Ai domiciliari

I pm chiedono l'arresto di De GregorioPrimo via libera dalla giunta del Senato

Adesso l'ultima parola sul caso spetta all'assemblea plenaria

© LaPresse

© LaPresse

La giunta delle immunità del Senato ha autorizzato gli arresti domiciliari per il senatore Sergio De Gregorio (Pdl) coinvolto nell'inchiesta del faccendiere Valter Lavitola. Il voto sulla richiesta dei pm si è concluso con 11 "sì" contro 10 "no". A favore Pd, Idv e Lega, contro ha votato solo il Pdl, il Terzo Polo era assente. La giunta si è espressa invece all'unanimità per l'apertura dei container.

Al momento del voto il capogruppo dell'Udc, Gianpiero D'Alia, era assente. Nell'esprimersi contro la richiesta di arresti domiciliari per De Gregorio il Pdl ha sostenuto tuttavia l'assenza di "fumus persecutionis" denunciata invece dallo stesso senatore. Sì unanime invece alla perquisizione dei container intestati al senatore e fermi al porto di Napoli.

Il relatore Francesco Sanna (Pd) ha spiegato che già dalla prossima settimana la sua relazione sarà pronta, a disposizione dell'aula. La conferenza dei capigruppo poi stabilirà il giorno della seduta dell'assemblea plenaria a cui spetta l'ultima parola sul caso.

De Gregorio è coinvolto nell'inchiesta della procura di Napoli sulla gestione irregolare dei contributi per l'editoria destinati al quotidiano l'Avanti.

Nell'ordinanza di custodia cautelare per De Gregorio, inviata al Senato il 16 aprile, si contesta il reato di associazione per delinquere legata ai fondi per l'editoria. Il senatore è indagato per truffa e false fatturazioni nell'ambito dell'inchiesta sui finanziamenti al quotidiano l'Avanti.