Dal 7 ottobre 2023, il giorno dell'attacco di Hamas contro Israele sono passati 1.096 giorni. Da quel momento venti di guerra soffiano in Medioriente. Tgcom24 ripercorre quanto accaduto giorno per giorno passando per l'accordo del piano di pace in 20 punti presentato da Donald Trump, fino ad arrivare alle rivelazioni sulle falle nei servizi israeliani.
Tre anni tra bombe, tregue e carri armati -
In questi tre anni l'enclave palestinese è passata attraverso due tregue, con l'attesa per la liberazione degli ostaggi, a novembre 2023 e gennaio 2025. E c'è stata anche la "guerra dei 12 giorni" tra Iran e Israele a giugno 2025, che ha tenuto il mondo con il fiato sospeso. In questi 36 mesi l'operazione militare dello Stato ebraico nella Striscia di Gaza, i raid in Libano e Yemen, passando per l'uccisione dei leader storici di Hamas e Hezbollah, Ismail Haniyeh, Mohammed Deif, Yahya Sinwar e Hassan Nasrallah, e i bombardamenti di Israele nel cuore di Damasco, in Siria, e a Doha, in Qatar. Un conflitto a tappe che sembra stia volgendo verso la fine.
Ecco i principali fatti che lo hanno contraddistinto.
7 OTTOBRE 2023 - Hamas lancia l'operazione "Alluvione Al-Aqsa" -
All'alba del 7 ottobre, Shabbat e ultimo giorno della festività ebraica di Sukkot, Hamas mette a segno l'operazione battezzata con il nome di "Alluvione Al Aqsa". Circa 3mila terroristi abbattono le recinzioni che dividono la Striscia di Gaza dallo Stato di Israele facendo irruzione nei kibbutz e nelle città vicine con auto, pick-up, motociclette e parapendii a motore. Viene preso di mira anche il festival musicale "Nova", dove si erano radunati migliaia di giovani.
Contemporaneamente vengono lanciati oltre 5mila razzi verso Israele, dalle città del sud fino a Tel Aviv. Le forze armate dello Stato ebraico sono prese alla sprovvista e il bilancio delle vittime è tragico: oltre 1200 morti israeliani, mentre 251 persone vengono prese in ostaggio e portate nella Striscia di Gaza. Fra i dispersi anche tre cittadini italo-israeliani. Il gruppo sciita Hezbollah lancia dal Libano razzi verso il nord di Israele e il premier di Tel Aviv Benjamin Netanyahu dichiara lo stato di guerra.
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8 OTTOBRE 2023 - Israele lancia l'operazione "Spade di ferro" -
Israele richiama circa 300mila riservisti e dà il via all'operazione "Spade di ferro", iniziando a bombardare la Striscia di Gaza e dando il via all'assedio. "Risponderemo con un'irruenza che il nemico non ha mai conosciuto e vinceremo", dichiara il premier Benjamin Netanyahu. L'11 ottobre il primo ministro forma un governo di emergenza e poche ore dopo avverte la popolazione palestinese di lasciare il nord di Gaza.
18 OTTOBRE 2023 - Visita lampo di Biden -
Il presidente americano Joe Biden fa visita in Israele per una visita lampo. La Casa Bianca conferma il suo massimo sostegno e l'invio di aiuti militari. Biden promette anche l'invio di aiuti umanitari per la popolazione civile di Gaza. Washington mette in chiaro che Israele "ha il diritto di rispondere", ma invita il governo a "non commettere gli stessi errori" effettuati dagli Usa dopo l'11 settembre.
20 OTTOBRE 2023 - Hamas rilascia due ostaggi israelo-americani -
Hamas libera due ostaggi israelo-americani "per motivi umanitari". Si tratta di Judith e Natalie Raanan, madre e figlia. Il 23 ottobre, con la stessa motivazione, vengono liberate anche due anziane donne israeliane, Yocheved Lifshitz, 85 anni, e Nurit Cooper, 79.
23 OTTOBRE 2023 - Tutti morti i cittadini italo-israeliani dispersi dopo l'attacco del 7 ottobre -
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani conferma la morte dei tre cittadini italo-israeliani dispersi dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre. Gli ultimi corpi a essere identificati sono quelli di Nir Forti, 29enne che si trovava al Nova Festival, e di Liliach Le Havron, uccisa nel kibbutz di Béeri insieme al marito Eviatar Moshe Kipnis, il cui cadavere era stato riconosciuto grazie all'esame del Dna due giorni prima.
27 OTTOBRE 2023 - Israele inizia l'invasione di terra di Gaza -
Nella notte Israele inizia le operazioni di terra nella Striscia di Gaza puntando a isolare Gaza City e la parte nord della Striscia da quella meridionale. Nei giorni successivi inizia l'evacuazione da Gaza attraverso il valico di Rafah dei cittadini con passaporto straniero, doppia cittadinanza o malati gravi. Per il resto dei cittadini gazawi invece non ci sono vie di uscita.
30 OTTOBRE 2023 - Ritrovato il corpo di Shani Louk a Gaza -
Il corpo della cittadina israelo-tedesca Shani Louk, che si riteneva fosse stata rapita durante l'assalto di Hamas al Nova festival, viene ritrovato a Gaza. La giovane era stata ripresa in un video che aveva fatto il giro del mondo mentre giaceva immobile sul retro di un camion dei miliziani palestinesi.
16 NOVEMBRE 2023 - Le truppe israeliane assediano l'ospedale di Al Shifa -
L'esercito israeliano dà il via a un'operazione presso l'ospedale di Al Shifa, il più grande nella Striscia di Gaza. Secondo l'Idf la struttura verrebbe utilizzata come base da Hamas. L'irruzione dura diversi giorni.
19 NOVEMBRE 2023 - Gli Houthi sequestrano una nave nel Mar Rosso -
I ribelli yemeniti Houthi sequestrano la nave mercantile "Galaxy Leader", di proprietà di una compagnia israeliana e battente bandiera delle Bahamas. Il gruppo sciita annuncia che avrebbe preso di mira tutte le navi di proprietà israeliana, o che operano per compagnie israeliane, o che battano bandiera israeliana, fino alla cessazione delle ostilità a Gaza.
24 NOVEMBRE 2023 - Entra in vigore la tregua tra Israele e Hamas -
Scatta la tregua fra Israele e Hamas, mediata dal Qatar insieme ad Egitto e Stati Uniti. La pausa umanitaria, inizialmente di quattro giorni, viene prolungata fino al primo dicembre. Nel corso di questo arco temporale vengono rilasciati 105 ostaggi in cambio di circa 240 detenuti palestinesi.
1 DICEMBRE 2023 - Termina la tregua e riprendono i combattimenti a Gaza -
Ha termine la tregua fra Israele e Hamas e nella Striscia di Gaza riprendono i combattimenti. L'esercito israeliano concentra le sue operazioni soprattutto nella zona di Khan Younis, che viene pesantemente bombardata.
15 DICEMBRE 2023 - L'Idf uccide per errore tre ostaggi a Gaza -
L'esercito israeliano annuncia di aver ucciso per errore tre ostaggi nei combattimenti in corso a Shejaiya, un quartiere della città di Gaza. A cadere sotto il fuoco amico sono Yotam Haim, Samer Fouad al-Talalka e Alon Lulu Shamriz. Le forze armate dello Stato ebraico sostengono che i soldati li avevano scambiati per miliziani di Hamas.
2 GENNAIO 2024 - Ucciso a Beirut Saleh Arouri, vice capo dell'ufficio politico di Hamas -
L'esercito israeliano uccide con un raid mirato a Beirut, capitale del Libano, Saleh Arouri, vice capo dell'ufficio politico di Hamas e comandante dell'ala militare in Cisgiordania. È il primo assassinio mirato nei confronti di un rappresentante dei vertici del gruppo palestinese al di fuori dei confini di Gaza.
11 GENNAIO 2024 - Il Sudafrica presenta denuncia per genocidio contro Israele davanti alla Corte Internazionale di Giustizia -
Il Sudafrica intenta una causa per genocidio contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia (Cig) chiedendo lo stop immediato delle operazioni militari a Gaza. Nel documento il Sudafrica accusa Israele di commettere azioni di carattere genocida con l'intento di eliminare, totalmente o in parte, la popolazione palestinese nella Striscia di Gaza.
9 FEBBRAIO 2024 - Israele ordina l'evacuazione di Rafah, l'Idf libera due ostaggi -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ordina l'evacuazione dei civili dall'area di Rafah nel sud della Striscia di Gaza in vista di operazioni militari da parte dell'Idf. Nella stessa Rafah il 12 febbraio le forze israeliane liberano due ostaggi. Sono Fernando Simon Marman, di 60 anni, e Louis Har, di 70 anni.
29 FEBBRAIO 2024 - Assalto dei civili ai camion di aiuti umanitari, oltre cento morti -
Oltre 100 civili muoiono e più di 700 rimangono feriti nella Striscia di Gaza in un assalto a una colonna di tir di aiuti umanitari. Hamas accusa l'esercito israeliano di aver sparato sulla popolazione inerme e affamata, mentre secondo Israele le vittime sono state causate dalla calca dopo che migliaia di persone si erano radunate intorno ai mezzi.
11 MARZO 2024 - Ucciso Marwan Issa, numero tre di Hamas a Gaza -
Marwan Issa, numero tre di Hamas a Gaza e vicecomandante dell'ala militare delle Brigate Qassam, viene ucciso in un attacco israeliano effettuato nel centro della Striscia di Gaza, nella zona di Nuseirat. L'Idf conferma la sua morte il 26 marzo rivendicandone la paternità. Insieme a lui viene assassinato anche un altro comandante di Hamas.
25 MARZO 2024 - Una risoluzione Onu chiede il cessate il fuoco a Gaza -
Il Consiglio di sicurezza dell'Onu approva una risoluzione per un cessate il fuoco nella striscia di Gaza, la liberazione immediata di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas e invita Israele a fare di più per facilitare l'ingresso di aiuti umanitari nel territorio.
1 APRILE 2024 - Sette operatori umanitari uccisi da un bombardamento israeliano a Gaza -
Sette operatori della ong statunitense World central kitchen, che consegna aiuti alimentari agli abitanti della Striscia di Gaza, restano uccisi in un bombardamento israeliano. Le vittime erano originarie di vari paesi, tra cui Australia, Polonia e Regno Unito. L'ong annuncia contestualmente la sospensione delle attività nella regione.
1 APRILE 2024 - Israele colpisce il consolato iraniano a Damasco -
Il consolato iraniano a Damasco, capitale della Siria, viene colpito in un raid israeliano. I morti, secondo le autorità iraniane, sono sedici. Fra loro anche diversi membri dei pasdaran, tra cui il generale Mohammad Reza Zahed, comandante delle forze Quds, e il suo vice. Teheran promette vendetta.
13 APRILE 2024 - L'Iran lancia un attacco diretto a Israele come ritorsione per i fatti di Damasco -
Nella notte per la prima volta l'Iran lancia un attacco diretto contro lo Stato di Israele, in risposta al bombardamento del consolato iraniano a Damasco. Vengono utilizzati missili balistici, da crociera e oltre 300 droni. Il sistema di difesa israeliano Iron Dome, coadiuvato dai Paesi alleati e anche dalla Giordania, respinge la minaccia. Nessun cittadino rimane ferito e non si registrano danni gravi sul territorio israeliano.
19 APRILE 2024 - Israele sferra un contrattacco contro l'Iran -
Israele compie la sua ritorsione nei confronti dell'Iran attaccando una base aerea militare nei pressi della città di Isfahan, a circa 400 chilometri da Teheran. L'Iran minimizza l'accaduto parlando di "attacco fallito". Il leader dell'estrema destra israeliana Itamar Ben-Gvir parla di attacco "debole" scatenando le reazioni dell'opposizione.
7 MAGGIO 2024 - Israele lancia l'operazione di terra a Rafah -
Israele lancia un'operazione di terra a Rafah, al confine con l'Egitto, e prende il controllo della parte palestinese del valico isolando di fatto la Striscia di Gaza. L'azione dello Stato ebraico viene criticata in maniera pressoché unanime dalla comunità internazionale, mentre secondo l'esercito il valico era utilizzato da Hamas "per scopi terroristici".
20 MAGGIO 2024 - Il procuratore della Cpi chiede un mandato d'arresto per Netanyahu e i leader di Hamas -
Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan chiede il mandato di arresto per il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e per il ministro della Difesa, Joav Gallant. La stessa richiesta viene effettuata per i leader di Hamas, Yahya Sinwar, Mohammed Deif e Ismail Haniyeh. Israele definisce la richiesta 'una vergogna' e critiche arrivano anche dal Segretario di Stato americano, Antony Blinken.
31 MAGGIO 2024 - Biden annuncia una road map per il cessate il fuoco -
Il presidente americano Joe Biden annuncia una road map proposta da Israele ad Hamas per il cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Il piano si compone di tre fasi che partono dalla tregua fino a un piano per la ricostruzione di Gaza, passando per la cessazione definitiva delle ostilità. Hamas rende noto di accettare la proposta ma i negoziati non decollano.
8 GIUGNO 2024 - L'esercito israeliano libera 4 ostaggi, anche Noa Argamani, simbolo del 7 ottobre -
Con un blitz nella zona di Nuseirat, nella Striscia di Gaza, l'esercito israeliano libera 4 ostaggi. Fra loro c'è anche la giovane Noa Argamani, rapita al Nova Festival. Le sue immagini mentre veniva portata via in moto dai miliziani di Hamas verso la Striscia di Gaza erano diventate uno dei simboli del 7 ottobre. Insieme a lei tornano liberi anche Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv.
13 LUGLIO 2024 - Israele uccide il capo militare di Hamas, Mohammed Deif -
In un raid su Khan Younis, nella Striscia di Gaza, l'esercito israeliano uccide Mohammed Deif, leader militare di Hamas. La conferma da parte dell'Idf arriva l'1 agosto in seguito a "sicure" informazioni di intelligence. Deif era soprannominato 'il fantasma di Gaza', dopo essere sopravvissuto a vari tentativi di assassinio da parte di Israele che lo avevano reso cieco da un occhio e presumibilmente paralizzato su una sedia a rotelle.
27 LUGLIO 2024 - Un missile dal Libano fa strage in un villaggio druso -
Un missile proveniente dal Libano causa una strage di civili nel villaggio druso di Majdal Shams, sulle Alture del Golan. I morti sono 12, bambini e adolescenti che stavano giocando in un campo da calcio. Hezbollah nega di essere responsabile dell'accaduto.
30 LUGLIO 2024 - Israele uccide Fuad Shukr, comandante militare di Hezbollah, in un raid a Beirut -
L'esercito israeliano uccide in un raid a Beirut l'alto comandante di Hezbollah Fuad Shukr. L'uomo faceva parte del Consiglio della Jihad, il massimo organo militare dell'organizzazione sciita, ed era il capo della sua divisione strategica.
31 LUGLIO 2024 - Il capo politico di Hamas Ismail Haniyeh ucciso a Teheran -
Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, viene ucciso insieme alla sua guardia del corpo a Teheran in quello che, pur non essendo mai stato rivendicato, è considerato da tutti gli osservatori internazionali un raid israeliano. Haniyeh si trovava in una struttura gestita da militari iraniani dopo aver partecipato alla cerimonia di insediamento del nuovo presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Teheran giura vendetta.
15 AGOSTO 2024 - Superati i 40mila morti a Gaza -
Il ministero della Salute delle Striscia di Gaza, controllato da Hamas, annuncia che il bilancio dei palestinesi uccisi dall'inizio della guerra lo scorso 7 ottobre ha superato la soglia dei 40mila. I feriti sono oltre 92mila.
19 AGOSTO 2024 - L'esercito israeliano recupera i corpi di sei ostaggi morti a Gaza -
Le forze di difesa israeliane recuperano nella Striscia di Gaza i corpi di sei ostaggi rapiti il 7 ottobre nella zona di Khan Younis. Si tratta di Alex Dancyg, 75 anni, Yagev Buchshtav, 35 anni, Chaim Peri, 79 anni, Yoram Metzger, 80 anni, Nadav Popplewell, 51 anni, e Avraham Munder, 78 anni.
25 AGOSTO 2024 - Israele lancia un massiccio attacco preventivo contro Hezbollah -
L'esercito israeliano lancia un massiccio 'attacco preventivo' contro le postazioni di Hezbollah in Libano per 'prevenire attacchi su larga scala' da parte della milizia sciita. 'Erano pronti ad attaccare Israele e abbiamo dato ordine di agire per eliminare la minaccia', afferma il primo ministro Benjamin Netanyahu.
31 AGOSTO 2024 - L'idf trova i cadaveri di sei ostaggi e accusa Hamas di averli giustiziati -
L'esercito israeliano trova i cadaveri di sei ostaggi in un tunnel sotto la città di Rafah. Si tratta dell'israelo-americano Hersh Goldberg-Polin, di Eden Yerushalmi, Ori Danino, Alex Lubnov, Carmel Gat e Almog Sarusi. Secondo l'Idf sarebbero stati giustiziati da Hamas nelle ore precedenti l'arrivo dei soldati. Nella stessa zona era stato salvato tre giorni prima l'ostaggio di origine beduina Kaid Farhan Alkadi.
17 SETTEMBRE 2024 - In Libano esplodono migliaia di cercapersone e walkie-talkie -
In Libano, e più limitatamente in Siria, esplodono centinaia di cercapersone in possesso dei miliziani di Hezbollah. Il giorno successivo lo stesso accade con i walkie-talkie. I decessi secondo le autorità libanesi sono almeno venti. I feriti oltre 450. Israele non commenta l'accaduto. Il Mossad è l'indiziato principale.
27 SETTEMBRE 2024 - Un raid israeliano uccide a Beirut il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah -
Un potente attacco israeliano con bombe anti bunker uccide a Beirut il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah. Con lui muoiono anche Ali Karaké, il comandante del fronte meridionale di Hezbollah, e altri dirigenti. Nasrallah, 64 anni, era a capo di Hezbollah dal 1992 e non appariva mai in pubblico, limitandosi a interventi video che venivano preregistrati e trasmessi da una località segreta. L'operazione con cui viene ucciso Nasrallah viene chiamata "Nuovo Ordine".
