Gli uomini sono come dei pasticcini o, per meglio dire, delle torte. Una metafora vuole immaginare l’universo maschile come una grande pasticceria colma di delizie ma, per contro, irta di pericoli. È l’ora della "Tortomanzia”, l’arte di cuocere, farcire o bruciare il maschio dei propri sogni.
E' questa la filosofia di Bettina dal Bosco che ha preparato con abili mani da pasticcera un manuale divertente e ironico, ma al tempo stesso arguto e tagliente, per smascherare gli uomini indigesti che, volenti o nolenti, fanno parte della vita di una donna. Il libro si intitola “Uomini e torte”, è uscito in questi giorni da Giunti e descrive il genere maschile associando a ogni tipo di uomo un dolce specifico e raccontandone tratti e caratteristiche in comune. Si parte dal presupposto che ogni dolce sia la perfetta rappresentazione di un “imperfetto” tipo di maschio.
Il maschio e relative istruzioni per l’uso, dunque. Soltanto che non stiamo parlando delle solite dritte su come intessere i rapporti tra lei e lui, ma di un vero e proprio strumento di “manzia” per leggere tra le righe o, se preferite, tra gli strati di crema. Quella stessa crema che ricopre l’immagine esteriore del maschio moderno e che sovente nasconde la vera identità. Un’identità che al pari del mr. Hyde di stevensoniana memoria, può rivelarsi una dannazione. Per capire meglio cosa ha spinto l’autrice a confezionare un manuale di prevenzione dei problemi di stomaco per tutte le donne in cerca di un compagno, o per chi lo ha già e non riesce proprio a digerirlo, ci siamo rivolti direttamente a lei.
Bettina, come nasce l’idea di accomunare uomini e dolci (torte e non solo)?
Il germe nasce da un gioco che facevamo da ragazzine a partire dalla cosiddetta ‘Delusione della Saint Honoré’. Mi spiego, avevo notato che ogni volta che una Saint Honoré compariva in tavola, i commensali, soprattutto quelli più piccoli, spazzolavano i bignè, la panna e la crema, ma abbandonavano sul piattino la base di Pan di Spagna nuda e umidiccia. Mi capitò allora di considerare che quell’esperienza del gusto assomigliava a una delusione sentimentale: che ci sono uomini così, come dire?… sotto il vestito niente! Da lì il passo fu breve; con le amiche, sfogliavamo i ricettari alla ricerca dell’uomo-torta ideale: quello che fondesse forma e contenuto in maniera coerente e fantasiosa. Un piccolo esercizio ludico-filosofico che, a distanza di anni, ha trovato espressione in questo libro”.
E’ "soltanto" una questione d’amore?
E’ questione, io credo, di immaginazione. L’amore, anche quello più ‘chimico’, nasce sempre dall’immaginazione, dall’affezione a qualche ideale, archetipo, modello. Temo che le donne, soprattutto le più giovani, stiano riducendo il proprio parco immaginativo: le tipologie maschili sono sempre più stereotipiche, e il margine di invenzione amorosa è sempre più ridotto. Voglio dire, le donne tendono a schiacciare il materiale maschile su aspettative preconcette, così come schiacciano se stesse su modelli pronti all’uso. Io credo che questo causi una certa infelicità amorosa: non ci può essere vera comunicazione se si rimasticano copioni scritti da altri.
Questo libro, a dire il vero un po’ perfido, vuole essere un invito a guardare il mondo maschile con occhi nuovi, uno stimolo a inventarsi metafore, immagini e modelli più fantasiosi: a rifondare l’amore con occhi più curiosi. Ognuna può fabbricarsi il suo bestiario o il suo ‘tortario’ a partire da dettagli e considerazioni più personali”.
Per restare in tema: uomini dunque "pasticcini" o pasticcioni?
I bambini sono senz’altro pasticcini. Ma poi crescono, e se non trovano da soli la ‘teglia giusta’ rischiano di farsi pasticciare dalla vita oltre che dalle donne.
Un consiglio per tutte?
“In generale essere meno sentimentali e più immaginifiche. In particolare ecco un serie di raccomandazioni alle ‘pasticciere amorose’: non abusate mai dei vostri strumenti di lavoro. Ricorrete al grill del sarcasmo solo in casi necessari; non esagerate col frullatore della recriminazione; evitate il freezer del risentimento; limitate le teglie della gelosia e dell’autoritarismo; non infierite con la spatola dei giudizi; controllate lo sminuzzatore della petulanza; non approfittate del bagnomaria dell’indecisione e sorvegliate la temperatura della passione.
Bene, aspiranti pasticcere, d’ora in avanti guardatevi bene dai "pasticcioni" ricchi di calorie ma poveri di sostanza e regalatevi invece un sano e gratificante dessert che non sia la conclusione di un pasto compulsivo ma l’inizio di una cena romantica a due che duri per sempre.
Ah! A proposito, Bettina dal Bosco vive con un Castagnaccio doc… e non ha intenzione di barattarlo.
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