Bye bye Equitalia. Sono in aumento i comuni che decidono di rescindere o di non rinnovare il contratto con la società incaricata di riscuotere le tasse. Ieri Viareggio è stato l’ultimo esempio di una lunga lista: da Sassuolo a Riccione passando per Vigevano (Pavia) fino alle regioni di Piemonte e Lombardia e a una miriade di piccole realtà. Tutti decisi ad appoggiarsi a società diverse, interne o esterne al comune.
In realtà si tratta di anticipare una dead line già fissata da tempo. “È la legge a prevedere che i Comuni gestiscano da soli l’attività di riscossione dall’1 gennaio 2013”, recita una nota della società Equitalia. “Termine che è stato prorogato dal parlamento di un anno (inizialmente era fissato per il primo gennaio 2012) per accogliere le richieste fatte proprio dai Comuni, anche tramite l’Anci, a più riprese”.
C'è però chi non vuole aspettare altri sette mesi e ha stracciato gli accordi presi o non ha rinnovato quelli in scadenza. "È necessaria una modifica radicale perché sono troppi i casi di ingiustizia sociale”, ha detto Graziano Delrio, presidente dell’Anci e sindaco di Reggio Emilia. La volontà è quella di instaurare un rapporto più vicino al cittadino e di recuperare i crediti senza imporre tassi che in tempi di crisi sono giudicati “eccessivi”.
Si spiegano così le decisioni prese da comuni e regioni sopra citati e da piccole realtà come Calalzo di Cadore (Belluno), Morazzone (Varese), San Donà di Piave (Venezia), Zanica (Bergamo), Merate (Lecco), Thiene (Vicenza), Ottana (Nuoro).
Luca Caselli, sindaco di Sassuolo, l’8 maggio ha inviato un secco comunicato stampa: “Questa mattina ho inviato una lettera ad Equitalia in cui comunico la decisione di recedere dal contratto”. Rescindere i contratti ha però un costo. "Si rischia di far pesare sui cittadini nuove spese”, ha detto a Tgcom Marco Alparone, primo cittadino di Paderno Dugnano che un anno fa ha deciso di non rinnovare l'accordo in scadenza con Equitalia. "Certo gli interessi sono alti e quindi è difficile aspettare. Se una multa non la si paghi subito dopo 6-8 mesi ti arriva una cartella esattoriale che ti chiede 3 volte tanto”, continua. "Noi la spending review la attuiamo da tempo. E con un occhio alle nostre casse e alle tasche dei cittadini avevamo capito che era il momento di affidarsi a una società diversa. Oggi effettuiamo il recupero degli arretrati più facilmente: chiediamo di saldare la multa non pagata senza chieder ulteriori interessi”.
I vantaggi di un'operazione simile sono anche altri. "I proventi recuperati oltre agli importi originari dovuti non andrebbero più al Ministero dell'economia ma sarebbero investiti sul territorio", ha ricordato ieri il neo presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Fabrizio Cecchetti. Tutti d'accordo nel lasciare la società, ma nessun invito all'evasione. "Pagare le tasse è un dovere e il rispetto della legge non deve mai essere dimenticato", conclude Alparone.