Se il presidente federale Franco Carraro tace sulla proposta di riforma dei campionati avanzata giovedì dalla Lega ci pensa il suo braccio destro Giancarlo Abete a precisare la posizione della Figc. "Non mi sembra una proposta di grande livello - ha detto il vice presidente - Comunque si deciderà il 14 febbraio e la riforma dei campionati compete al Consiglio Federale mentre quello che avviene fuori dalle sedi istituzionali ha un altro valore".
"Posso dire che il presidente Carraro ha affermato che al posto di un no secco alla proposta della B divisa in due si sarebbe aspettato qualcosa in più in termini di controproposta dalla Lega. Invece questa idea del blocco alle retrocessioni e dei due gironi di serie A da venti squadre non mi pare di alto livello. Sì, noi ci aspettavamo qualcosa di più" ha concluso Abete. La pretesa di Abete appare piuttosto bizzarra in quanto sottintende che il Palazzo si aspettasse che arrivasse da altri e non dal suo interno la riorganizzazione del calcio italiano. Uno scaricabarile che potrebbe regalarci nuovi e imprevedibili sviluppi nei prossimi giorni. Quel che appare assodato è che la confusione è pressochè totale nelle due branche in cui si suddivide il potere del pallone nostrano. Anche per questo Carraro ha preferito non esternare subito il proprio pensiero di fronte alla proposta choc emersa dall'assemblea di Lega e il presidente del Coni Petrucci si è limitato ad un eloquente: "Darò il mio giudizio ai responsabili federali quando capirò meglio la situazione". Evidentemente, non è l'unico ad avere dei problemi in questo senso...