30 SETTEMBRE 2024 - Israele lancia un'operazione di terra mirata in Libano -
Israele lancia "Frecce del nord", un'operazione terrestre "mirata e limitata" nel Libano meridionale contro infrastrutture di Hezbollah. L'obiettivo è quello di far rientrare nelle loro case gli abitanti delle zone al confine con il territorio libanese. Israele invita i cittadini libanesi a evacuare le aree in cui opera Hezbollah e afferma che l'operazione sarà "la più breve possibile".
1 OTTOBRE 2024 - Attacco terroristico a Giaffa, sette morti e sedici feriti -
Sette persone restano uccise e sedici ferite in un attacco terroristico a Giaffa, quartiere misto arabo-ebraico nell'area metropolitana di Tel Aviv. I due autori hanno 19 e 25 anni ed entrambi sono residenti a Hebron, in Cisgiordania. I due hanno prima aperto il fuoco all'interno di un vagone della metropolitana leggera e successivamente sono scesi e hanno continuato a sparare ai passanti. Uno è stato ucciso sul posto, mentre il secondo è rimasto gravemente ferito.
1 OTTOBRE 2024 - L'Iran attacca Israele, lanciati circa 200 missili balistici -
Per la seconda volta dal 7 ottobre 2023 l'Iran lancia un attacco diretto nei confronti di Israele, in risposta alle uccisioni di Ismail Haniyeh e Hassan Nasrallah. Vengono utilizzati circa 200 missili balistici. L'Iron Dome, il sistema di difesa israeliano, coadiuvato dalle forze alleate, respinge l'attacco. L'unica vittima è un cittadino palestinese nella città di Gerico, colpito dai detriti di un missile caduto. Israele annuncia una reazione e Teheran minaccia: "Se lo farete, vi ridurremo in cenere".
16 OTTOBRE 2024 - L'esercito israeliano uccide a Gaza il leader di Hamas Yahya Sinwar -
Yahya Sinwar, leader di Hamas, viene ucciso dall'esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Secondo la ricostruzione fornita dall'Idf, la 'primula rossa' del movimento palestinese viene ucciso insieme ad altri due miliziani nel corso di un pattugliamento nella zona di Rafah. Solo una volta ispezionato il cadavere i soldati si rendono conto della somiglianza con Sinwar. Il giorno successivo il governo israeliano, dopo aver effettuato le analisi del Dna, conferma la sua identità. Successivamente anche Hamas ufficializza il decesso del leader.
26 OTTOBRE 2024 - Israele lancia un attacco contro l'Iran, colpite strutture di produzione di missili ma risparmiati gli impianti nucleari -
Nella notte fra il 25 ottobre e le prime ore del 26, Israele lancia un nuovo attacco, della durata di diverse ore, sul territorio iraniano. Lo Stato ebraico comunica di aver colpito le 'strutture di produzione di missili utilizzati contro lo stato di Israele nell'ultimo anno' e invita Teheran a non reagire, perché in caso contrario 'pagherebbe un prezzo alto'. Israele, su pressione dell'amministrazione Biden, evita di colpire gli impianti nucleari. L'Iran parla di danni limitati e minimizza l'accaduto.
5 NOVEMBRE 2024 - Netanyahu licenzia il ministro della Difesa Yoav Gallant -
Il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant viene licenziato dal premier Benjamin Netanyahu a causa dei numerosi disaccordi fra i due. In particolare, Gallant sosteneva che Israele avrebbe dovuto accettare un accordo per la liberazione degli ostaggi, anche a costo di lasciare Hamas nella Striscia di Gaza. Al suo posto viene nominato Israel Katz, già ministro degli Esteri. Il ruolo di titolare della diplomazia israeliana viene invece affidato a Gideon Saar.
21 NOVEMBRE 2024 - La Corte penale internazionale emette i mandati di arresto per Netanyahu e Gallant -
La Corte penale internazionale emette mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. La motivazione è 'aver diretto intenzionalmente attacchi contro la popolazione civile della Striscia di Gaza e aver utilizzato la fame come metodo di guerra'. Atti che per la Corte si configurano come 'crimini di guerra e contro l'umanità'. La Cpi emette un mandato di arresto anche per il leader dell'ala militare di Hamas, Mohammed Deif, in quanto non ci sono conferme ufficiali della sua morte.
14 DICEMBRE 2024 - Hamas pubblica un video creato con l'Intelligenza artificiale in cui Netanyahu scava tombe per gli ostaggi -
Hamas pubblica sul suo canale Telegram un filmato dove si vede un'immagine, creata con l'intelligenza artificiale, del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu mentre scava tombe per gli ostaggi ancora nelle mani dell'organizzazione palestinese. 'Il suo sogno più grande è che muoiano tutti', è il titolo scelto da Hamas per la clip.
30 DICEMBRE 2024 - Sei neonati morti di freddo a Gaza in una settimana -
L'arrivo dell'inverno e le basse temperature mietono vittime fra i neonati di Gaza. Secondo le autorità della Striscia nell'ultima settimana di dicembre sono sei quelli deceduti a causa del freddo e dell'impossibilità di avere un riparo degno, quattro di loro avevano fra i 4 e i 21 giorni.
4 GENNAIO 2025 - Hamas pubblica il video della soldatessa ostaggio Liri Albag -
Hamas pubblica un video della soldatessa Liri Albag dove la 19enne dichiara di essere prigioniera "da oltre 450 giorni". La giovane era di sorveglianza alla postazione di Nahal Oz il 7 ottobre 2023. Albag era stata protagonista di un altro video trasmesso da Hamas a maggio 2024 dove i miliziani con le body-cam avevano documentato la cattura sua e di altre quattro colleghe.
7 GENNAIO 2025 - Donald Trump minaccia Hamas: liberi gli ostaggi o sarà l'inferno -
Donald Trump minaccia Hamas dichiarando che, se l'organizzazione palestinese non rilascerà gli ostaggi entro il 20 gennaio, data dell'insediamento alla Casa Bianca, "si scatenerà l'inferno".
9 GENNAIO 2025 - Joseph Aoun eletto nuovo presidente del Libano -
Dopo un vuoto politico di oltre due anni, il Libano sceglie il generale Joseph Aoun come suo nuovo presidente. Nel discorso di insediamento Aoun promette di "ricostruire ciò che l'aggressione israeliana ha distrutto in tutto il Libano" e che le autorità statali avranno "il monopolio sulle armi" in quanto l'esercito e non Hezbollah "deve essere in grado di proteggere i confini del Paese".
12 GENNAIO 2025 - Biden sente Netanyhau, necessari cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi -
Mentre i mediatori di Hamas e Israele si trovano a Doha per un nuovo round di negoziati, Joe Biden sente al telefono Netanyahu e sottolinea "l'immediata necessità di un cessate il fuoco a Gaza e del ritorno degli ostaggi".
14 GENNAIO 2025 - Israele e Hamas accettano una bozza di accordo per il cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi -
Nei colloqui di Doha Israele e Hamas accettano una bozza di accordo per cessate il fuoco nella Striscia e la liberazione degli ostaggi. Un accordo in tre fasi basato sulla road map proposta mesi prima da Biden e approvata dal Consiglio di sicurezza Onu. La prima fase prevederebbe il rilascio graduale di 33 ostaggi nell'arco di 6 settimane, tra cui donne, bambini, adulti, anziani e civili feriti, in cambio di centinaia di donne e bambini palestinesi detenuti da Israele. Tra le persone che Hamas rilascerebbe anche cinque soldatesse israeliane, in cambio per ognuna di 50 prigionieri palestinesi, tra cui 30 militanti condannati all'ergastolo.
19 GENNAIO 2025 Entra in vigore il cessate il fuoco, Hamas rilascia le prime tre donne ostaggio -
Alle 11:15 ora locale del 18 gennaio entra in vigore il cessate il fuoco e migliaia di sfollati si mettono in marcia verso le loro case, mentre Hamas libera i primi tre ostaggi israeliani: Romi Gonen di 24 anni, Emily Damari di 28 e Doron Steinbrecher di 31: tornano a casa dopo 471 di prigionia. Israele libera 90 prigionieri palestinesi: 69 donne e 21 minorenni. "Riporteremo tutti a casa", commenta Netanyahu.
25 GENNAIO 2025 - Hamas libera quattro soldatesse israeliane, polemiche -
Hamas rilascia le quattro giovani soldatesse israeliane Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag, che erano state rapite in un punto di osservazione dell'esercito israeliano al confine con la Striscia il 7 ottobre. Polemiche per la cerimonia pubblica, nella quale le ragazze vengono fatte salire su un palco per ricevere un "certificato di rilascio".
26 GENNAIO 2025 - Trump lancia la proposta di spostare i palestinesi da Gaza per ripulire la Striscia -
Donald Trump propone di spostare i palestinesi da Gaza in Egitto e in Giordania, in modo da "ripulire" la Striscia devastata dalla guerra. La proposta viene accolta con favore dalla destra israeliana. Coro di no da parte dei Paesi arabi.
30 GENNAIO 2025 - Hamas ammette la morte del suo capo militare Mohammed Deif -
Hamas ammette ufficialmente la morte di Mohammed Deif, considerato il capo militare dell'organizzazione. Deif è stato presumibilmente ucciso in un attacco aereo da parte dell'Idf a Khan Younis a luglio 2024, ma Hamas non aveva mai confermato la sua scomparsa.
1 FEBBRAIO 2025 - Hamas libera tre ostaggi maschi, anche Yarden Bibas -
Hamas rilascia il cittadino franco-israeliano Ofer Kalderon, l'ostaggio americano-israeliano Keith Siegel e Yarden Bibas. Resta grande apprensione per la sorte della moglie Shiri Bibas, e dei loro due figli piccoli, Ariel e Kfir. La famiglia dice di "continuare a sperare".
5 FEBBRAIO 2025 Netanyahu alla Casa Bianca, Trump: Gaza può diventare la riviera della regione -
In una conferenza stampa alla Casa Bianca con Netanyahu Trump afferma che Gaza potrebbe diventare la Riviera del Medioriente dove le persone possano "vivere in pace" in condizioni migliori. Secondo Netanyahu il piano di Trump può "cambiare la storia". Hamas rifiuta l'idea di Trump definendola "razzista".
16 FEBBRAIO 2025 - Rubio in Israele: Hamas va eliminata, non può governare -
Il Segretario di Stato Usa Marco Rubio va in visita in Israele dove afferma che "il gruppo di Hamas deve essere eliminato e sradicato", "non può continuare" ad avere il controllo della Striscia "come forza militare o governativa".
26 FEBBRAIO 2025 - Trump posta il video AI sul futuro di Gaza, statue d'oro e lusso -
Donald Trump posta sul social Truth un video realizzato con l'Intelligenza artificiale con quella che sembra essere la sua visione per il futuro di Gaza. Nella clip viene mostrato il territorio devastato dalla guerra e poi la didascalia "2025... Cosa succederà dopo?". Quindi la Striscia si trasforma in una sorta di paradiso con spiagge esotiche, grattacieli, yacht di lusso e gente che festeggia. Nelle immagini compare anche la torre "Trump Gaza" e una gigantesca statua dorata del presidente degli Stati Uniti. Lo stesso presidente Usa compare mentre barra in un bar e sorseggia un drink a bordo piscina con Netanyahu. Anche Elon Musk appare più volte nella clip mentre mangia in spiaggia, passeggia e piovono banconote. In sottofondo viene riprodotta una canzone scritta appositamente per il video: "Donald sta arrivando per liberarvi, portando la luce, niente più tunnel, niente più paura: Trump Gaza è finalmente qui".
28 FEBBRAIO 2025 - Hamas consegna le bare con Shiri Bibas e i suoi figli Ariel e Kfir -
Hamas consegna le bare di quattro ostaggi palestinesi rapiti il 7 ottobre. Tra loro ci sono Shiri Bibas e i due figli Ariel e Kfir, che il giorno del rapimento avevano rispettivamente 4 anni e 9 mesi. Sul corpo della donna un giallo lungo 24 ore: i resti consegnati non risultano compatibili con il suo Dna. Il giorno successivo Hamas consegna la sua salma e parla di errore. Netanyahu promette che lo Stato ebraico "regolerà i conti" con Hamas. L'organizzazione palestinese accusa Netanyahu: "Uccisi dall'esercito, la responsabilità è sua".
2 MARZO 2025 - Israele blocca l'ingresso di beni e forniture a Gaza dopo il no di Hamas al piano Usa sull'estensione della fase 1 della tregua -
Israele blocca l'ingresso di tutti gli aiuti umanitari a Gaza dopo il no di Hamas al piano Usa per un'estensione della fase 1 dell'accordo di cessate il fuoco. Lo stato ebraico chiede al gruppo palestinese di accettare il piano dell'inviato di Trump Steve Witkoff che prevede l'estensione temporanea della prima fase, mentre Hamas vorrebbe passare alla fase 2 prevista dall'accordo. Un portavoce di Hamas dichiara che il blocco dei rifornimenti a Gaza è un "ricatto". Israele replica sostenendo che gli aiuti umanitari giunti nella Striscia di Gaza saranno sufficienti per circa 5 mesi.
4 MARZO 2025 - Piano Lega Araba per Gaza, via Hamas e riaffermare governance Anp -
La Lega araba lancia un piano per il futuro di gaza articolato in tre fasi. La prima durerebbe circa sei mesi, mentre le due fasi successive si svolgerebbero in un arco di tempo complessivo di quattro o cinque anni. L'obiettivo è ricostruire Gaza, mantenere la pace e la sicurezza e riaffermare la governance dell'Autorità nazionale palestinese nella Striscia dopo 17 anni.
5 MARZO 2025 - Trump minaccia Hamas: rilasciate gli ostaggi o per voi è finita -
"Ultimo avvertimento" di Trump ad Hamas: "Rilasciate tutti gli ostaggi ora, non più tardi, e restituite immediatamente tutti i corpi delle persone che avete assassinato, o per voi è finita", dichiara il presidente americano, che parla anche al popolo di Gaza: "Vi attende un futuro meraviglioso, ma non se trattenete gli ostaggi. Se lo farete, sarete morti! Prendete una decisione intelligente, rilasciate ora gli ostaggi o pagherete l'inferno in seguito".
14 MARZO 2025 - Falliscono i nuovi colloqui a Doha, Hamas acconsente soltanto alla liberazione dell'ostaggio israelo-americano -
Non decollano i colloqui di Doha per la fase due della tregua. Hamas annuncia soltanto di aver dato il via libera al rilascio di un ostaggio israelo-americano in vita, Edan Alexander, e alla consegna dei corpi di altri 4 ostaggi con doppia cittadinanza. Netanyahu accusa Hamas di condurre una "guerra psicologica". L'inviato speciale Usa Steve Witkoff definisce "inaccettabile" la proposta di Hamas.
15 MARZO 2025 - Gli Usa lanciano un'azione militare contro gli Houthi nello Yemen -
Trump ordina alle forze armate Usa di "lanciare un’azione militare decisa e potente contro i terroristi Houthi nello Yemen, che "hanno condotto una campagna incessante di pirateria, violenza e terrorismo contro navi, aerei e droni americani e di altri Paesi". "Questi assalti incessanti - dice ancora Trump - sono costati all'economia statunitense e mondiale molti miliardi di dollari, mettendo al contempo a rischio vite innocenti. Nessuna forza terroristica impedirà alle navi commerciali e militari americane di navigare liberamente nelle vie d'acqua del mondo". Le vittime sono decine. In risposta l'organizzazione sciita afferma di aver attaccato con missili e un drone la portaerei americana USS Lincoln.
16 MARZO 2025 - Netanyahu annuncia di voler licenziare il capo dello Shin Bet Ronan Bar -
Netanyahu annuncia la sua intenzione di licenziare il capo dello Shin Bet, Ronen Bar e spiega che "in ogni momento, ma soprattutto durante una guerra esistenziale come quella che stiamo affrontando, deve esserci piena fiducia tra il primo ministro e il capo dello Shin Bet".
18 MARZO 2025 - La tregua finisce, Netanyahu ordina raid su Gaza dopo il no di Hamas alla proposta dell'inviato Usa -
Israele annuncia la ripresa dei raid nella Striscia "dopo che Hamas si è ripetutamente rifiutata di rilasciare i nostri ostaggi e ha respinto tutte le proposte ricevute dall'inviato di Witkoff e dai mediatori. Entra in campo l'aeronautica con attacchi mirati, i più vasti dall'entrata in vigore del cessate il fuoco il 19 gennaio. Centinaia le vittime. Hamas accusa Netanyahu: "Espone gli ostaggi a un destino ignoto".
20 MARZO 2025 - Dalla Casa Bianca pieno sostegno a Israele -
Donald Trump "sostiene pienamente" la ripresa delle attività militari di Israele a Gaza. L'Idf amplia le operazioni nella Striscia in particolare a Rafah, mentre Guterres si dice "scioccato" per la ripresa dei combattimenti.
22 MARZO 2025 - Razzi verso Israele dal Libano, l'Idf risponde -
Per la prima volta da dicembre, tre razzi vengono lanciati dal sud del Libano verso il villaggio di Metula, nel nord di Israele. Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa, Israel Katz, ordinano la rappresaglia immediata. Hezbollah nega di essere responsabile dell'accaduto, mentre l'Unifil esprime preoccupazione esortando "vivamente" le parti a "evitare di compromettere i progressi compiuti".
24 MARZO 2025 - Israele arresta il co-regista palestinese -
Premio Oscar per "No other land" Israele, in seguito ad alcuni scontri fra palestinesi e coloni nel villaggio di Susiya, in Cisgiordania, arresta Hamdan Ballal, uno dei co-registi palestinese del documentario premio Oscar "No Other Land". L'uomo viene rilasciato 24 ore dopo.
30 MARZO 2025 - La Mezzaluna Rossa denuncia: 15 nostri soccorritori uccisi da Israele a Rafah -
La Mezzaluna Rossa denuncia la morte di 15 suoi soccorritori da parte dell'Idf, nel corso di un'operazione a Rafah avvenuta il 23 marzo. Secondo l'organizzazione, sarebbero stati "uccisi a sangue freddo", nonostante indossassero uniformi e operassero in ambulanze chiaramente contrassegnate.
