali, ci aveva visto giusto. Dopo un pomeriggio di polemiche sulla possibilità di una tassa comunale per i proprietari di cani e gatti, è arrivata la smentita di Gianfranco Polillo, che si era detto d'accordo: "Tranquilli: nessuna tassa sugli animali domestici. Era solo una battuta nei confronti di un deputato che l'aveva proposta", ha assicurato il sottosegretario all'Economia sul suo profilo Twitter. Fatto sta che, secondo il presidente dell'Enpa, avvicinare la parola tasse a quella animali sarebbe stato solo "un modo aggressivo per penalizzare chi ha degli animali domestici".

"È il frutto di una disinformazione. Il Pd nella persona di Silvana Amati ha seguito la proposta di legge fin dall’inizio e ha sempre ribadito la necessità di opporsi a una tassa sugli animali domestici".

Perchè una tassa del genere sarebbe inutile?
Qual è il cittadino che, con la prospettiva di essere tassato va a prendere un cane in un canile? La tassa scoraggia le persone che già frequentano i canili, non il randagismo. Sarebbe bene che alla base delle proposte ci fossero le competenze necessarie. I sindaci che impongono tasse ai cittadini perdono popolarità, nessun sindaco metterebbe in atto una proposta del genere sapendo di perdere consensi. Quindi è inutile dire che i fondi verranno usati per iniziative contro il randagismo. Quando mai una tassa è servita per finanziare qualcosa? È un’iniziativa che riceve la mia più totale contrarietà".

La discussione sul tema è in campo dal 2009.
Sì, e ogni tentativo di inserire delle tasse sugli animali è stata bloccata perché noi dell’Enpa e le altre associazioni animaliste ci siamo opposti. Abbiamo sempre detto che se proposte del genere fossero passate ci saremmo battuti per bloccarle o farle abolire. L'idea di Massimo Vannucci del Pd oltretutto va contro la linea del suo partito. È una riflessione economica e disinformata. So come vanno queste cose, sono stata parlamentare per anni. Ma non ci si rende conto che una tassa del genere finirebbe per ritorcersi contro i comuni perché i cittadini smetterebbero di adottare dai canili, facendo aumentare le spese per le casse degli enti locali. La tassa è contro i cani e contro i loro padroni. È un modo aggressivo per penalizzare chi ha degli animali domestici. 

Quale potrebbe essere allora una legge utile contro il randagismo e l’abbandono degli animali domestici?
C’è già una legge contro il randagismo, la 281/91 e se applicata basterebbe e avanzerebbe, è una legge eccellente. Non serve farne altre. Il problema sono i sindaci e l’applicazione delle norme. Come dice il Poeta “le leggi son, ma chi pon mano ad esse?”. Metà dell’Italia applica la legge contro il randagismo, tant’è che in Lombardia, Piemonte, Veneto e in generale al Nord con delle eccezioni questo fenomeno non esiste proprio. Nel meridione, sempre con delle eccezioni, non è così. Al sud c’è un approccio diverso, non c’è legge che tenga. E la situazione del randagismo lì è una tragedia. In questo caso sarebbe sufficiente che i sindaci facessero il loro dovere e facessero rispettare la legge con l’aiuto delle associazioni competenti. L’altro problema sono le Asl che dovrebbero occuparsi della sterilizzazione e spesso non lo fanno.