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Berlusconi:"Italia vicino a Usa"

Iraq, il premier a colloquio con Bush

"Il mondo ha diritto di sapere dove sono finite le armi di distruzione di massa" dell'Iraq di Saddam Hussein: lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrando nello studio ovale della Casa bianca il presidente americano George W. Bush. "L'Italia è sempre stata una alleata fedele degli Stati uniti ed è vicina agli Usa anche in questo momento", ha aggiunto il premier.

Lo scopo del viaggio a Washington del premier italiano Silvio Berlusconi è di "convincere gli alleati" che è necessario mantenersi uniti, per costringere Saddam Hussein a disarmare. Lo ha detto lo stesso Berlusconi, parlando accanto a Bush alla Casa Bianca, davanti al caminetto dello Studio Ovale. "Sono qui per dare una mano al Presidente Bush per convincere tutti", ha detto il presidente del Consiglio. "Soltanto se saremo tutti insieme, Europa, Unione Europea, Stati Uniti, Federazione Russa e tutti i paesi dell'Onu, Saddam potrà capire che non avrà altra scelta che dimostrare di aver distrutto queste armi di distruzione di massa".

Durante l'incontro il premier Berlusconi ha dichiarato: "Crediamo che dopo gli attentati terroristici dell'11 settembre ci possa essere l'intenzione da parte dei terroristi, di una terribile strage", che richiederà l'uso di quelle armi di distruzione di massa che l'Iraq possedeva e che non ha dimostrato di avere distrutto.

Quanto a Bush ha voluto sottolineare al premier italiano: "Una eventuale dichiarazione di guerra contro l'Iraq sarà l'ultima scelta, non la prima". Il Presidente americano ha aggiunto che: "L'Italia è un paese amico degli Stati Uniti. Il presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi è un mio amico personale e lo ha ringraziato per aver firmato la lettera, insieme ad altri leader europei, di sostegno agli Usa nel tentativo di disarmare l'Iraq".

Bush ha aggiunto che "E' difficile impegnare giovani in guerra, comprendo il costo della guerra, ma comprendo anche il costo dell'inazione".

Parlando delle ipotesi di esilio di Saddam Hussein, Bush ha aggiunto: "Dovesse scegliere di lasciare il paese con gli aguzzini che hanno torturato il popolo iracheno, noi certo daremmo il benvenuto a questo sviluppo" ferma restando la necessità del disarmo per chi succederà a Saddam al potere, ha detto Bush.