31 MARZO 2025 - Due collaboratori di Netanyahu arrestati nell'ambito dell'inchiesta Qatargate -
La polizia israeliana arresta due importanti collaboratori del premier Benjamin Netanyahu nell'ambito dell'inchiesta cosiddetta "Qatargate". Il primo ministro parla di 'indagine politica' e definisce i suoi due collaboratori fermati persone "tenute in ostaggio".
1 APRILE 2025 - Netanyahu revoca la nomina del nuovo capo dello Shin Bet dopo averla annunciata 24 ore prima -
Dopo averla annunciata nemmeno 24 ore prima, il premier israeliano Benjamin Netanyahu revoca la nomina del vice ammiraglio in pensione Eli Sharvit a capo dello Shin Bet. Netanyahu stava subendo pressioni da parte degli alleati politici affinché annullasse la nomina, a causa della sua apparente partecipazione alle massicce proteste scoppiate nel 2023 contro i piani del governo di riformare il sistema giudiziario.
4 APRILE 2025 - Israele annuncia la morte del responsabile di rapimento e omicidio della famiglia Bibas -
Israele annuncia di aver ucciso il responsabile del rapimento di Shiri Bibas e dei suoi due figli piccoli. Muhammad Hassan Awad sarebbe "probabilmente" anche coinvolto nel loro omicidio. Awad, secondo Israele, era tra gli uomini che hanno assaltato il Kibbutz Nir Oz durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre.
5 APRILE 2025 - L'Idf annuncia un'indagine approfondita sulla morte degli operatori della Mezzaluna Rossa -
Dopo un video pubblicato dal New York Times, che mostra come i mezzi di soccorso della Mezzaluna Rossa avessero le sirene accese e contrassegni visibili, l'Idf annuncia un'indagine "approfondita" su quanto avvenuto a Rafah il 23 marzo, quando le truppe hanno aperto il fuoco sulle ambulanze della Mezzaluna Rossa e su un camion dei pompieri, uccidendo 15 persone. L'esercito ammette che le ambulanze avevano le luci di emergenza accese.
7 APRILE 2025 - Netanyahu alla Casa Bianca, Trump: valutiamo un'altra tregua, vogliamo gli ostaggi liberi -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu incontra alla Casa Bianca Donald Trump. "Stiamo valutando un altro cessate il fuoco", perché "vogliamo gli ostaggi liberi", dice il presidente americano. Quanto al futuro di Gaza, secondo Trump "ha un "incredibile valore immobiliare" e "avere una forza di pace come gli Stati Uniti che controlla e possiede Gaza sarebbe una cosa buona".
9 APRILE 2025 - Macron: la Francia potrebbe riconoscere lo Stato palestinese a giugno -
Il presidente francese Emmanuel Macron annuncia che la Francia potrebbe riconoscere lo Stato palestinese "a giugno". "Non lo farò per compiacere questa o quella persona", ha sottolineato Macron, "ma perché è giusto". Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha "espresso una forte opposizione", affermando che "ciò costituirebbe un'enorme ricompensa per il terrorismo".
13 APRILE 2025 - Israele bombarda un ospedale a Gaza City -
Israele colpisce l'ospedale battista al-Ahli nel centro di Gaza City, sostenendo che venisse usato da Hamas. I medici sono costretti a evacuare i pazienti, un bambino muore a causa dell'interruzione delle cure.
18 APRILE 2025 - Raid Usa contro il porto degli Houthi in Yemen, almeno 80 morti -
Gli Stati Uniti lanciano raid contro il porto petrolifero di Ras Issa, in Yemen, per "indebolire la fonte di potere economico degli Houthi". Secondo il gruppo almeno 80 persone sono morte e 150 sono rimaste ferite.
22 APRILE 2025 - Trump in Medioriente dal 13 al 16 maggio -
La Casa Bianca annuncia un viaggio di Donald Trump in Medioriente. Il presidente americano si recherà in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti dal 13 al 16 maggio.
23 APRILE 2025 - Hamas pubblica un video dell'ostaggio Omri Miran -
L'ala militare di Hamas pubblica un video dell'ostaggio Omri Miran, rapito dal kibbutz Nahal Oz il 7 ottobre 2023. Miran era già apparso in un video di Hamas lo scorso aprile. Dopo il rilascio di altri ostaggi durante l'ultimo cessate il fuoco, la famiglia di Miran ha riferito di aver ricevuto conferma che fosse in vita dagli ostaggi che erano stati trattenuti insieme a lui fino allo scorso luglio.
28 APRILE 2025 - Israele respinge la proposta di Hamas per cinque anni di tregua -
Israele respinge la proposta di alcuni funzionari di Hamas, secondo cui il gruppo militante avrebbe accettato un cessate il fuoco di cinque anni in cambio del rilascio di tutti gli ostaggi. "Alcuni Paesi arabi stanno proponendo idee, come un cessate il fuoco di cinque anni", osserva un funzionario israeliano, "non c'è alcuna possibilità che accetteremo una tregua con Hamas che gli permetterebbe solo di armarsi, riprendersi e continuare la sua guerra contro lo Stato di Israele con maggiore intensità".
30 APRILE 2025 - Incendi devastano l'area di Gerusalemme, Hamas: "Bruciate tutto" -
Una serie di incendi si propaga in diverse aree della periferia di Gerusalemme. Si sospetta che i roghi, o almeno alcuni, siano di origine dolosa. Hamas incoraggia i palestinesi a "bruciare tutto: boschi, foreste e case dei coloni" in quanto Gaza "attende la vendetta dei liberi". Da alcuni utenti sui social network gli incendi vengono definiti "Fiamme del diluvio", in allusione al nome dato da Hamas al massacro del 7 ottobre del 2023, cioè "Diluvio Al-Aqsa"
2 MAGGIO 2025 - Nave umanitaria per Gaza colpita da un drone al largo di Malta -
La "Freedom Flotilla", organizzazione impegnata a consegnare aiuti umanitari alla Striscia di Gaza sfidando il blocco israeliano, denuncia l'attacco nella notte di una delle loro imbarcazioni da parte di un drone in acque internazionali al largo di Malta incolpando Israele dell'accaduto. Nessuna risposta da parte dello Stato ebraico.
3 MAGGIO 2025 - Hamas pubblica il video di un ostaggio bendato e ferito -
Hamas pubblica un video dell'ostaggio Maxim Herkin in un tunnel. L'uomo è bendato e ferito. "Questa potrebbe essere la mia ultima registrazione - dice -, sono stato bombardato due volte da Israele e questo è il risultato della pressione militare e della guerra per liberare i prigionieri di cui parla Netanyahu".
4 MAGGIO 2025 - Un missile Houthi buca le difese israeliane e colpisce l'aeroporto di Tel Aviv -
Un missile balistico lanciato dagli Houthi buca le difese aeree israeliane e colpisce l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, ferendo in maniera lieve 6 persone. Il gruppo ribelle yemenita, sostenuto dall'Iran, rivendica l'azione affermando di aver dimostrato "la nostra capacità di colpire obiettivi sensibili in Israele". "Chiunque ci danneggi, sarà punito sette volte tanto", risponde il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, annunciando una rappresaglia.
5 MAGGIO 2025 - Netanyahu annuncia un'operazione su larga scala a Gaza e attacca lo Yemen -
In un video il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu annuncia un'operazione "massiccia" all'interno della Striscia di Gaza che prevede anche un piano di "transizione" per i residenti, in quanto "la raccomandazione del Capo di stato maggiore" dell'esercito è stata quella di "puntare alla sconfitta di Hamas" che porterà lungo il suo percorso alla "liberazione degli ostaggi". Il via è previsto al termine della visita nell'area di Donald Trump dal 15 al 18 maggio. Parallelamente Israele effettua un attacco su larga scala nei confronti dello Yemen "in coordinamento con gli Stati Uniti". Principale obiettivo il porto di Hodeidah. Il 6 maggio lo Stato ebraico colpisce anche l'aeroporto di Sanaa distruggendo alcuni velivoli civili e il terminal. Le autorità yemenite segnalano vittime e feriti.
6 MAGGIO 2025 - Trump annuncia lo stop ai combattimenti tra Usa e Houthi -
Donald Trump annuncia la fine dei combattimenti con gli Houthi. "Loro ci hanno detto non bombardateci più e noi non attaccheremo più le navi", afferma il capo della Casa Bianca. L'organizzazione sciita conferma, ma precisa che il cessate il fuoco con gli Usa "non include la cessazione degli attacchi contro Israele".
11 MAGGIO 2025 - Hamas rivela contatti diretti con gli Usa sul cessate il fuoco -
Hamas rivela che da "alcuni giorni" sono in corso negoziati "avanzati e diretti" con gli Stati Uniti in merito a un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e all'invio di aiuti umanitari alla popolazione. Contestualmente l'organizzazione palestinese annuncia il rilascio di un ostaggio israelo-americano, il soldato Edan Alexander.
12 MAGGIO 2025 - Hamas libera l'ostaggio israelo-americano Edan Alexander, è stato torturato -
Hamas libera il soldato israelo-americano Edan Alexander dopo oltre 580 giorni di prigionia. Secondo la sua prima testimonianza riportata dai media israeliani, sarebbe stato interrogato per settimane, avrebbe subito torture e sarebbe stato tenuto ammanettato in una gabbia per un lungo periodo di tempo.
17 MAGGIO 2025 - Israele lancia a Gaza la nuova operazione "Carri di Gedeone" -
Israele annuncia di aver lanciato una nuova importante operazione militare all'interno della Striscia di Gaza, denominata "Carri di Gedeone". Il ministro degli Esteri, Israel Katz, afferma che la scelta è stata presa per fare pressione su Hamas affinché rilasci gli ostaggi rimasti. La decisione dello Stato ebraico viene criticata da più parti. "Dobbiamo dire al governo israeliano basta. La reazione c'è stata: garantite la vostra indipendenza e sicurezza, ma arriviamo alla pace", rimarca il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
18 MAGGIO 2025 - I media arabi confermano la morte di Mohammed Sinwar -
L'emittente araba Al Arabiya, citando fonti informate, afferma che Mohammad Sinwar, comandante dell'ala militare di Hamas e fratello minore dell'ex leader Yahya, sarebbe deceduto a Gaza. Il suo corpo, insieme a quello di dieci collaboratori, sarebbe stato trovato all'interno di un tunnel a Khan Younis. Il 13 maggio le forze armate israeliane avevano affermato di aver lanciato un attacco contro un centro di comando di Hamas posto sotto un ospedale. Il raid aveva come obiettivo proprio Mohammad Sinwar.
20 MAGGIO 2025 - L'esercito israeliano apre il fuoco vicino alla delegazione diplomatica a Jenin -
L'esercito israeliano apre il fuoco nei pressi di una delegazione di 25 ambasciatori e diplomatici in visita al campo profughi di Jenin, in Cisgiordania. Fra loro anche il vice console d'Italia a Gerusalemme, Alessandro Tutino. Nessuno rimane ferito. La Farnesina convoca l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, per protestare. L'Idf parla di colpi di avvertimento in aria e si scusa per l'accaduto. Secondo le forze armate israeliane, il gruppo non avrebbe seguito il percorso concordato con l'esercito.
22 MAGGIO 2025 - Uccisi a Washington 2 membri dello staff dell'ambasciata israeliana -
Due membri dello staff dell'ambasciata israeliana vengono uccisi in una sparatoria nei pressi del museo ebraico di Washington. Yaron Lischinsky e Sarah Milgrim erano una coppia e si sarebbero presto fidanzati ufficialmente. La polizia arresta un sospettato, identificato come Elias Rodriguez, 30 anni, di Chicago. Secondo il rapporto delle forze dell'ordine, avrebbe affermato: "L'ho fatto per la Palestina. L'ho fatto per Gaza".
24 MAGGIO 2025 - Raid dell'Idf colpisce la casa di una dottoressa a Gaza -
Un attacco aereo israeliano su Gaza colpisce la casa della dottoressa palestinese Alaa al-Najjar, uccidendo 9 dei suoi 10 figli, di età compresa fra i 7 mesi e i 12 anni. Si salvano solamente il marito e il figlio di 11 anni, entrambi gravemente feriti. La casa è stata colpita pochi minuti dopo che il marito della donna, pediatra presso l'ospedale Nasser di Khan Younis, era tornato nell'abitazione dopo aver accompagnato la moglie al lavoro. L'Idf annuncia un'indagine sull'accaduto ma ricorda che l'area di Khan Younis "è una zona di combattimento pericolosa", all'interno della quale "è stato ordinato ai civili di evacuare per la loro sicurezza".
27 MAGGIO 2025 - Marcia dei nazionalisti israeliani a Gerusalemme al grido di "morte agli arabi" -
Al grido di "morte agli arabi" e "che il vostro villaggio bruci", gruppi di giovani israeliani nazionalisti attraversano i quartieri musulmani della Città Vecchia di Gerusalemme nel giorno della marcia annuale che commemora la conquista di Gerusalemme Est da parte di Israele nel 1967, il cosiddetto "Giorno di Gerusalemme". I titolari palestinesi dei negozi sono costretti a chiudere gli esercizi commerciali e a cercare rifugio.
28 MAGGIO 2025 - Tajani: la reazione di Israele sta assumendo forme inaccettabili -
Nel corso di un'informativa in Parlamento il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, afferma che "la legittima reazione del governo israeliano a un terribile e insensato atto terroristico sta purtroppo assumendo forme assolutamente drammatiche e inaccettabili". Secondo il titolare della Farnesina "la popolazione della Striscia sta pagando da troppo tempo un prezzo altissimo. I bombardamenti devono finire, l'assistenza umanitaria deve riprendere al più presto, il rispetto del diritto internazionale umanitario deve essere ripristinato".
30 MAGGIO 2025 - Duro scontro fra il governo israeliano e Macron, "fa una crociata contro lo Stato ebraico" -
Il governo israeliano attacca duramente il presidente francese, Emmanuel Macron, dopo le sue dichiarazioni relative alla creazione e al riconoscimento di uno Stato palestinese come "un dovere morale e un'esigenza politica". "Riconosceranno uno Stato palestinese sulla carta, e noi costruiremo lo Stato ebraico-israeliano sul campo", risponde il ministro della Difesa, Israel Katz, mentre il ministero degli Esteri accusa Macron di voler intraprendere una "crociata" contro lo Stato ebraico.
31 MAGGIO 2025 - Hamas accoglie con riserve il piano Usa su tregua e rilascio ostaggi -
Dopo alcuni giorni di moderato ottimismo naufraga l'ipotesi di una nuova tregua a Gaza subordinata al rilascio degli ostaggi. Hamas infatti accoglie il piano presentato dagli Usa ma con riserve e un nuovo schema relativo al rilascio degli ostaggi stessi. "La risposta dell'organizzazione palestinese viene bocciata sia da Israele che dagli Stati Uniti. E' totalmente inaccettabile e ci fa fare un passo indietro", dichiara l'inviato americano per il Medioriente, Steve Witkoff.
5 GIUGNO 2025 - L'esercito d'Israele recupera a Gaza i corpi di due ostaggi israelo-americani -
Israele rende noto di aver recuperato i corpi di due ostaggi rapiti durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Il primo ministro Benjamin Netanyahu dichiara in un comunicato che i corpi di Judih Weinstein e Gad Haggai sono stati recuperati e riportati in Israele. I due, marito e moglie, sono stati assassinati durante l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la loro morte è stata confermata dall'esercito nel dicembre dello stesso anno. La coppia aveva anche la cittadinanza statunitense.
8 GIUGNO 2025 - L'Idf conferma l'identificazione della salma di Mohammed Sinwar -
Le forze armate israeliane confermano di aver accertato che il corpo di un uomo ritrovato in un complesso sotterraneo sotto l'Ospedale europeo vicino a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza, appartiene all'ex leader militare di Hamas, Mohammed Sinwar. Inizialmente il cadavere era stato rinvenuto in un tunnel, insieme ad altri dieci, per poi essere riportato in Israele per l'identificazione. Sinwar sarebbe stato ucciso in un attacco aereo israeliano il 13 maggio a Khan Younis.
9 GIUGNO 2025 - Israele abborda una nave con gli aiuti per Gaza, anche Greta Thunberg a bordo -
Le forze israeliane fermano e abbordano la nave della Freedom Flotilla Coalition per l'assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza che trasportava Greta Thunberg e altri attivisti. L'imbarcazione viene portata presso il porto di Ashdod. Thunberg viene espulsa dallo Stato ebraico il giorno successivo e, al suo arrivo in Europa, parla di 'rapimento' da parte di Israele avvenuto in acque internazionali.
11 GIUGNO 2025 - Arriva in Italia il volo con il piccolo Adam e altri pazienti evacuati da Gaza -
Atterra in tarda serata all'aeroporto di Milano-Linate il volo con a bordo il piccolo Adam, figlio di 11 anni della dottoressa Alaa al-Najjar, che ha perso il marito e gli altri 9 figli in un bombardamento israeliano. Con lui altri minori provenienti dalla Striscia di Gaza e i loro accompagnatori. Adam viene ricoverato all'ospedale 'Niguarda' di Milano. "Siamo il Paese occidentale che ha accolto il maggior numero di palestinesi", afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
12 GIUGNO 2025 - Israele valuta l'attacco all'Iran, personale Usa non essenziale lascia alcune aree del Medioriente -
I media americani avvertono che Israele sta valutando la possibilità di intraprendere un'azione militare contro l'Iran nei prossimi giorni, molto probabilmente anche senza il sostegno degli Stati Uniti. "Non è imminente, ma potrebbe benissimo accadere", afferma il presidente americano Donald Trump. Intanto il personale Usa non necessario lascia le rappresentanze diplomatiche in Iraq, Bahrain e Kuwait.
