La crisi della Grecia e i rischi di contagio all'Eurozona e all'economia mondiale saranno i temi principali del G8 di Camp David, a cui partecipa per la prima volta il neopresidente francese Hollande. Domani i leader si trasferiranno a Chicago per il vertice Nato. Monti ed Hollande sono in questo momento i migliori alleati europei dell'amministrazione Obama, che chiede all'Europa un cambio di passo per arginare il rischio Grecia.
Chi partecipa
A far parte del G8 sono Stati Uniti, Giappone, Regno Unito, Germania, Francia, Italia, Canada e Russia. In questa occasione il Cremlino non sarà rappresentato dal presidente russo Vladimir Putin, bensì dal predecessore, l'attuale premier Dmitry Medvedev. A rappresentare la Francia ci sarà il nuovo inquilino dell'Eliseo François Hollande. Il presidente Usa Barack Obama ha invitato anche quattro leader africani per i colloqui relativi alla sicurezza alimentare, ovvero i presidenti Yayi Boni del Benin, John Atta Mills del Ghana e Jakaya Kikwete della Tanzania, e il primo ministro etiope Meles Zenawi. Francia e Regno Unito hanno invece suggerito di aggiungere Paesi con economie emergenti, come Brasile, Cina, India, Messico e Sudafrica.
Giallo sull'uscita di Atene dall'euro
Mentre la "Commissione europea smentisce di stare studiando degli scenari di uscita dall'euro da parte della Grecia", il governo tedesco fa sapere di essere pronto a tutte le eventualità, perché ha la responsabilità verso i suoi cittadini. Dall'esecutivo Ue ricordano però che, "come hanno detto e ripetuto il presidente Barroso e il commissario Rehn sin dall'inizio di questa crisi, la Commissione auspica che la Grecia resti membro dell'eurozona".
Giappone: "L'Europa è il tema economico più grande"
"Sull'economia globale, la crisi del debito in Europa sarà il tema in discussione più grande": lo ha detto il premier nipponico Yoshihiko Noda prima di lasciare Tokyo per recarsi negli Usa dove parteciperà al summit G8 presso la residenza del presidente americano Barack Obama, a Camp David. Noda ha rilevato che "dobbiamo incoraggiare gli ulteriori sforzi volontari da parte dell'eurozona e discutere il tipo di coordinamento delle politiche che può assicurare il G8".
Fronte comune dei leader Ue
Al G8 i leader Ue cercano di mostrarsi compatti per dare un segnale forte al presidente Usa Barack Obama, tornato a chiedere all'Europa di affrontare con decisione la crisi per scongiurare rischi di contagio e far scendere la febbre dei mercati. Monti, Hollande, Cameron e Merkel hanno concordato un piano comune, per dare un segnale di discontinuità e dimostrare concretamente di voler passare alla "fase due": crescita, senza abbandonare il rigore.
Monti e Obama alleati per la crescita
Il presidente del Consiglio italiano poi sul fronte della crescita ha ora un altro, importantissimo, alleato: un Obama in campagna elettorale che vuole allontanare il più possibile lo spettro di un effetto domino della crisi. E che non a caso si è rivolto proprio al Professore per chiedergli di aprire i lavori della prima sessione del G8 su "Economic and Global Issues".
Primo confronto per la "nuova Europa"
Ma la due giorni di Camp David, seguita dal vertice Nato a Chicago, sarà anche l'occasione per un primo confronto con la "nuova Europa" ridisegnata dalle elezioni. E per un altro scambio di idee tra i leader Ue in vista del vertice straordinario di Bruxelles dedicato proprio alla crescita del 23 maggio. Di certo aumenta la convergenza su molti temi, che fino a qualche mese fa sembravano tabù. Cameron è tornato a parlare di eurobond, spiegando che "l'eurozona deve introdurre metodi di governance che creino fiducia e che si devono aggiungere alla logica di un'unione monetaria delle soluzioni per il sostegno e la responsabilità collettiva".