Continuano le verifiche nella basilica di Sant'Apollinare, dopo l'apertura della tomba del boss della Magliana Enrico De Pedis. Attraverso anche l'uso del georadar, gli inquirenti vogliono capire se dietro la cripta, scoperta lunedì e contenente oltre 200 cassette con resti di ossa, possa nascondersi una seconda intercapedine.
Polizia scientifica e archeologici forensi stanno analizzando i diversi resti ossei: all'interno di uno spazio aperto è stata montata una tenda da campo adibita a una sorta di laboratorio dove i tecnici e gli agenti stanno effettuando gli esami sulle ossa di dubbia datazione per eventuali esami del Dna.
L'obiettivo, ora, è quello di stabilire se dagli esami effettuati sulle ossa rinvenute, possa essere trovato il Dna appartenente a Emanuela Orlandi.
L'inchiesta sul rapimento di Emanuela Orlandi
L'apertura della tomba del boss della Banda della Magliana, che per la procura potrebbe avere avuto un ruolo nel rapimento della giovane, e l'esame delle ossa rinvenute nei sotterranei della Basilica potrebbero costituire gli ultimi atti istruttori di un'inchiesta che, al momento, chiama in causa cinque persone per il reato di sequestro di persona aggravato dalla morte dell'ostaggio e dalla minore età.
Tra gli indagati figurano personaggi legati a De Pedis, come l'autista Sergio Virtù, gli uomini di fiducia Angelo Cassani e Gianfranco Cerboni, rispettivamente conosciuti come "Ciletto" e "Gigetto", e Sabrina Minardi, per un certo periodo amante di "Renatino".