13 GIUGNO 2025 - Israele lancia l'operazione Rising Lion, raid su obiettivi nucleari e militari iraniani -
Israele lancia nella notte una vasta offensiva aerea contro l'Iran, colpendo impianti nucleari, installazioni militari e residenze di alti dirigenti del regime di Teheran. L'operazione, denominata "Rising Lion", è il più imponente attacco diretto tra i due Paesi nella storia recente del Medioriente. Oltre 200 velivoli dell'aeronautica israeliana prendono parte all'azione, supportati da cyber-attacchi e operazioni di intelligence mirate. Gli obiettivi colpiti comprendono le aree di Natanz, Khondab, Khorramabad, Teheran e Isfahan, strategiche per il programma nucleare iraniano. Negli attacchi vengono uccisi il comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Hossein Salami, il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Mohammad Bagheri, e alcuni importanti scienziati nucleari. Il presidente americano Donald Trump parla di attacco "eccellente", accusando Teheran di non aver "colto" la possibilità di trattativa sul programma nucleare che gli era stata fornita. L'Iran risponde lanciando missili e droni verso Israele.
14 GIUGNO 2025 - Saltano i colloqui sul nucleare in Oman, Putin sente Trump e condanna gli attacchi -
Salta l'incontro programmato che avrebbe dovuto tenersi in Oman fra le delegazioni iraniana e americana sul nucleare. "Sarebbe ingiustificabile", spiega il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. In una telefonata fra Vladimir Putin e Donald Trump, il presidente russo condanna l'operazione militare israeliana contro l'Iran e si dice pronto a mediare per evitare l'escalation.
5 GIUGNO 2025 - Trump: al momento gli Usa non coinvolti ma potremmo esserlo -
1 Donald Trump rimarca che al momento gli Stati Uniti "non sono coinvolti" nel conflitto fra Israele e Iran. "È possibile che lo saremo, ma al momento non lo siamo", afferma il presidente americano, che apre alla proposta di mediazione di Vladimir Putin. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, smentisce le indiscrezioni di stampa secondo cui gli Usa avrebbero posto il veto sull'uccisione della Guida suprema iraniana Ali Khamenei.
16 GIUGNO 2025 - Israele attacca la sede della tv iraniana -
I jet israeliani bombardano la sede dell'emittente di Stato iraniana Irib a Teheran. "Il megafono della propaganda e dell'incitamento iraniano sta per scomparire", afferma il ministro della Difesa, Israel Katz. Secondo il premier Benjamin Netanyahu gli attacchi hanno ritardato di "molto molto tempo" il programma nucleare iraniano.
17 GIUGNO 2025 - Trump lancia l'ultimatum a Teheran: resa incondizionata -
Donald Trump lancia un ultimatum all'Iran, chiedendo la "resa incondizionata". "Abbiamo il controllo totale dei cieli", rivendica il presidente americano, facendo per la prima volta ricorso al "noi" nonostante gli Usa non siano formalmente in guerra. Quanto all'ayatollah Ali Khamenei, "sappiamo esattamente dove si nasconde, ma non lo elimineremo, almeno non per ora". Nello stesso giorno, parlando dal G7 in Canada, il cancelliere tedesco Friedrich Merz si esprime a sostegno dello Stato ebraico dicendo che sta facendo "il lavoro sporco per tutti noi".
18 GIUGNO 2025 - Khamenei parla alla nazione: Israele sarà punito -
La Guida Suprema dell'Iran, Ali Khamenei, parla alla nazione affermando che "Israele ha commesso un grave errore e sarà punito per le sue azioni". L'ayatollah definisce l'ultimatum americano "inaccettabile" e avverte gli Usa che "qualsiasi intervento militare statunitense sarà senza dubbio accompagnato da danni irreparabili".
19 GIUGNO 2025 - Casa Bianca: Trump deciderà se intervenire in Iran entro due settimane -
La Casa Bianca annuncia che il presidente americano Donald Trump prenderà una decisione su un eventuale intervento in Iran 'entro due settimane'. Secondo Washington, ci sono ancora "sostanziali possibilità" di negoziati con Teheran.
20 GIUGNO 2025 - Netanyahu: avanti con o senza Trump -
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma che il programma nucleare iraniano sarà fermato "con o senza Trump", mentre il ministro della Difesa, Israel Katz, annuncia l'intensificazione degli attacchi. A Ginevra si tiene un incontro fra il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, e gli omologhi di Francia, Regno Unito, Germania e l'Alta rappresentante Ue. I ministri europei, al termine dei colloqui, assicurano la volontà propria e dell'Iran di continuare il dialogo.
21 GIUGNO 2025 - Khamenei "introvabile", teme per la sua vita -
L'ayatollah Ali Khamenei avrebbe nominato tre suoi successori in caso di morte. Secondo indiscrezioni dei media, la Guida suprema si troverebbe in un bunker e temerebbe di essere ucciso. Né il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, né il ministro degli Esteri Abbas Aragchi sarebbero riusciti a contattarlo per informarlo di una richiesta della Turchia di un incontro con alti funzionari statunitensi a Istanbul.
22 GIUGNO 2025 - Gli Usa attaccano i siti nucleari iraniani -
Nella notte fra il 21 e il 22 giugno gli Stati Uniti attaccano i siti nucleari iraniani di Fordow, Natanz e Isfahan. Il presidente Donald Trump in un discorso alla nazione parla di "spettacolare successo militare". "Se non ci sarà presto la pace, colpiremo altri bersagli". Il premier israeliano Benjamin Netanyahu loda la "coraggiosa decisione" americana che "cambierà la storia". "Risponderemo con durezza, fermezza e in modo tale da far pentire chi ci ha aggredito", afferma il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Il vice presidente J.D. Vance dichiara che gli Stati Uniti "non sono in guerra con l'Iran, ma con il suo programma nucleare". Dall'Unione Europea appelli alla de-escalation.
23 GIUGNO 2025 - Teheran lancia missili su una base in Qatar in risposta agli attacchi Usa -
Teheran lancia missili verso la base americana di Al Udeid in Qatar "in risposta all'aggressione americana". I missili sarebbero tanti quante le bombe che gli Usa avevano sganciato sui tre siti nucleari iraniani attaccati nella notte fra il 21 e 22 giugno. Il Qatar era stato avvertito in precedenza e anche gli Usa avevano messo in sicurezza le basi, dove non si registrano danni. Nel corso della giornata Israele aveva attaccato pesantemente l'Iran, colpendo alcuni edifici simbolo del potere, fra cui il carcere di Evin. Poche ore prima dell'attacco il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, era ricevuto al Cremlino da Vladimir Putin, che ha definito il raid americano "un'aggressione immotivata e priva di giustificazione".
24 GIUGNO 2025 - Trump annuncia il cessate il fuoco tra Israele e Iran -
Nella notte fra il 23 e il 24 giugno il presidente americano Donald Trump annuncia un cessate il fuoco "pienamente concordato" fra Israele e Iran, proclamando la fine di quella che definisce "la Guerra dei 12 giorni". Trump loda i due Paesi "per l'intelligenza e il coraggio" dimostrati. La tv iraniana annuncia lo stop alla guerra, affermando che è stato "imposto" a Israele in seguito al "successo" dell'attacco iraniano alla base statunitense in Qatar. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, afferma dal canto suo che Israele ha raggiunto "tutti i suoi obiettivi", eliminando una "duplice minaccia esistenziale immediata, sia nel campo nucleare che in quello dei missili balistici". A un'ora di distanza dall'entrata in vigore della tregua, due missili balistici vengono lanciati dall'Iran verso il nord di Israele, che annuncia un'immediata rappresaglia. Teheran smentisce la violazione dell'accordo. Una telefonata fra Trump e Netanyahu raffredda la situazione con il tycoon che si scaglia contro Iran e Stato ebraico. "Due Paesi che combattono da così tanto tempo e in modo così duro che non sanno più che c... stanno facendo", afferma.
26 GIUGNO 2025 - Casa Bianca: Teheran era a poche settimane dalla bomba atomica -
La Casa Bianca ribadisce che l'Iran era "a settimane" dalla realizzazione di una bomba atomica ribadendo il successo dei bombardamenti Usa sui siti nucleari di Teheran. L'Ayatollah Khamenei parla di "schiaffo agli Usa" e ricostruzioni "esagerate" da parte degli Stati Uniti. Secondo il Financial Times, che cita le prime valutazioni di Intelligence, l'Iran avrebbe spostato l'uranio dai siti nucleari prima dei raid quindi le sue risorse sarebbero pressoché "intatte". Donald Trump smentisce.
27 GIUGNO 2025 - Trump: abbiamo vinto la guerra -
Donald Trump invita l'ayatollah Ali Khamenei a "dire la verità" sulla "guerra dei 12 giorni". "L'abbiamo vinta noi", afferma il presidente americano aggiungendo di aver salvato la Guida suprema iraniana da "una morte veramente brutta e ignominiosa". Quanto a Gaza l'accordo "è vicino" e "entro la prossima settimana" potrebbe esserci un cessate il fuoco, dice ancora Trump.
28 GIUGNO 2025 - A Teheran i funerali dei generali e degli scienziati -
Migliaia di persone in lutto percorrono le strade del centro di Teheran per i funerali del capo della Guardia Rivoluzionaria, generale Hossein Salami, e di altri alti comandanti militari e scienziati nucleari uccisi durante la "guerra dei 12 giorni" con Israele. In totale vengono celebrate le esequie di 60 persone, fra cui quattro donne e due bambini. La folla grida "morte a Israele" e "morte all'America".
29 GIUGNO 2025 - Trump lancia il suo appello: accordo a Gaza -
Donald Trump lancia un appello per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. "Fate l'accordo a Gaza. Riportate indietro gli ostaggi!!", scrive su Truth. Il tycoon chiede anche l'annullamento del processo nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu definendolo una "caccia alle streghe" nei confronti di un "eroe di guerra".
1 GIUGNO 2025 - Netanyahu in visita a Washington per incontrare Trump -
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, conferma la sua visita a Washington. Al centro della missione ci saranno l'accordo per l'eventuale tregua a Gaza con la restituzione degli ostaggi, caldeggiata da Donald Trump, e il dossier Iran. A tal proposito, secondo i media israeliani, Netanyahu, chiederà al presidente americano garanzie per un eventuale altro attacco di Israele contro l'Iran in futuro, nel caso in cui Tel Aviv dovesse rilevare un rafforzamento del settore nucleare o nel campo della produzione missilistica di Teheran. L'incontro alla Casa Bianca fra Netanyahu e Trump si terrà lunedì 7 luglio.
2 LUGLIO 2025 - Trump annuncia, da Israele ok a condizioni per tregua di 60 giorni, attendiamo risposta Hamas -
Il presidente americano, Donald Trump, annuncia che Israele "ha accettato le condizioni necessarie per finalizzare un cessate il fuoco di 60 giorni" durante i quali gli americani intendono lavorare "con tutte le parti" per porre fine alla guerra. "Spero, per il bene del Medioriente, che Hamas accetti questo accordo, perché la situazione non migliorerà, ma peggiorerà", aggiunge Trump.
4 LUGLIO 2025 - Ok Hamas a piano tregua con emendamenti minori. Netanyahu: "modifiche inaccettabili" -
Hamas annuncia di aver dato una "risposta positiva" ai mediatori sulla proposta Usa di cessate il fuoco per Gaza e si dice pronta ad avviare "un ciclo di negoziati sul meccanismo per l'attuazione di questo quadro". Allo stesso tempo, il gruppo palestinese ha aggiunto alcuni "emendamenti minori" che riguardano una riorganizzazione del meccanismo di ricezione degli aiuti umanitari, in conformità con gli accordi della precedente tregua, con il ritiro della Gaza Humanitarian Foundation e l'impegno a non riprendere i combattimenti dopo un cessate il fuoco di 60 giorni. L'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce le richieste "inaccettabili".
7 LUGLIO 2025 - Incontro fra Trump e Netanyahu alla Casa Bianca, che candida il tycoon al premio Nobel per la pace -
Il 7 luglio Donald Trump e Benjamin Netanyahu si incontrano a cena alla Casa Bianca. Il primo ministro israeliano consegna al presidente americano la lettera inviata al Comitato del premio Nobel per candidarlo al premio Nobel per la pace. Trump ringrazia e afferma che Hamas vuole la pace a Gaza.
7 luglio 2025 - Israele lancia l'idea della costruzione di una "città umanitaria" a Rafah. Olmert, sono campi di concentramento -
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dichiara di aver incaricato l'Idf e il ministero di presentare un piano per fondare quella che definisce una "città umanitaria" sulle rovine di Rafah. A suo dire l'idea prevedrebbe di "accogliere" inizialmente circa 600mila palestinesi che vivono nella zona di Mawasi, dopo averli controllati per garantire che non entrino agenti di Hamas. Katz dichiara apertamente che ai palestinesi non sarà permesso di lasciare la zona e sottolinea la sua ambizione di incoraggiare i palestinesi a "emigrare volontariamente" dalla Striscia di Gaza verso altri Paesi. Qualche giorno dopo l'ex premier israeliano Ehud Olmert denuncia che questa presunta "città umanitaria" diventerebbe un campo di concentramento e costringere i palestinesi a entrarvi equivarrebbe a una pulizia etnica.
9 LUGLIO 2025 - Gli Usa sanzionano la relatrice onu Francesca Albanese -
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, rende noto di aver imposto "sanzioni" alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, Francesca Albanese, per i suoi sforzi "illegittimi e vergognosi di sollecitare un'azione della Corte penale internazionale contro funzionari, aziende e dirigenti statunitensi e israeliani", "la campagna di guerra politica ed economica di Albanese contro gli Stati Uniti e Israele non sarà più tollerata". "Continuerò a fare quello che devo fare", la risposta di Albanese.
11 LUGLIO 2025 - Onu, almeno 800 palestinesi uccisi in punti ritiro aiuti -
L'Onu fa sapere che sono circa 800 le uccisioni registrate a Gaza fra persone in attesa di aiuti, la maggior parte delle quali registrate nei pressi di punti di distribuzione del cibo gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), l'organizzazione Usa sostenuta da Israele. La Ghf ha assunto la gestione della macchina degli aiuti a fine maggio per volere di Israele, che intendeva soppiantare le agenzie Onu.
12 LUGLIO 2025 - Medioriente: fonti palestinesi, negoziati vicini al collasso -
Fonti palestinesi citate dalla Bbc riferiscono che i negoziati a Doha, in Qatar, sarebbero sull'orlo del collasso e che Hamas e Israele sono profondamente divisi su diverse questioni controverse e in particolare le discussioni più recenti si sono concentrate sul meccanismo per la consegna degli aiuti umanitari a Gaza e sulla portata del ritiro militare israeliano. Secondo una delle fonti, Israele avrebbe "usato questi round per guadagnare tempo e proiettare una falsa immagine di progresso" in concomitanza con la visita di Netanyahu da Trump negli Usa.
14 LUGLIO 2025 - Israele lancia raid in Siria "a difesa dei drusi" dopo lo scoppio di scontri a Sweida -
Dopo lo scoppio di scontri il giorno prima nel sud della Siria fra beduini, drusi e successivamente forze governative siriane, l'esercito di Israele attacca carri armati nella zona di Sweida, teatro delle violenze. Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, presenta l'intervento dello Stato ebraico in Siria come un tentativo di difendere la comunità drusa.
16 LUGLIO 2025 - Israele attacca il cuore di damasco colpendo il ministero della difesa e vicino al palazzo presidenziale -
Israele attacca il cuore di Damasco. Mentre nel sud della Siria proseguono le violenze nell'area a maggioranza drusa di Sweida, l'Idf ha colpito con raid aerei il quartier generale del ministero della Difesa e la zona del palazzo presidenziale. Lo Stato ebraico motiva il suo intervento con l'intenzione di proteggere i drusi: il quartier generale militare era utilizzato dalle forze governative siriane per inviare truppe a Sweida.
16 LUGLIO 2025 - Idf annunciano la creazione di un nuovo corridoio che attraversa Khan Younis a Gaza -
Le Idf annuncia un nuovo corridoio nel sud della Striscia di Gaza, che divide in due Khan Younis da est a ovest, denominato "Magen Oz". In passato queste strette strisce di terra hanno costituito un serio ostacolo durante i negoziati di cessate il fuoco, poiché Israele ha dichiarato di voler mantenere la propria presenza militare in quelle zone.
16 LUGLIO 2025 - Trump annuncia, abbiamo buone notizie su Gaza -
Il presidente Usa, Donald Trump, annuncia senza fornire ulteriori dettagli: "Abbiamo buone notizie su Gaza". Il Times of Israel cita un diplomatico arabo e una seconda fonte coinvolta negli sforzi di mediazione, secondo cui si è aperta una finestra per raggiungere un accordo entro pochi giorni.
17 LUGLIO 2025 - Raid su chiesa cattolica a Gaza, tra i feriti anche padre Romanelli. Israele esprime "profondo rammarico" e avvia indagine -
La chiesa della Sacra Famiglia di Gaza City, l'unica chiesa cattolica di Gaza, viene colpita e danneggiata da un raid. Il Patriarcato Latino di Gerusalemme riferisce che 2 donne sono morte e diverse persone sono rimaste ferite, fra cui anche padre Gabriel Romanelli. La chiesa stava dando rifugio sia a cristiani che a musulmani, tra cui diversi bambini disabili. Tel Aviv si è scusata con un post del ministero degli Esteri: "Israele esprime profondo dolore per i danni causati alla chiesa della Sacra Famiglia a Gaza City e per le vittime civili. L'Idf sta esaminando l'incidente, le cui circostanze non sono ancora chiare, e i risultati dell'indagine saranno resi pubblici in modo trasparente".
18 LUGLIO 2025 - Netanyahu telefona al Papa dopo l'attacco alla chiesa di Gaza, siamo vicini ad accordo con Hamas -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu telefona a Papa Leone XIV per esprimergli "rammarico per il tragico incidente in cui delle munizioni vaganti hanno accidentalmente colpito la chiesa della Sacra Famiglia a Gaza". All'appello del pontefice di raggiungere al più presto un cessate il fuoco, Netanyahu risponde che "i negoziati stanno procedendo, siamo vicini a un accordo" con Hamas. Leone XIV, invitato a visitare Israele, esprime inoltre "preoccupazione per la drammatica situazione umanitaria della popolazione a Gaza, il cui prezzo straziante è pagato in modo particolare da bambini, anziani e persone malate".
