Ci sono auto che sorprendono. Una di queste è la Fiat Freemont 4x4 “All Wheel Drive”. C'è tutta una vulgata su internet che, probabilmente senza nemmeno averci messo il sedere sopra da ferma, denigra il nuovo corso Fiat (e soprattutto Lancia) fatto di vetture "americane". La nostra prova del grande Suv del Lingotto dimostra ancora una volta che il pregiudizio è il cibo degli stupidi.
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Perché la Freemont Awd 7 posti, ma c'è anche a 5, è probabilmente l'auto di questa categoria col miglior rapporto qualità/prezzo presente sul mercato. Non solo va benissimo su tutti i terreni, ma al momento non ci viene in mente nessun concorrente dotato di questo spazio a bordo che costi 34 mila euro in allestimento praticamente full optonal (Lounge). Certo parliamo della Dodge Journey, sostanzialmente, ma bisogna dire che gli ingegneri di Marchionne hanno fatto un eccellente lavoro adattando il Multijet 2.0 da 170 CV e il cambio automatico a 6 rapporti alla taratura più europea (nel senso di rigida) delle sospensioni.
Risultato? Un fuoristrada che va dove la maggior parte dei colleghi più "piacioni" non provano nemmeno ad arrivare, unito a un grande multispazio comodo e silenzioso una volta raggiunte la marce alte, dalla tenuta di strada impeccabile anche sull'asfalto inondato di pioggia. L'intervento della trazione integrale ripartisce sull'asse posteriore fino al 45% della trazione ma solo in caso di necessità. Normalmente infatti guidiamo un 4x2 a tutto vantaggio della economicità di esercizio. Consumi che peraltro sono il tallone d'Achille di queste vetture e la Freemont anche in questo caso si difende bene. Abbiamo fatto circa un migliaio di km in tutte le condizioni possibili per staccare un onorevolissimo 8,2 litri per 100 km complessivo.
Gli interni sono pratici oltre che spaziosi, con vani portaoggetti funzionali. I comandi non sono più i classici Fiat e ci si deve fare un po' l'abitudine. Però tutto sommato sono ergonomici. I cinque posti sono sontuosi anche dietro. La terza fila è comoda per due bambini, anche robusti. Menzione d'onore per l'automatico, veloce e silenzioso nei cambi di marcia. Anche lo sterzo mantiene una certa precisione in tutte le situazioni. Le sospensioni ci sono sembrate francamente perfette per questa tipologia di vettura. Il motore si fa sentire nelle marce basse e con un rombo fastidioso solo tra i 3.000 e i 3.500 giri. Ma spinge bene ed è perfettamente dimensionato al peso della vettura. Impianto frenante degno di cotanta stazza.
Davvero di alto livello l'impianto hi-fi di serie griffato Alpine con tanto di ampli e subwoofer ben tarato e non invasivo. Visto che di difetti seri non ne abbiamo trovati, veniamo alle stupidate benché fastidiose. La prima è la mancanza di un telo copri bagagliaio. Va bene che l'auto è americana (messicana per la precisione), ma qui in Italia ti spaccano il vetro per rubarti un ombrello in un giorno di pioggia. Forse sarebbe il caso di studiare qualcosa che si adatti sia per quando ci sono i 7 che i 5 posti "attivi". Stesso discorso per il tappo del serbatoio, senza chiusura interna e senza chiave. Va bene che si rimedia facilmente nell'aftermarket, ma insomma ci si poteva anche pensare (oltretutto con quello che costa ora il gasolio). Volendo esagerare, avremmo gradito il sensore di parcheggio anche frontale e non solo posteriore.
Insomma la Freemont Awd turbodiesel Multijet in allestimento Lounge è promossa a pieni voti. Lunga vita alla italianizzazione delle vetture del gruppo Chrysler se i risultati sono questi. Per chi cercasse prestazioni più "consistenti", esiste anche una versione benzina con un 3.6 litri da 280 CV allo stesso prezzo.
Sergio Bolzoni