Saggio semiserio sulla rete

Ansia, nevrosi, affanno: non siamo che all’inizio

Saggio semiserio sulla rete

© Ufficio stampa

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Flamboyant presentazione alla storica Feltrinelli di Via Manzoni di Milano, per il saggio semi-serio di Marika Borrelli e Januaria Piromallo "Come pesci nella rete. Trappole, tentazioni e tentacoli del Web" ( Armando ed.). 280 pagine per un'ottantina di microcapitoli, brevi e veloci come post di un blog. L'animato e coinvolgente dibattito tra apocalittici e integrati é stato capitanato per i primi da Mauro Suttora (inviato di Oggi) e per i secondi dal guru Franco Bolelli, autore di decine di saggi e coautore con Jovanotti di "Evviva Tutto!". Animata querelle con domande dal pubblico, mediate da Maria Luisa Agnese, firma del Corriere della Sera e blogger su "La 27esima ora".

Nevrosi da Facebook, ansia da Twitter, affanno. Se dentro, non ho pace e tutti sanno tutto di me. Se fuori, sono un povero escluso. E, invece, sembra che ci possa essere una eventuale terza via: ce la spiegano con ironia e sapienza due blogger di lungo corso che nei misteri dei social network si orientano perfettamente. Altro che pesci nella rete.... Januaria Piromallo e Marika Borrelli, giornaliste e blogger. Ma anche appaltatrici di un blog www.bellaedannata.it, che loro chiamano "torta di mele", artigianale e genuino come se fosse fatto in casa.

Come pesci nella rete è un saggio semi-serio sulle pericolosità e amenità dell'always connected. E' il lascito di Steve Jobs, d'altronde. Siamo tutti orfani di Steve Jobs, o no? ".... Tutto quello che corre sul Web ci ha cambiati irreversibilmente in una rivoluzione silenziosa che proprio perché ancora in atto fatichiamo a comprendere fino in fondo. Come la Rete ha agito dentro ognuno di noi.. E chi la conosce non la evita, ma impara ad usarla. Tra i capitoli: Napoletanizzazione di Internet, glossario multiuso per analfabetici informatici... e Netiquette ossia il Bon Ton della rete...

Inutile girarci attorno: con i social media ed i social network dobbiamo farci i conti. Diventa più un vezzo che una scelta quello di dichiararsi 'apocalittici' ovvero 'integrati' rispetto alle cose del web. Già, perché sempre più confondiamo il web con i social network ed aumentano i "soloni" che tuonano contro un ennesimo strumento diabolico, facendo di tutta l'erba un fascio e scambiando il mezzo per il messaggio. Oltre Marshall McLuhan: la nuova comunicazione si fa in portabilità, mobilità e connettività e ha a che fare solo con le modalità, non con i contenuti. Niente di catastrofico, altrimenti avremmo dovuto distruggere il telefono ed ancor prima il telegrafo, no? Un avvertimento per i paurosi: non siamo che all'inizio.

Come pesci nella rete
Armando editore
20 euro