19 LUGLIO 2025 - Gli Usa annunciano l'accordo Israele-Siria per il cessate il fuoco -
Israele e Siria hanno concordato un cessate il fuoco sostenuto da Turchia, Giordania e altri Paesi. Lo ha annunciato in un post su X l'ambasciatore statunitense in Turchia, Tom Barrack, invitando "drusi, beduini e sunniti a deporre le armi e, insieme alle altre minoranze, a costruire una nuova identità siriana unita".
21 LUGLIO 2025 - Idf lanciano per la prima volta da inizio guerra un'operazione di terra a Deir Al-Balah -
Le Idf lanciano un'operazione di terra a Deir al-Balah per la prima volta dall'inizio della guerra, emettendo un ordine di evacuazione e avviando gli attacchi. Molti gli sfollati e gli operatori umanitari presenti nella città nel centro della Striscia di Gaza, tra cui anche italiani.
23 LUGLIO 2025 - Appello di oltre 100 ong: a gaza carestia di massa, consentire l'ingresso di aiuti -
Oltre 100 ong - fra cui Save the Children, Amnesty International, ActionAid International e Medici senza frontiere (Msf) - sottoscrivono un appello in cui avvertono che la fame dilaga a Gaza e chiedono di consentire l'ingresso di aiuti umanitari. "Dove c'è fame a Gaza, è una fame orchestrata da Hamas", replica il portavoce del governo israeliano David Mencer, "Hamas sta cercando di impedire la distribuzione di cibo e sta saccheggiando i camion degli aiuti umanitari". Mencer sottolinea che le accuse di "carestia" sono state ricorrenti durante tutto il conflitto, definendole "falsi allarmi".
24 LUGLIO 2025 - L'inviato Usa Witkoff in Sardegna per colloqui sulla tregua, Israele e Usa ritirano le delegazioni dai negoziati di Doha -
L'inviato della Casa Bianca per il Medioriente, Steve Witkoff, si reca in Sardegna per colloqui sulla tregua a Gaza con Israele e Qatar, che si sarebbero tenuti a bordo di uno yacht di lusso al largo della Costa Smeralda. Durante la giornata arrivano però gli annunci di Israele e Usa sul ritiro delle proprie delegazioni dai colloqui in corso a Doha. L'ultima risposta di Hamas "mostra chiaramente una mancanza di volontà nel raggiungere un cessate il fuoco a Gaza", afferma Witkoff, "valuteremo ora opzioni alternative per riportare a casa gli ostaggi e cercare di creare un ambiente più stabile per la popolazione di Gaza".
24 LUGLIO 2025 - Macron annuncia che la Francia riconoscerà lo stato di Palestina -
"Fedele al suo storico impegno per una pace giusta e duratura in Medioriente, ho deciso che la Francia riconoscerà lo Stato di Palestina. Ne farò l'annuncio solenne all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il prossimo settembre", annuncia su X il presidente Emmanuel Macron. Dura la risposta del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, secondo cui tale decisione "premia il terrorismo e rischia di creare un altro proxy iraniano, proprio come è accaduto con Gaza. Uno Stato palestinese in queste condizioni sarebbe una piattaforma di lancio per annientare Israele, non per convivere in pace al suo fianco". Germania e Italia sostengono di essere a favore di uno Stato palestinese, ma che i tempi non siano maturi, mentre oltre 200 deputati britannici chiedono che il Regno Unito riconosca la Palestina.
25 LUGLIO 2025 - Idf, consentiremo lanci di cibo su Gaza ma non c'è carestia -
L'esercito israeliano (Idf) annuncia che consentirà la ripresa dei lanci aerei di cibo su Gaza a causa delle difficili condizioni umanitarie, ma insiste che non c'è carestia nella Striscia. Secondo il governo di Gaza 100mila bambini di età inferiore a 2 anni, fra cui 40mila neonati, sono a rischio morte imminente a causa della "totale mancanza di latte in polvere e integratori alimentari, alla chiusura continua dei valichi e all'impossibilità di far entrare anche i beni di prima necessità".
29 LUGLIO 2025 - Starmer annuncia, senza cessate il fuoco a settembre GB riconoscerà lo Stato di Palestina -
Il premier britannico, Keir Starmer, annuncia che il Regno Unito riconoscerà lo Stato di Palestina a settembre prima dell'Assemblea generale dell'Onu a meno che Israele "non adotti misure concrete per porre fine alla terribile situazione a Gaza, raggiunga un cessate il fuoco, chiarisca che non ci sarà alcuna annessione della Cisgiordania e si impegni in un processo di pace a lungo termine che porti a una soluzione a due Stati". Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, dichiara che Londra "premia il mostruoso terrorismo di Hamas e ne punisce le vittime", "l'appeasement nei confronti dei terroristi jihadisti fallisce sempre. Fallirà anche per voi".
30 LUGLIO 2025 - Canada, a settembre riconosceremo lo Stato palestinese -
Il Canada riconoscerà uno Stato palestinese a settembre. 'Il Canada è da tempo impegnato a favore di una soluzione a due Stati, uno Stato palestinese indipendente, vitale e sovrano che viva fianco a fianco con lo Stato di Israele in pace e sicurezza', ha affermato il premier Mark Carney. La decisione di Ottawa fa seguito a quelle annunciate dalla Francia e dal Regno Unito.
1 AGOSTO 2025 - Il Portogallo verso il riconoscimento dello Stato di Palestina a settembre -
Il premier portoghese Luís Montenegro ha annunciato che ascolterà il presidente della Repubblica e i partiti politici rappresentati in Parlamento al fine di "valutare il riconoscimento dello Stato palestinese", "in una procedura che potrà essere conclusa nella settimana di alto livello dell'80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che si terrà a New York il prossimo mese di settembre".
1 AGOSTO 2025 - Tajani al premier palestinese, distribuiremo aiuti con lanci aerei -
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel corso di un colloquio telefonico con il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa ha "confermato il sostegno dell'Italia all'Autorità nazionale palestinese e l'impegno per un immediato cessate il fuoco a Gaza, per la liberazione di tutti gli ostaggi e il raggiungimento di una pace duratura". Tajani ha illustrato a Mustafa "i nuovi aiuti umanitari che distribuiremo anche tramite lanci aerei", "stiamo lavorando per accogliere in Italia altri 50 palestinesi da Gaza, bambini palestinesi bisognosi di cure sanitarie e le loro famiglie. Il premier palestinese ha ringraziato l'Italia per un'azione che rafforza e consolida l'amicizia fra il popolo italiano e quello palestinese".
2 AGOSTO 2025 - Hamas diffonde il video dell'ostaggio Evyatar David -
Hamas ha diffuso sui suoi canali un video, presumibilmente girato in settimana, dell'ostaggio Evyatar David. Il 24enne, originario di Kfar Sava, è stato rapito il 7 ottobre 2023 al festival Nova, vicino a Re'im. La famiglia ha autorizzato i media a mostrare per intero il video. "Oggi è il 27 luglio, mezzogiorno, non so cosa mangerò. Non mangio da diversi giorni consecutivi", dice con voce flebile David, che appare debole e scheletrico. Il giovane racconta la carenza di cibo e acqua e spiega che i suoi carcerieri gli danno quello che possono. La sua sua dieta, dice, consiste principalmente in alcune lenticchie e fagioli. Quindi indica un calendario dove segna i giorni in cui ha mangiato e quelli in cui non ha ricevuto cibo. Rivolgendosi poi al primo ministro Benjamin Netanyahu, David dichiara di sentirsi "completamente abbandonato da te, mio primo ministro, che dovresti occuparti di me e di tutti i prigionieri". Alla fine del video, si vede il giovane mentre scava quella che teme sarà la sua tomba all'interno del tunnel, e dichiara di sentirsi "sempre più debole" giorno dopo giorno, e di avviarsi verso la morte.
3 AGOSTO 2025 - Ben Gvir al Monte Del Tempio, conquistare tutta Gaza -
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir ha chiesto di conquistare la Striscia di Gaza e di "incoraggiare l'emigrazione volontaria" dei palestinesi dal territorio, in una video dal Monte del Tempio a Gerusalemme insieme a un gruppo di coloni. Durante la visita, Ben Gvir è stato visto unirsi a un minyan di preghiera e guidare la preghiera "Amida", segnando la prima volta che un ministro israeliano ha pregato in quel luogo, dove agli ebrei è proibito pregare in base all'accordo sullo status quo tra Israele e Giordania.
3 AGOSTO - Hamas, ok alla Croce Rossa dagli ostaggi se verranno aperti corridoi umanitari -
Le Brigate Al-Qassam, l'ala militare di Hamas, affermano di essere "pronte a impegnarsi attivamente e a rispondere a qualsiasi richiesta della Croce Rossa di portare cibo e medicine" agli ostaggi ancora prigionieri a Gaza, come richiesto dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, se Israele garantirà "l'apertura di corridoi umanitari in modo normale e permanente per il passaggio di cibo e medicine a tutta la nostra popolazione in tutte le aree della Striscia di Gaza e la cessazione di ogni forma di attività aerea nemica durante le consegne dei pacchi ai prigionieri". Le Brigate Al-Qassam "non fanno morire di fame deliberatamente i prigionieri, ma mangiano ciò che mangiano i nostri mujaheddin (combattenti) e la popolazione in generale, e non riceveranno alcun privilegio speciale in mezzo al crimine di fame e assedio". Alla Croce Rossa non è stato mai consentito l'accesso agli ostaggi durante i 22 mesi di guerra.
7 AGOSTO 2025 - Netanyahu, vogliamo assumere il controllo della striscia di Gaza, ma non governarla -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele intende assumere il controllo dell'intera Striscia di Gaza, ma che non vuole governarla. "Abbiamo intenzione di prendere il controllo per garantire la nostra sicurezza, rimuovere Hamas, consentire alla popolazione di liberarsi e affidarla a un governo civile che non sia Hamas e non sia qualcuno che propugna la distruzione di Israele", dice Netanyahu in un'intervista a FoxNews, "non vogliamo governarla", "vogliamo consegnare" la Striscia "alle forze arabe che la governeranno correttamente, senza minacciarci, e dare ai cittadini di Gaza una vita dignitosa".
8 AGOSTO 2025 - Via libera al piano di Netanyahu per l'occupazione di Gaza City -
Il Gabinetto di sicurezza di Israele ha approvato la proposta sostenuta dal primo ministro Benjamin Netanyahu, secondo cui le Idf conquisteranno Gaza City. L'operazione per occupare Gaza City richiederà l'evacuazione di massa dell'area, in cui risiedono circa 800.000 abitanti.
8 AGOSTO 2025 - LA Germania sospende l'export di armi a israele fino a nuovo ordine -
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha criticato il piano di Israele di prendere il controllo di Gaza City e ha dichiarato che 'il governo tedesco non autorizzerà alcuna esportazione di equipaggiamento militare che potrebbe essere utilizzato nella Striscia di Gaza fino a nuovo ordine'.
9 AGOSTO 2025 - Italia e altri 4 Paesi, respingiamo il piano di Israele su Gaza -
I ministri degli Esteri di Italia, Australia, Germania, Nuova Zelanda e Regno Unito hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno "respinto con forza la decisione del Gabinetto di sicurezza israeliano dell'8 agosto di lanciare un'ulteriore operazione militare su larga scala a Gaza". "Ciò aggraverà la catastrofica situazione umanitaria, metterà in pericolo la vita degli ostaggi e aumenterà il rischio di un esodo di massa dei civili", hanno affermato i ministri dei cinque Paesi, tra cui il vicepremier Antonio Tajani, "i piani annunciati dal governo israeliano rischiano di violare il diritto internazionale umanitario. Qualsiasi tentativo di annessione o espansione degli insediamenti viola il diritto internazionale".
10 AGOSTO 2025 - Ucciso a Gaza il giornalista di Al Jazeera Anas Al-Sharif -
L'emittente televisiva Al Jazeera ha dichiarato che il suo corrispondente Anas al-Sharif e altri giornalisti della sua troupe sono stati uccisi nella loro tenda a Gaza City. L'esercito israeliano ha confermato la notizia e affermato che al-Sharif si "faceva passare per giornalista" ma in realtà era un membro dell'ala militare di Hamas. Il Comitato per la protezione dei giornalisti aveva espresso grave preoccupazione per la sicurezza di Al-Sharif, definendolo "bersaglio di una campagna diffamatoria dell'esercito israeliano". Il reporter sapeva di essere nel mirino delle forze armate israeliane, tanto da aver lasciato un testamento su X datato 6 aprile 2025: "Se queste mie parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce", "non ho mai esitato un solo giorno a trasmettere la verità così com'è, senza distorsioni o falsificazioni", "vi affido la Palestina, il gioiello della corona dei musulmani, il cuore pulsante di ogni persona libera in questo mondo. Vi affido il suo popolo".
13 AGOSTO 2025 - L'Idf approva le linee generali del piano per l'offensiva a Gaza City. Saar, mai due stati nel cuore di Israele -
Il 13 agosto il capo di stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, dopo aver espresso in pubblico le sue perplessità, ha approvato le linee generali dell'offensiva militare per conquistare Gaza City, "in conformità con le direttive della leadership politica". Da Israele arriva anche un messaggio chiaro a tutti i Paesi che hanno annunciato di voler riconoscere lo Stato di Palestina. "Uno Stato palestinese nel cuore della terra di Israele sarebbe una soluzione per coloro che cercano di distruggerci. Non permetteremo che ciò accada", una "mossa" di questo tipo sarebbe "suicida" per lo Stato ebraico, dichiara il ministro degli Esteri Gideon Saar, che si rivolge poi direttamente a Francia e Canada: "Se desiderano creare uno Stato palestinese all'interno del proprio territorio, possono farlo: hanno molto spazio. Ma qui, in terra d'Israele, ciò non accadrà".
15 AGOSTO 2025 - Nuova provocazione di ben Gvir, Visita Barghouti in cella -
Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir visita la cella dove è rinchiuso il leader palestinese Marwan Barghouti e in un filmato pubblicato sui social lo schernisce, suscitando l'indignazione dell'Autorità nazionale palestinese. "Non vincerete", dice Ben Gvir a un Barghouti scarno e provato dalla detenzione, "chiunque si metta nei guai con la nazione di Israele, chiunque uccida i nostri bambini e le nostre donne, lo spazzeremo via. Dovresti saperlo".
17 AGOSTO 2025 - Sciopero generale in Israele per chiedere un accordo sugli ostaggi -
Sciopero nazionale il 17 agosto in Israele, indetto dai familiari degli ostaggi di Hamas, per chiedere il loro rilascio e protestare contro l'espansione della guerra a Gaza decisa dal governo di Benjamin Netanyahu. Decine gli arresti in tutto il Paese nel corso di proteste e blocchi stradali. Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha affermato che sono state quasi 500mila le persone che si sono radunate in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv e nelle strade circostanti per una massiccia manifestazione di massa.
18 AGOSTO 2025 - Idf, l'evacuazione di Gaza City durerà poco meno di 2 mesi -
Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano Eyal Zamir ha approvato il piano operativo per l'occupazione di Gaza City. "La prevista evacuazione della popolazione durerà poco meno di due mesi e ci stiamo preparando alla complessità del trasferimento dei residenti, pertanto ci stiamo attrezzando con una serie di strumenti per indurli a lasciare la città e dirigersi verso le aree umanitarie. Successivamente, si procederà alle fasi di accerchiamento, ingresso e conquista di Gaza City", ha detto il capo dell'Idf.
18 AGOSTO 2025 - Hamas accetta una nuova proposta di cessate il fuoco -
Hamas fa sapere di aver accettato la nuova proposta di cessate il fuoco avanzata da Egitto e Qatar. Si tratterebbe di una versione rivista dell'ultima proposta, che riguardava un accordo quadro per un cessate il fuoco di 60 giorni. Una soluzione di compromesso tra un cessate il fuoco completo, con la fine della guerra, e una tregua temporanea, che include il rilascio degli ostaggi e un ritiro graduale dell'Idf da Gaza.
20 AGOSTO 2025 - Israele approva il progetto di insediamento E1 che dividerebbe la Cisgiordania -
Israele approva in via definitiva un controverso progetto di insediamento in Cisgiordania che dividerebbe di fatto il territorio in due e che, secondo i palestinesi e le organizzazioni per i diritti umani, potrebbe distruggere i piani per un futuro Stato di Palestina. Si tratta dello sviluppo degli insediamenti dell'area denominata "E1", una zona di 12 chilometri quadrati tra Gerusalemme Est e l'insediamento di Maale Adumim, che dovrebbe essere esteso con oltre 3.500 nuovi appartamenti. Il progetto prevede l'inizio dei lavori infrastrutturali entro alcuni mesi e la costruzione delle prime case entro un anno. "Si tratta di un passo significativo che cancella praticamente l'illusione dei due Stati", afferma il ministro delle Finanze ed esponente dell'estrema destra israeliana Bezalel Smotrich, "ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea". Protese da parte dell'Anp, che parla della trasformazione della Cisgiordania "in una prigione".
22 AGOSTO 2025 - Confermata per la prima volta la carestia a Gaza City -
L'Integrated Food Security Phase Classification (IPC), un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite responsabile del monitoraggio della sicurezza alimentare, conferma per la prima volta che a Gaza City è in corso una carestia. I dati analizzati tra l'1 luglio e il 15 agosto, viene spiegato, hanno mostrato chiare prove del raggiungimento delle soglie di fame e malnutrizione acuta. Secondo l'Ipc, a Gaza 123mila bambini sono a rischio malnutrizione. Israele "respinge fermamente" il rapporto, definendolo "falso" e basato su 'dati parziali provenienti da Hamas".
25 AGOSTO 2025 - Raid israeliano sull'ospedale Nasser di Khan Younis, fra le vittime anche 5 giornalisti -
Un raid dell'esercito israeliano sull'ospedale Nasser di Khan Younis nella Striscia di Gaza causa la morte di almeno 20 persone, fra cui cinque operatori dei media. Fra loro la 33enne Mariam Dagga, che dall'inizio della guerra collaborava come freelance con Associated Press, oltre che con altri media. La donna lascia un figlio di 12 anni. Uccisi anche un giornalista di Al Jazeera, un cameraman di Reuters e altri due reporter. I cinque - secondo le ricostruzioni fornite dalle autorità di Gaza - sarebbero rimasti vittima di un "doppio attacco". Un primo missile avrebbe colpito l'ospedale e poi un secondo alcuni istanti dopo, mentre gli operatori dei media si recavano sul posto insieme ai soccorritori. Condanna unanime da parte della comunità internazionale, mentre l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu esprime "profondo rammarico" per il "tragico incidente" e l'Idf annuncia l'apertura di un'indagine, secondo cui 6 dei palestinesi uccisi nell'attacco "erano terroristi di Hamas".
29 AGOSTO 2025 - L'esercito israeliano dichiara Gaza City "zona di combattimento pericolosa", sospese le pause umanitarie. 1000 vittime in Cisgiordania e 63mila nella Striscia dal 7 ottobre -
L'esercito israeliano annuncia che l'evacuazione di Gaza City è "inevitabile" e il 29 agosto viene dichiarata "una zona di combattimento pericolosa", dove saranno sospese le pause tattiche introdotte per consentire la consegna di aiuti umanitari. L'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani fa sapere che in Cisgiordania dall'attacco del 7 ottobre 2023 sono stati uccisi 982 palestinesi "dalle forze armate e dai coloni israeliani", mentre oltre 42mila sono stati sfollati forzatamente a causa di "operazioni militari, demolizioni di case e attacchi dei coloni". Il bilancio delle vittime dall'inizio della guerra nella Striscia ha superato invece i 63mila morti.
29 AGOSTO 2025 - Gli Usa revocano i visti ai funzionari palestinesi prima dell'assemblea Onu a New York, incluso Abbas -
Il dipartimento di Stato americano annuncia che il segretario Marco Rubio sta negando e revocando i visti ai membri dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina (Olp) e dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York di settembre. Nel mirino anche il presidente dell'Anp Abbas. L'Olp e l'Anp "devono ripudiare sistematicamente il terrorismo - incluso il massacro del 7 ottobre - e porre fine all'incitamento al terrorismo" e porre fine agli "sforzi per ottenere il riconoscimento unilaterale di un ipotetico Stato palestinese", sottolinea il dipartimento di Stato Usa.
31 AGOSTO 2025 - Parte da Barcellona la Global Sumud Flotilla -
Parte dal porto di Barcellona la Global Sumud Flotilla, la più grande missione civile internazionale per tentare di rompere il blocco navale a Gaza e portare aiuti umanitari ai palestinesi. A bordo delle imbarcazioni, fra gli altri, l'attivista svedese Greta Thunberg e l'ex sindaca di Barcellona Ada Colau. In totale partecipano delegazioni di 44 Paesi, con barche in partenza dalla Tunisia, dalla Grecia e dalla Sicilia e la partecipazione alla missione di esponenti politici italiani.
7 SETTEMBRE 2025 - Ultimatum di Trump ad Hamas, accetti le mie condizioni o subirà conseguenze -
Il presidente americano Donald Trump pone un ulteriore ultimatum ad Hamas. "Tutti vogliono che gli ostaggi tornino a casa. Tutti vogliono che questa guerra finisca! Gli israeliani hanno accettato le mie condizioni. È ora che anche Hamas le accetti. Li ho avvertiti delle conseguenze di un eventuale rifiuto. Questo è il mio ultimo avvertimento, non ce ne saranno altri", scrive Trump su Truth. L'organizzazione palestinese si dice pronta a sedersi al tavolo delle trattative.
8 SETTEMBRE 2025 - Attentato a Gerusalemme, 6 morti. Netanyahu si rivolge agli abitanti di Gaza City, andatavene -
Sei persone restano uccise in un attentato a Gerusalemme, nel quale due palestinesi hanno aperto il fuoco a una fermata del bus, prima di essere uccisi a loro volta. Gli autori sono due giovani di 21 e 20 anni provenienti dalla Cisgiordania. Hamas parla di "operazione eroica", mentre Israele promette una risposta durissima. Nel frattempo il primo ministro Benjamin Netanyahu si rivolge direttamente agli abitanti di Gaza City, dove le forze armate israeliane hanno intensificato le attività: "Ascoltatemi attentamente: siete stati avvertiti. Andatevene!", dichiara, sottolineando che gli ultimi attacchi sono soltanto "un preludio all'intensa operazione principale".
9 SETTEMBRE 2025 - Global Sumud Flotilla denuncia, una nostra barca colpita da drone -
La Global Sumud Flotilla rende noto che una delle sue imbarcazioni principali è stata colpita in acque tunisine "da quello che si sospetta essere un drone". La barca trasportava i membri del comitato direttivo della Gsf, tra cui Greta Thunberg. Nessun ferito a bordo. "Gli atti di aggressione volti a intimidirci e a ostacolare la nostra missione non ci scoraggeranno", fanno sapere gli attivisti. Un nuovo episodio si verifica il giorno seguente: "Un'altra imbarcazione è stata colpita da un sospetto attacco con drone" mentre era ormeggiata in acque tunisine, denuncia il 10 settembre la Global Sumud Flotilla, confermando che "continua imperterrita".
9 SETTEMBRE 2025 - Raid israeliano su Doha, obiettivo la delegazione di Hamas -
Le forze armate israeliane compiono un raid a Doha, capitale del Qatar. Obiettivo dell'operazione, chiamata "Giorno dei giudizio", gli alti esponenti della delegazione di Hamas che, secondo Israele, stavano tenendo una riunione. Il movimento palestinese parla di tentativo fallito. Fra le vittime figurerebbe il figlio del capo dell'ufficio politico e capo negoziatore di Hamas Khalil al-Hayya. La Casa Bianca avrebbe avvertito il Qatar dell'attacco, ma Doha afferma che il raid era ormai in corso e parla di "attacco criminale che costituisce una flagrante violazione di tutte le leggi e norme internazionali". Il presidente Usa Donald Trump rimarca che il "bombardamento unilaterale" in un Paese "stretto alleato" degli Stati Uniti "non favorisce gli obiettivi di Israele o dell'America" e sente l'emiro del Qatar, rassicurandolo sul fatto che un episodio del genere "non accadrà mai più".
12 SETTEMBRE 2025 - L'assemblea generale dell'Onu appoggia la soluzione "a due stati" senza Hamas -
L'Assemblea generale delle Nazioni Unite approva a larghissima maggioranza una dichiarazione che delinea "passi tangibili, vincolati nel tempo e irreversibili' verso una soluzione a due stati tra Israele e palestinesi, senza il coinvolgimento di Hamas. Sono 142 i Paesi che votano a favore della risoluzione che sancisce la "Dichiarazione di New York", presentata da Francia e Arabia Saudita. Nel testo inoltre si condanna esplicitamente l'attacco di Hamas del 7 ottobre e si chiede all'organizzazione di rilasciare tutti gli ostaggi. Insieme a Israele e Stati Uniti, si oppongono alla risoluzione Argentina, Ungheria, Micronesia, Nauru, Palau, Papua Nuova Guinea, Paraguay e Tonga. Dodici paesi si astengono. L'Italia vota a favore e fa sapere di avere co-sponsorizzato e contribuito a elaborare il testo. Parere positivo di tutti i principali Paesi europei e di Brasile, Cina e Russia.
15 SETTEMBRE 2025 - Inizia l'offensiva israeliana a Gaza City -
Nella notte fra il 15 e il 16 settembre le forze armate israeliane danno il via a una massiccia offensiva di terra con i carri armati a Gaza City. I familiari degli ostaggi protestano sotto l'abitazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, accusandolo di mettere in pericolo le vite dei loro cari, mentre Donald Trump avverte Hamas: "Non usi gli ostaggi come scudi umani". Il ministro della Difesa Israel Katz afferma "vogliamo prendere il controllo di Gaza City perché oggi è il principale simbolo di governo di Hamas. Se cade, cadranno anche loro".
17 SETTEMBRE 2025 - Il ministro di estrema destra israeliano Smotrich definisce Gaza "una miniera d'oro immobiliare" -
Il ministro delle Finanze israeliano, ed esponente dell'estrema destra, Bezalel Smotrich afferma che la Striscia di Gaza è una "miniera d'oro immobiliare" annunciando di essere in trattative con gli americani sul come dividerla dopo la guerra. "Dobbiamo vedere come distribuiremo il terreno in percentuale - dichiara - la demolizione, la prima fase del rinnovamento della città, l'abbiamo già fatta. Ora dobbiamo solo costruire".
18 SETTEMBRE 2025 - Attentato al valico di Allenby, due vittime israeliane -
Il 18 settembre un attentato al valico di Allenby, controllato da Israele, tra la Cisgiordania centrale e la Giordania, causa la morta di due cittadini israeliani. L'attentatore, a sua volta ucciso dalle forze di sicurezza, viene identificato come un cittadino giordano. Secondo le forze armate israeliane era alla guida di un camion che trasportava aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.
21 SETTEMBRE 2025 - Regno Unito, Canada e Australia riconoscono Stato Palestina a vigilia assemblea Onu -
Il 21 settembre, alla viglia dell'Assemblea delle Nazioni Unite, Regno Unito, Canada e Australia riconoscono lo Stato di Palestina. Il premier britannico Keir Starmer afferma che la decisione è stata presa "per ravvivare la speranza di pace per i palestinesi e gli israeliani e una soluzione a due Stati". "La creazione di uno Stato palestinese non avverrà", la secca risposta del primo ministro Benjamin Netanyahu.
22 SETTEMBRE 2025 - Anche la Francia riconosce lo Stato di Palestina. Casa Bianca, Trump non concorda. Meloni, mozione per riconoscimento a due condizioni -
Anche il presidente francese Emmanuel Macron, come annunciato, ufficializza che la Francia "dichiara di riconoscere lo Stato di Palestina nell'interesse della pace". La Casa Bianca fa sapere che il presidente americano Donald Trump, riguardo alle nazioni occidentali che stanno riconoscendo lo Stato palestinese "è stato molto chiaro: non è d'accordo con questa decisione". La presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, annuncia che la maggioranza presenterà in aula una mozione "per dire che il riconoscimento della Palestina deve essere subordinato a 2 condizioni: il rilascio degli ostaggi e ovviamente l'esclusione di Hamas da qualsiasi dinamica di governo all'interno della Palestina".
24 SETTEMBRE 2025 - Global Sumud Flotilla denuncia attacco di droni. Appello Mattarella, non mettete a rischio vostra incolumità -
La Global Sumud Flotilla denuncia "esplosioni mirate e oggetti non identificati lanciati sulle imbarcazioni e nelle loro vicinanze" oltre a "ostruzioni diffuse nelle comunicazioni" nei confronti di alcune sue navi mentre si trovava in navigazione in acque internazionali nei pressi dell'isola di Creta in Grecia. "Non c'è bisogno di rischiare la propria incolumità e di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare degli aiuti a Gaza, che il governo italiano e le autorità preposte avrebbero potuto consegnare in poche ore", replica la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando di un'azione "pericolosa e irresponsabile". Nei giorni successivi le autorità italiane effettuano una proposta di consegnare gli aiuti a Cipro per poi farli arrivare a Gaza con il coinvolgimento del Patriarcato latino di Gerusalemme. Gli attivisti della Flotilla rifiutano chiedendo al governo una risposta "netta, severa e in linea con il diritto internazionale". Il 26 settembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, "al fine di salvaguardare il valore dell'iniziativa assunta che si è espresso con ampia risonanza e significato" chiede ai partecipanti alla missione di "evitare di porre a rischio" la propria incolumità. Anche in questo caso gli attivisti, pur dichiarando di condividere l'appello del presidente della Repubblica, non accettano e affermano di voler proseguire la missione
26 SETTEMBRE 2025 - Netanyahu all'Onu respinge accuse genocidio, a Gaza dobbiamo terminare il lavoro contro Hamas -
Il 26 settembre Benjamin Netanyahu, nel corso del discorso pronunciato all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, rivendica la sua linea. Il premier israeliano respinge le accuse di genocidio a Gaza definendole "infondate", accusa Hamas per la fame nella Striscia e punta il dito contro i leader occidentali che hanno riconosciuto lo Stato palestinese parlando di "decisione vergognosa" che "incoraggia" i terroristi. Netanyahu conferma poi che a Gaza "Israele deve portare a termine il lavoro" e deve farlo "nel minore tempo possibile".
29 SETTEMBRE 2025 - Trump presenta un piano in 20 punti per la fine della guerra a Gaza, Netanyahu accetta -
Nel corso di una conferenza stampa alla Casa Bianca insieme al primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il presidente americano Donald Trump annuncia un piano in 20 punti per mettere fine alla guerra a Gaza. Prevede il rilascio di tutti gli ostaggi da parte di Hamas entro 72 ore dall'accettazione della proposta, l'istituzione di un consiglio di amministrazione temporaneo presieduto da Trump e che includerebbe l'ex primo ministro britannico Tony Blair, il ritiro graduale dell'Idf, l'ingresso costante di aiuti, l'amnistia o l'esilio per Hamas e la sua smilitarizzazione, una prospettiva futura di Stato palestinese e non impone ai gazawi di lasciare la Striscia. Se Hamas rifiuterà l'accordo, ha chiarito Trump, Israele avrà il "pieno sostegno" degli Usa per sconfiggere definitivamente l'organizzazione. Netanyahu afferma di sostenere il piano, mentre Hamas si riserva di dare una risposta dopo aver analizzato il documento. L'Ue e la Russia si dicono favorevoli, mentre i Paesi arabi fanno pressione sull'organizzazione palestinese affinché accetti.
1 OTTOBRE 2025 - La marina israeliana intercetta le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla -
Nella tarda serata dell'1 ottobre la marina militare israeliana inizia le operazioni di intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla a circa 80 miglia marine da Gaza, in acque internazionali. I 473 attivisti, che si lasciano abbordare in maniera pacifica, vengono trasportati presso il porto israeliano di Ashdod per le procedure di identificazione. Non risultano feriti nell'operazione. Fra i 46 italiani a bordo della Flotilla anche il senatore Marco Croatti (M5S), il deputato Arturo Scotto (Pd), le eurodeputate Annalisa Corrado (Pd) e Benedetta Scuderi (Avs), che vengono subito rimpatriati in Italia, mentre la maggior parte degli attivisti viene reclusa presso il carcere di Ketziot in attesa delle procedure di espulsione. Il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben Gvir fa visita alla struttura detentiva e in un video irride gli attivisti accusandoli di essere venuti in Israele "per dare supporto ai terroristi" e auspica che restino in carcere "per mesi". La portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, Maria Elena Delia, in una conferenza stampa a Roma il 4 ottobre insieme ai parlamentari rientrati in Italia ha reso noto di aver presentato un esposto alla procura di Roma per "sequestro" e un secondo per l'attacco subito a bordo delle barche.
3 OTTOBRE 2025 - Hamas risponde positivamente al piano di pace di trump, pronti a rilasciare gli ostaggi e a negoziare i dettagli -
Il 3 ottobre Hamas, dopo un ultimo duro ultimatum da parte di Donald Trump, risponde in maniera positiva al piano di pace in 20 punti presentato dal presidente americano. L'organizzazione palestinese si dice disposta a rilasciare gli ostaggi, ma precisa che alcuni altri punti richiedono ulteriori negoziati per discutere i "dettagli" tramite i mediatori. Trump parla di un "giorno speciale e forse senza precedenti", aggiungendo che Hamas sarebbe pronta a una "pace duratura". Israele sospende le operazioni offensive a Gaza City in attesa di sviluppi, mentre trapela che il primo ministro Benjamin Netanyahu sarebbe rimasto "sorpreso" dall'entusiasmo dimostrato apertamente da Trump.
6 OTTOBRE 2025 - Al via negoziati indiretti Israele Hamas in Egitto -
Il 6 ottobre, alla vigilia del secondo anniversario dell'attacco di Hamas, partono a Sharm el-Sheikh i colloqui indiretti fra Israele e il gruppo palestinese sul piano di pace proposto dal presidente Usa Donald Trump per Gaza. In Egitto arrivano anche l'inviato di Trump per il Medioriente, Steve Witkoff, e il genero del tycoon Jared Kushner. Tra i punti più spinosi la richiesta di Hamas di scarcerare Marwan Barghouti, figura apicale e carismatica di Fatah, e Ahmad Saadat, segretario generale del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, la volontà di avere voce in capitolo sulla futura governance di Gaza e il rifiuto di un ruolo per l'ex primo ministro britannico Tony Blair.
8 OTTOBRE 2025 - Intercettata Flotilla con operatori sanitari e giornalisti -
Una spedizione con 9 barche di Freedom Flotilla Coalition (FFC) e Thousand Madleens to Gaza (TMTG), con a bordo circa 150 persone tra medici, infermieri e giornalisti e un carico di materiale sanitario, viene intercettata da Israele a circa 120 miglia nautiche dalla Striscia di Gaza. Tra loro anche 9 italiani.
9 OTTOBRE 2025 - Donald Trump annuncia firma accordo per gaza, è un grande giorno -
Nella notte fra l'8 e il 9 di ottobre il presidente americano Donald Trump annuncia che Israele e Hamas hanno sottoscritto la prima fase del Piano di pace in 20 punti da lui proposto.
10 OTTOBRE 2025 - Alle 12 ore locali entra in vigore l'accordo di cessate il fuoco, inizia il ritiro delle truppe israeliane da Gaza -
L'esercito israeliano (Idf) annuncia che l'accordo di cessate il fuoco con Hamas è entrato in vigore a mezzogiorno ora locale, le 11 in Italia, e che le truppe si sono ritirate sulle linee di ridispiegamento concordate. Israele manterrà il controllo del 53% del territorio della Striscia.
13 OTTOBRE 2025 - Hamas rilascia gli ultimi 20 ostaggi ancora in vita -
Intorno alle 8 di mattina ora locale, le 7 in Italia, Hamas avvia la liberazione dei 20 ostaggi ancora in vita, che vengono rilasciati in due fasi. Le operazioni per la restituzione dei corpi dei 28 ostaggi morti richiedono invece più tempo per il recupero sotto le macerie di Gaza. In cambio Israele libera 1.966 detenuti palestinesi, 250 condannati per terrorismo e gli altri arrestati dopo il 7 ottobre.
13 OTTOBRE 2025 - Trump in Israele e poi in Egitto per vertice sulla pace a Gaza -
Il presidente Usa Donald Trump va in Israele, dove incontra le autorità, le famiglie degli ostaggi e tiene un discorso alla Knesset. "Siamo felici che gli ostaggi siano stati rilasciati, la guerra è finita. Hamas rispetterà l'accordo", dichiara al suo arrivo al Parlamento israeliano. Poi Trump si reca in Egitto, dove a Sharm El-Sheikh copresiede con il presidente Abdel Fattah Al-Sisi una cerimonia per gli accordi di pace e un vertice con oltre 20 leader, tra cui la premier Giorgia Meloni, il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
19 OTTOBRE 2025 - Raid israeliani nella striscia in risposta ad attacchi contro l'idf, hamas nega responsabilità -
L'Idf lancia raid aerei nella zona di Rafah e in altre aree della Striscia in risposta ad attacchi contro le forze israeliane. Hamas nega di aver violato il cessate il fuoco, sostenendo che "i nostri contatti con i gruppi presenti sul posto sono stati interrotti dallo scorso marzo. Non abbiamo alcun collegamento con alcun evento che si verifichi in quella zona e non abbiamo modo di comunicare con i nostri combattenti lì presenti, ammesso che qualcuno di loro sia ancora vivo". L'Idf annuncia poi la ripresa del cessate il fuoco.
20 OTTOBRE 2025 - Witkoff, Kushner, Vance e Rubio in Israele per preservare il cessate il fuoco -
Il 20 ottobre l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, vanno in visita in Israele per provare a sostenere il fragile cessate il fuoco. Gli inviati Usa incontrano il premier Benjamin Netanyahu, mentre il 21 ottobre arriva anche il vice presidente JD Vance, che si dice "ottimista" e rimarca che le violenze che continuano a consumarsi a Gaza "non sono la fine del cessate il fuoco". Il 23 ottobre arriva in Israele anche il segretario di Stato Marco Rubio.
22 OTTOBRE 2025 - Corte dell'Aia, Israele consenta all'Unrwa di fornire aiuti a Gaza, non ha provato le accuse di legami con Hamas -
La Corte internazionale di giustizia, con sede all'Aia, afferma che Israele deve consentire all'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, l'Unrwa, di fornire assistenza umanitaria a Gaza. La corte sostiene inoltre che Israele non abbia provato le sue accuse secondo cui una parte significativa dei dipendenti dell'Unrwa sarebbero membri di Hamas o di altre fazioni terroristiche.
22 OTTOBRE 2025 - La Knesset approva un voto preliminare per la sovranità di Israele sulla Cisgiordania. Stop dal governo -
La Knesset, il parlamento israeliano, approva con una votazione preliminare un disegno di legge proposto dal parlamentare Avi Maoz del partito di estrema destra Noam per applicare la sovranità israeliana sulla Cisgiordania. La votazione preliminare, che precede le tre votazioni obbligatorie alla Knesset prima che un provvedimento diventi legge, è stata approvata con 25 voti favorevoli e 24 contrari. "La politica dell'amministrazione Trump è che la Cisgiordania non sarà annessa da Israele", ha affermato il vicepresidente americano J.D. Vance, parlando sulla pista dell'aeroporto internazionale di Tel Aviv prima di partire al termine della sua visita in Israele e definendo la mossa un "insulto". Il governo israeliano il 23 ottobre ordina di sospendere l'avanzamento dei progetti di legge per l'annessione parziale o totale della Cisgiordania.
28 OTTOBRE 2025 - Israele accusa Hamas di aver sparato ai soldati e attacca Gaza, 100 morti -
Israele accusa Hamas di aver aperto il fuoco contro le forze israeliane a Rafah, nel sud della Striscia, uccidendone uno. La tensione era già alta perché Hamas, secondo il video di un drone israeliano, ha restituito resti che appartenevano al corpo di un ostaggio israeliano che era già stato recuperato all'inizio della guerra. Il primo ministro Benjamin Netanyahu dichiara di aver ordinato all'esercito di effettuare "potenti attacchi" a Gaza. Secondo il ministero della Sanità di Gaza sono state uccise 104 persone, tra cui 46 bambini, e 253 persone sono rimaste ferite, per la maggior parte donne e bambini. "Niente metterà a repentaglio" la tregua, afferma il presidente Usa Donald Trump. La mattina seguente Israele annuncia il ripristino del cessate il fuoco.
2 NOVEMBRE 2025 - Hamas consegna 5 corpi di ostaggi -
Fra il 2 e il 5 novembre Hamas consegna alla Croce Rossa i corpi di cinque ostaggi. Prima vengono restituiti i cadaveri del tenente colonnello Asaf Hamami, del sergente maggiore Oz Daniel e del capitano Omer Neutra. Israele, a sua volta, consegna i corpi di 45 palestinesi. Due giorni dopo è la volta del sergente maggiore Itay Chen di 19 anni. Si tratta dell'ultimo ostaggio ucciso ancora trattenuto nella Striscia con cittadinanza statunitense. Il 5 novembre, infine, viene restituita la salma del cittadino tanzaniano Joshua Mollel. Il 31 ottobre Hamas aveva effettuato la consegna di tre presunte salme di ostaggi, ma lo Stato ebraico, in seguito ad analisi, aveva affermauto che i cadaveri non appartenevano a nessuna delle persone prese in ostaggio il 7 ottobre del 2023.
7 NOVEMBRE 2025 - Abbas in visita ufficiale a Roma, l'Italia riconosca lo stato di Palestina -
Il 7 novembre il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, si reca in visita ufficiale a Roma, dove incontra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Nel corso del vertice con la premier, Abbas rinnova la richiesta all'Italia "di riconoscere lo Stato di Palestina per proteggere la soluzione dei due Stati, sistematicamente minata dalle politiche israeliane, raggiungere una pace basata sulla legittimità internazionale e sull'iniziativa di pace araba e garantire l'indipendenza della Palestina lungo i confini del 4 giugno 1967, con Gerusalemme Est come capitale, vivendo in sicurezza e pace insieme a Israele".
9 NOVEMBRE 2025 - Hamas consegna i resti del soldato morto nel 2014 -
Il 9 novembre Hamas consegna a Israele tramite la Croce Rossa il corpo del tenente Hadar Goldin, ucciso durante la guerra di Gaza del 2014. Il cadavere - secondo quanto affermato dall'organizzazione palestinese - è stato rivenuto nell'area di Rafah. Israele, a sua volta, restituisce le spoglie di 15 palestinesi.
10 NOVEMBRE 2025 - La Knesset approva in prima lettura la pena di morte per i terroristi -
La Knesset il 10 novembre approva in prima lettura con 39 voti a favore e 16 contrari una proposta di legge relativa alla pena di morte per i "terroristi". Il disegno di legge introduce la possibilità di condannare alla pena capitale coloro che abbiano commesso un omicidio di "matrice nazionalistica" ai danni di un cittadino israeliano. "Stiamo per fare la storia. Lo abbiamo promesso e lo abbiamo mantenuto", commenta il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, che festeggia offrendo pasticcini ai parlamentari. Hamas, dal canto suo, parla di una decisione che "incarna il brutto volto fascista dell'occupazione sionista canaglia e rappresenta una palese violazione del diritto internazionale".
12 NOVEMBRE 2025 - Trump scrive al presidente israeliano Herzog, conceda la grazia a Netanyahu -
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 12 novembre scrive una lettera al presidente israeliano Isaac Herzog chiedendogli di graziare il primo ministro Benjamin Netanyahu, sotto processo per corruzione. "Vi invito con la presente a perdonare pienamente Benjamin Netanyahu, che è stato un primo ministro formidabile e decisivo in tempo di guerra - scrive il tycoon -. Ora sta guidando Israele verso un periodo di pace, che include il mio continuo lavoro con i principali leader del Medioriente per aggiungere molti altri paesi agli Accordi di Abramo che stanno cambiando il mondo". Trump aggiunge di "rispettare assolutamente l'indipendenza del sistema giudiziario israeliano", ma condanna le accuse di corruzione contro Netanyahu, definendole un "procedimento politico ingiustificato". Herzog risponde esprimendo il suo "grande rispetto" per Trump e per il suo "incrollabile sostegno" a Israele, ma sottolinea che "chiunque chieda la grazia deve presentare una richiesta formale secondo le procedure stabilite".
13 NOVEMBRE 2025 - Hamas consegna il corpo dell'ostaggio Meny Godard -
Hamas il 13 novembre consegna alle autorità israeliane tramite la Croce Rossa la salma del 73enne Meny Godard, ucciso dalla Jihad islamica nel kibbutz Beeri il 7 ottobre 2023 insieme alla moglie. Il suo cadavere era stato poi trasportato a Gaza. Hamas dichiara che l'organizzazione continua i suoi sforzi per consegnare i corpi dei prigionieri israeliani "nel più breve tempo possibile" nonostante le "difficoltà e gli ostacoli". Israele, come da accordi, restituisce i corpi di 15 palestinesi.
17 NOVEMBRE 2025 - Il consiglio di sicurezza dell'Onu approva una risoluzione Usa su Gaza, Russia e Cina si astengono -
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 17 novembre approva una risoluzione presentata dagli Stati Uniti su Gaza. Decisive le astensioni della Russia, che aveva a sua volta presentato un testo, e della Cina. "Questa sarà ricordata come una delle più grandi approvazioni nella storia delle Nazioni Unite, porterà ulteriore pace in tutto il mondo ed è un momento di vera portata storica", esulta il presidente americano Donald Trump. Secondo Hamas, che rifiuta di disarmarsi, "la risoluzione impone un meccanismo di tutela internazionale sulla Striscia di Gaza, che il nostro popolo rifiuta", "qualsiasi forza internazionale, se istituita, deve essere dispiegata solo ai confini per separare le forze, monitorare il cessate il fuoco e deve essere sotto la piena supervisione delle Nazioni Unite".
18 NOVEMBRE 2025 - Bin Salman alla Casa Bianca, per gli accordi di Abramo serve una chiara soluzione a due Stati -
Parlando nello Studio Ovale insieme al presidente americano Donald Trump, il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman afferma che l'Arabia Saudita vuole essere parte degli Accordi di Abramo, ma vuole prima garanzie di "un percorso chiaro per una soluzione a due Stati" tra Israele e Palestina. L'Arabia Saudita, aggiunge, vuole vedere una "coesistenza pacifica" tra israeliani e palestinesi e il riconoscimento di Israele da parte di Riad è per il momento lontano nel tempo, perché è prima necessaria "la creazione di un percorso chiaro" verso uno Stato palestinese.
19 NOVEMBRE 2025 - Raid israeliani su tutta Gaza dopo un attacco di Hamas a soldati -
L'Idf lancia un'ondata di raid contro obiettivi di Hamas nella Striscia di Gaza, dopo che "diversi terroristi hanno aperto il fuoco contro i soldati operanti a Khan Yunis". Il bilancio è di almeno 28 vittime, fra cui anche donne e bambini. Hamas parla di "pericolosa escalation" da parte del "criminale di guerra" Benjamin Netanyahu, che "cerca di riprendere il genocidio contro il nostro popolo".
23 NOVEMBRE 2025 - Israele uccide il capo di stato maggiore di Hezbollah in un raid su Beirut -
L'esercito israeliano annuncia di aver ucciso in un raid nel sud di Beirut il capo di stato maggiore di Hezbollah, Ali Tabatabai, comandante dell'unità d'élite Radwan. Tabatabai "era un maestro di assassini con molto sangue sulle sue mani", afferma il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Hezbollah avverte lo Stato ebraico e minaccia una rappresaglia. "I sionisti dovrebbero preoccuparsi, perché hanno commesso un grave crimine contro la resistenza e contro il Libano", dichiara il capo del consiglio esecutivo della milizia sciita, lo sceicco Ali Daamoush.
29 NOVEMBRE 2025 - Autorità di Gaza, oltre 70mila palestinesi uccisi dall'inizio della guerra -
Il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, rende noto che le vittime palestinesi in seguito all'operazione militare lanciata da Israele dopo l'attacco del 7 ottobre 2023 ha superato quota 70mila. Il numero delle persone decedute è continuato ad aumentare anche dopo il cessate il fuoco entrato in vigore il 10 ottobre, per i raid sulla Striscia di Israele in risposta a quelle che definisce violazioni della tregua da parte di Hamas.
30 NOVEMBRE 2025 - Netanyahu chiede la grazia al presidente Herzog, è per l'interesse nazionale -
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, inoltra la richiesta di grazia al presidente Isaac Herzog in merito al processo per corruzione che lo vede coinvolto. Il premier israeliano nella sua lettera non fa nessuna ammissione di colpa, anzi spiega che il suo "interesse personale" sarebbe quello di portare a termine il procedimento legale per poter essere scagionato da tutte le accuse. "Ma la sicurezza e la realtà diplomatica, ovvero l'interesse nazionale, impongono il contrario", afferma. L'ufficio di Herzog fa sapere che il presidente, "consapevole che si tratta di una richiesta straordinaria che comporta implicazioni significative", valuterà la richiesta "con responsabilità e sincerità", dopo aver ricevuto "tutti i pareri pertinenti".
30 NOVEMBRE 2025 - Tre cooperanti italiani attaccati dai coloni in Cisgiordania -
Tre cooperanti italiani e una collega canadese vengono attaccati da un gruppo composto da una decina di coloni israeliani con il volto coperto, nella casa dove alloggiavano nei pressi di Gerico, in Cisgiordania. "Hanno cominciato a picchiarci con pugni e a schiaffeggiarci. Sapevano che eravamo stranieri e, quando se ne sono andati, dopo aver rubato tutta la nostra roba, ci hanno detto di non tornare", racconta una di loro. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, condanna l'accaduto e ribadisce l'appello a Israele di fermare le violenze perpetrate dai coloni.
4 DICEMBRE 2025 - Leader della milizia di gaza "anti Hamas" ucciso in uno scontro interno -
Fonti della Difesa israeliana annunciano il 4 "dicembre la morte del leader della milizia "anti-Hamas" di Gaza, Yasser Abu Shabab, in quello che viene descritto come uno "scontro interno". Le stesse fonti aggiungono che l'uomo è stato trasportato in un ospedale in Israele, dove è morto per le ferite riportate. Abu Shabab aveva collaborato con lo Stato ebraico e il suo clan ha base in un'area della Striscia controllata dall'esercito israeliano. Israele aveva anche fornito armi alla sua milizia.
7 DICEMBRE 2025 - Hamas si dice disponibile al congelamento o allo stoccaggio del suo arsenale -
Hamas si dice pronta a discutere del "congelamento" o dello "stoccaggio" del proprio arsenale di armi nell'ambito del cessate il fuoco con Israele. In un'intervista all'Associated Press del 7 dicembre, il membro dell'ufficio politico dell'organizzazione palestinese afferma che Hamas mantiene il suo "diritto di resistere", ma è disponibile a deporre le armi per favorire un processo volto alla creazione di uno Stato palestinese.
12 DICEMBRE 2025 - La tempesta Byron si abbatte su Gaza, almeno 14 vittime fra cui donne e bambini -
Almeno 14 persone perdono la vita a Gaza a causa del passaggio della tempesta Byron. Forti piogge e venti si abbattono sull'enclave palestinese, causando la distruzione di molte tende degli sfollati e il crollo di alcuni muri di contenimento. Fra le vittime accertate donne e bambini.
12 DICEMBRE 2025 - Abbas incontra Meloni a Roma e invita il governo a riconoscere lo stato di Palestina -
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, incontra a Roma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi e partecipa alla manifestazione di FdI Atreju. Abu Mazen ringrazia l'Italia per la "postura" sempre "a favore del processo di pace" e invita il governo a "proseguire il percorso" verso il riconoscimento dello Stato palestinese. "L'unica soluzione per la stabilità della regione è quella a 'due Stati', che possano vivere in pace secondo il diritto internazionale", ribadisce Abbas.
19 DICEMBRE 2025 - Il cardinale Pierbattista Pizzaballa in visita alla parrocchia della Sacra Famiglia di Gaza -
Il 19 dicembre il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, si reca nella Striscia di Gaza insieme a una piccola delegazione per una visita pastorale alla parrocchia della Sacra Famiglia, alla vigilia delle celebrazioni natalizie, nel corso della quale esamina la situazione degli interventi umanitari e degli sforzi di soccorso alla popolazione civile.
24 DICEMBRE 2025 - In migliaia a Betlemme per celebrare il Natale dopo la guerra -
Migliaia di persone si sono trovate nella Piazza della mangiatoia di Betlemme la vigilia di Natale, dopo due anni di cupe celebrazioni segnate dalla guerra. Famiglie, musica e addobbi, oltre a un grande albero di Natale che non era stato allestito durante la guerra tra Israele e Hamas.
28 DICEMBRE 2025 - In Iran scoppiano proteste di massa per la crisi economica -
Il 28 dicembre in Iran iniziano proteste della popolazione, a partire dai commercianti dei bazar, per il crollo della valuta locale e la crisi economica. Le manifestazioni si allargano e la polizia risponde con il pugno duro. Il presidente Masoud Pezeshkian dice di voler "ascoltare le legittime richieste della popolazione" attraverso "il dialogo con i rappresentanti dei manifestanti".
29 DICEMBRE 2025 - Incontro fra Trump e Netanyahu a Mar-a-Lago, focus su Gaza e Iran -
Donald Trump e Benjamin Netanyahu il 29 dicembre si incontrano a Mar-a-Lago, in Florida. Sul tavolo le questioni relative al futuro di Gaza e all'Iran, che nei giorni precedenti aveva tenuto delle esercitazioni militari che secondo Netanyahu potevano essere propedeutiche a un attacco contro lo Stato ebraico. Su Gaza i due leader ribadiscono la necessità del disarmo di Hamas. Quanto all'Iran, "se tenterà di ricostruire il suo programma di missili balistici e riprenderà il programma nucleare, li fermeremo e li distruggeremo", avverte Trump.
31 DICEMBRE 2025 - Israele revoca le licenze per operare a Gaza a 37 ON -
GIsraele blocca, a partire dall'1 gennaio, le licenze per operare a Gaza e in Cisgiordania a 37 Organizzazioni non governative, tra cui ActionAid, International Rescue Committee e Medici Senza Frontiere (MSF). La decisione suscita forti critiche internazionali. Dieci paesi - tra cui Regno Unito, Francia, Canada, Germania, Giappone e Svezia - definiscono la decisione "inaccettabile".
2 GENNAIO 2026 - Trump avverte l'Iran, pronti a intervenire se uccide i manifestanti -
In un post sul suo social Truth, il presidente americano Donald Trump afferma che "se l'Iran sparerà e ucciderà violentemente i manifestanti pacifici, come è sua abitudine, gli Stati Uniti d'America correranno in loro soccorso. Siamo pronti a intervenire". Teheran risponde che un'eventuale azione militare americana porterebbe "il caos" nell'intera regione del Medioriente.
6 GENNAIO 2026 - Si allargano le proteste in Iran, aumenta il numero di morti e arrestati -
Si allargano le proteste in Iran dove, secondo quanto riportato dagli attivisti, le persone arrestate sarebbero migliaia e i morti decine. Un sit-in al Grand Bazaar di Teheran viene represso con la forza e l'uso di gas lacrimogeni da parte delle forze di sicurezza.
7 GENNAIO 2026 - Il figlio dello Scià si dice pronto a guidare la transizione in Iran -
Il principe in esilio Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano Mohammad Reza Pahlavi, si dice pronto a "guidare la transizione dalla tirannia a una futura democrazia" in Iran, dopo giorni di proteste violente. Pahlavi spiega che la sua volontà è quella di un cambiamento pacifico "tramite un referendum nazionale e un'assemblea costituente".
8 GENNAIO 2026 - Iran, non vogliamo la guerra ma siamo pronti ad affrontarla -
L'8 gennaio il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, afferma che Teheran non vuole una guerra con Israele o gli Stati Uniti, ma è pronto a reagire se attaccato nuovamente. "Non desideriamo una guerra, ma siamo pronti ad affrontarla", dichiara, precisando che l'Iran è pronto per negoziati con gli Usa "se basati sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni".
10 GENNAIO 2026 - L'Ayatollah Khamenei mette i Pasdaran in stato di allerta, il procuratore generale evoca la pena capitale per i manifestanti -
Il 10 gennaio, a due settimane dall'inizio delle proteste in Iran, la Guida suprema Ali Khamenei pone il corpo dei Pasdaran in uno stato di allerta più elevato rispetto a quello in cui si trovava durante la guerra con Israele di giugno 2025. Il procuratore generale Mohammad Movahedi Azad avverte che chiunque prenda parte alle manifestazioni sarà considerato un "nemico di Dio", accusa punibile con la pena di morte.
11 GENNAIO 2026 - In Iran migliaia di vittime e blackout di Internet. Teheran minaccia, Usa e Israele bersagli se Trump attacca -
Aumenta la repressione contro i manifestanti in Iran e con essa il numero delle vittime che, secondo alcune associazioni di attivisti, arriverebbe sopra da quota 2mila, fino a oltre 10mila, mentre le comunicazioni dal paese verso l'esterno sono pressoché impossibili a causa del blocco di Internet. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, l'11 gennaio avverte che l'esercito americano e Israele sarebbero "bersagli legittimi" in caso di attacco americano.
13 GENNAIO 2026 - Trump ai manifestanti, l'aiuto sta arrivando. Il Dipartimento di Stato Usa invita i cittadini a lasciare il Paese -
Il 13 gennaio Donald Trump si appella ai "patrioti iraniani" in piazza a "continuare a protestare" contro le autorità di Teheran, perché "l'aiuto" da parte degli Stati Uniti "è in arrivo". Parole che scatenano l'ira di Mosca, che parla di "minacce inaccettabili" ed evoca "terribili conseguenze". Il Dipartimento di Stato americano invita i cittadini Usa a lasciare il Paese.
14 GENNAIO 2026 - Usa e Gb invitano parte del personale a lasciare la base in Qatar per precauzione -
Gli Usa il 14 gennaio invitano i membri non essenziali presenti nella base militare americana di Al Udeid, in Qatar, a lasciare la sede come "misura precauzionale". La base, che ospita migliaia di militari Usa, era stata presa di mira dall'Iran a giugno come rappresaglia per gli attacchi statunitensi alle strutture nucleari iraniane. Anche il Regno Unito riduce il suo personale nella base aerea.
14 GENNAIO 2026 - Witkoff annuncia la "Fase due" del piano per Gaza e l'amministrazione tecnica palestinese di transizione -
L'inviato speciale di Donald Trump Steve Witkoff annuncia la "Fase due" del piano per LA PACE A Gaza, "passando dal cessate il fuoco alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione" della Striscia. Witkoff spiega che la seconda fase prevede "l'istituzione di un'amministrazione palestinese tecnocratica di transizione a Gaza, il Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG), e l'avvio della completa smilitarizzazione e ricostruzione della Striscia, in particolare il disarmo di tutto il personale non autorizzato". Gli Stati Uniti, sottolinea Witkoff, "si aspettano che Hamas rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l'immediato rilascio dei resti dell'ultimo ostaggio deceduto", avvertendo che "il mancato rispetto di tali obblighi comporterà gravi conseguenze".
14 GENNAIO 2026 - Trump, l'Iran ci hanno notificato lo stop delle uccisioni, verificheremo -
Il presidente Donald Trump afferma che agli Stati Uniti è stato "notificato" che "le uccisioni in Iran si sono fermate" e che "non ci sono piani per esecuzioni". "Indagheremo", dice ancora Trump, che su una possibile azione militare Usa in Iran aggiunge: "Osserveremo e vedremo come procede".
15 GENNAIO 2026 - Teheran, Trump ci ha informati che non attaccherà -
L'inviato dell'Iran in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, rivela che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha informato Teheran che non attaccherà il Paese e ha chiesto anche all'Iran di esercitare moderazione. Moghadam aggiunge di aver ricevuto informazioni dalle quali emergeva che Trump non voleva la guerra e che aveva chiesto all'Iran di non attaccare gli interessi statunitensi nella regione. Gli Usa hanno però varato una serie di nuove sanzioni contro i funzionari iraniani ritenuti responsabili della repressione violenta delle proteste, tra loro Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
16 GENNAIO 2026 - Teheran annuncia il ripristino dell'ordine nel Paese -
Il capo della polizia iraniana, il generale di brigata Ahmad-Reza Radan, assicura che l'ordine nel Paese è stato ripristinato dopo giorni di proteste, aggiungendo che la cooperazione tra la popolazione e le forze di sicurezza è stata fondamentale per sedare i disordini. "Per grazia di Dio e con la presenza consapevole del popolo, l'ultimo chiodo è stato piantato nella bara del terrorismo", afferma Radan. Dagli Stati Uniti Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià iraniano, promette che il regime "cadrà" e che lui tornerà in Iran per "guidare il movimento che riprenderà il nostro Paese dalla forza ostile anti-iraniana che lo occupa".
17 GENNAIO 2026 - Trump lancia gli inviti per il "Board of Peace" di Gaza -
Il presidente americano Donald Trump invia "a un illustre gruppo" di nazioni e personalità l'invito a prendere parte al Board of Peace per Gaza, definendolo "il Consiglio più imponente e importante mai riunito". Fra gli invitati ci sono i presidenti di Turchia, Argentina, Egitto e Paraguay, che si uniranno ai membri del Consiglio esecutivo già nominati: il segretario di Stato Marco Rubio, gli inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner, l'ex premier britannico Tony Blair, il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, il capo dell'intelligence egiziana Hassan Rashad, il CEO di Apollo Management Marc Rowan, la ministra emiratina Reem Al-Hashimy, l'uomo d'affari cipriota Yakir Gabay, il presidente della Banca mondiale Ajay Banga, il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Usa Robert Gabriel e Nikolay Mladenov, ex ministro della Difesa bulgaro, come Alto rappresentante per Gaza. Nei giorni successivi l'invito viene esteso anche al presidente russo Vladimir Putin, alla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, all'Italia e alla Germania, che prendono tempo, a Cina, Ucraina e Qatar. Francia, Regno Unito e Canada rifiutano. Il primo ministro Benjamin Netanyau, che aveva criticato la prima composizione del board definendola "non coordinata con Israele" e "contraria" alla politica dello Stato ebraico, in seguito accetta l'invito.
17 GENNAIO 2026 - Il procuratore di Teheran smentisce lo stop alle esecuzioni. Khamenei attacca Trump, è un criminale -
Il procuratore di Teheran, Ali Salehi, respinge l'affermazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump secondo cui in Iran le esecuzioni di 800 manifestanti sarebbero state fermate. La Guida suprema, Ayatollah Ali Khamenei, afferma che "i sediziosi nazionali e i criminali internazionali non saranno risparmiati" e che Trump è un "criminale responsabile di vittime e danni al nostro Paese". Il tycoon avverte che "tutte le opzioni sono sul tavolo" e che "è tempo di cercare una nuova leadership per l'Iran".
20 GENNAIO 2026 - Trump minaccia dazi del 200% su vini francesi e champagne dopo il no al Board of Peace per Gaza -
Il presidente Usa Donald Trump minaccia dazi del 200% su vini francesi e champagne per il no di Parigi all'invito a far parte del Board of Peace per Gaza e attacca Macron: "Nessuno lo vuole perché lascerà l'incarico molto presto". L'entourage del presidente francese risponde definendo l'atteggiamento di Trump "inaccettabile e inefficace".
21 GENNAIO 2026 - l'Iran diffonde il primo bilancio ufficiale: 3117 morti nelle proteste -
La televisione di Stato iraniana diffonde il primo bilancio ufficiale delle vittime delle proteste, affermando che 3.117 persone sono state uccise nelle manifestazioni iniziate il 28 dicembre.
22 GENNAIO 2026 - Trump e i Paesi membri firmano a Davos la creazione del Board of Peace per Gaza -
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i leader dei Paesi membri firmano al Forum economico di Davos la creazione del Board of Peace per Gaza. Partecipano il presidente argentino Javier Milei, il primo ministro armeno Nikol Pashinyan, il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev, il primo ministro della Bulgaria Rosen Zeljazkov, il primo ministro dell'Ungheria Viktor Orban, il presidente indonesiano Prabowo Subianto, un rappresentante del Bahrein, un rappresentante del Marocco, il vice primo ministro della Giordania, il presidente del Kosovo, il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, il presidente del Paraguay Santiago Peña, il primo ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il ministro degli Esteri della Turchia Hakan Fidan, un rappresentante degli Emirati Arabi Uniti, il presidente dell'Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev, il primo ministro della Mongolia Gombojavyn Zandanshatar. Il conflitto a Gaza "sta andando verso la conclusione", al momento "ci sono ancora piccole schermaglie, piccolo focolai", afferma Trump, "se Hamas abbandona le armi sarà la fine della guerra", "deve disarmare o per loro sarà la fine".
22 GENNAIO 2026 - Kushner mostra le slide della "Nuova Gaza" con piani immobiliari -
Jared Kushner, genero di Donald Trump, coinvolto nei negoziati per il Medioriente, durante il lancio del Board of Peace a Davos presenta una serie di slide che mostrano quale dovrebbe essere il volto della "Nuova Gaza", con piani di sviluppo immobiliare per zone per la Striscia. "Non abbiamo un piano B", afferma Kushner, aggiungendo che in Medioriente le città vengono costruite in 2 o 3 anni. Trump sottolinea le sue esperienze nel settore immobiliare, descrivendo Gaza come "questo bellissimo pezzo di proprietà".
23 GENNAIO 2026 - Meloni chiede a Trump di riaprire la configurazione del Board of Peace per Gaza -
La premier Giorgia Meloni rimarca che "per quello che riguarda il Board of Peace ci sono oggettivamente dei problemi su come l'iniziativa è stata configurata, che sono per noi addirittura di carattere costituzionale. Ad oggi lo Statuto che è stato inviato sarebbe incostituzionale e quindi incompatibile con il nostro ordinamento. È quello che io ho comunicato al presidente degli Stati Uniti, agli americani, chiedendo anche se ci fosse una disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità, che non sono solamente italiane, ma sono anche di altri paesi europei". Meloni sottolinea che la posizione dell'Italia è "di disponibilità, di interesse verso l'iniziativa", "penso che non sia mai la scelta migliore quella di autoescludersi a priori".
23 GENNAIO 2026 - Gli Usa inviano navi verso l'Iran. Teheran smentisce Trump, falso che abbiamo fermato 800 esecuzioni -
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rende noto che "Abbiamo molte navi che stanno andando" verso l'Iran, "per ogni evenienza. Abbiamo una grande flotta che sta andando in quella direzione e vedremo cosa succederà. Abbiamo una grande forza che sta andando verso l'Iran". Il procuratore generale dell'Iran, Mohammad Movahedi, per parte sua smentisce quanto dichiarato da Trump, secondo cui il suo intervento avrebbe fermato l'esecuzione di 800 persone arrestate nell'ambito delle proteste anti-governative, definendo queste dichiarazioni "completamente false".
24 GENNAIO 2026 - Khamenei trasferito in un rifugio sotterraneo per il rischio di attacco Usa -
Iran International, canale dell'opposizione iraniana con sede a Londra, citando due fonti vicine al governo, afferma che la Guida suprema Ali Khamenei si è trasferita in uno speciale rifugio sotterraneo a Teheran, dopo che alti funzionari militari e di sicurezza hanno valutato un aumento del rischio di un potenziale attacco statunitense. Masoud Khamenei, terzo figlio della Guida suprema, avrebbe assunto la gestione quotidiana dell'ufficio del leader. Il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica avvertono gli Usa che l'Iran è "più pronto che mai, con il dito sul grilletto".
25 GENNAIO 2026 - Time, fino a 30.000 morti solo nei primi due giorni di proteste in Iran -
Secondo quanto riportato dalla rivista statunitense Time, funzionari iraniani avrebbero stimato che fino a 30.000 persone potrebbero essere state uccise nei soli due giorni iniziali delle proteste, tra l'8 e il 9 gennaio. La cifra viene citata da due alti funzionari anonimi del ministero della Salute.
26 GENNAIO 2026 - Due Carabinieri minacciati da un uomo armato in Cisgiordania, Tajani convoca l'ambasciatore di Israele -
Due carabinieri in servizio al consolato generale di Gerusalemme vengono fermati da un uomo armato e minacciati nei pressi di Ramallah in Cisgiordania. Secondo le prime ricostruzioni, l'autore del gesto sarebbe un colono, che avrebbe fatto inginocchiare i due militari sotto la minaccia di un fucile mitragliatore per "interrogarli". La Farnesina convoca l'ambasciatore israeliano a Roma, Jonathan Peled, per esprimere il "forte disappunto" dell'Italia. Il giorno seguente l'esercito israeliano fornisce una seconda versione, secondo cui a fermare i carabinieri non sarebbe stato un colono ma un militare in borghese, che "non aveva identificato immediatamente la targa diplomatica", ma "non appena i passeggeri si sono identificati come diplomatici, il soldato li ha immediatamente rilasciati". Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, spiega di aver ricevuto un messaggio dall'omologo israeliano Gideon Saar con cui si promette "l'accertamento della verità dei fatti".
26 GENNAIO 2026 - Israele recupera il corpo dell'ultimo ostaggio a Gaza -
Le forze armate israeliane recuperano il corpo dell'ultimo ostaggio israeliano ancora a Gaza dopo l'attacco del 7 ottobre 2023. Si tratta del sergente Ran Gvili, ucciso a 24 anni mentre difendeva il kibbutz Alumim nel corso del raid di Hamas. "Avevo promesso che avremmo riportato tutti a casa e così abbiamo fatto", afferma il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
26 GENNAIO 2026 - Tajani propone l'inclusione dei Pasdaran nella lista dei gruppi terroristici, Teheran convoca l'ambasciatrice italiana -
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia che in occasione della riunione del Consiglio Affari Esteri, in programma il 29 gennaio, proporrà insieme ad altri Paesi europei l'inclusione dei Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche, oltre che sanzioni individuali contro i responsabili degli "atti efferati" commessi durante le proteste. Teheran reagisce convocando l'ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, per le dichiarazioni "irresponsabili" del titolare della Farnesina.
28 GENNAIO 2026 - Trump minaccia nuovamente l'Iran, negozi un accordo o il prossimo attacco sarà molto peggiore. Teheran, risponderemo come mai prima d'ora -
Il 28 gennaio Donald Trump torna a minacciare l'Iran. "Speriamo che si sieda rapidamente al tavolo delle trattative e negozi un accordo giusto ed equo - niente armi nucleari - che sia vantaggioso per tutte le parti", scrive su Truth. In caso contrario, "il prossimo attacco sarà molto peggiore". Il tycoon aggiunge che "un'imponente armata si sta dirigendo verso l'Iran" ed è pronta a "compiere rapidamente la sua missione", come in Venezuela, con rapidità e violenza, se necessario. "L'Iran è pronto al dialogo basato sul rispetto reciproco e sugli interessi comuni, ma se spinto all'angolo, si difenderà e risponderà come mai prima d'ora", replica la missione iraniana all'Onu. Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi rimarca che "le nostre coraggiose forze armate sono pronte, con il dito sul grilletto, a rispondere immediatamente e con forza a qualsiasi aggressione contro la nostra amata terra, aria e mare", "allo stesso tempo, l'Iran ha sempre accolto con favore un accordo nucleare reciprocamente vantaggioso, giusto ed equo, su un piano di parità e libero da coercizioni, minacce e intimidazioni, che garantisca i diritti dell'Iran alla tecnologia nucleare pacifica e assicuri l'assenza di armi nucleari". Un "attacco limitato" "è un'illusione. Qualsiasi azione militare da parte degli Stati Uniti, indipendentemente dalla sua origine e dal suo livello, sarà considerata l'inizio della guerra e la risposta sarà immediata, totale e senza precedenti, colpendo il cuore di Tel Aviv e tutti coloro che sostengono l'aggressore", afferma Ali Shamkhani, consulente politico della Guida Suprema Ali Khamenei.
29 GENNAIO 2026 - L'Ue introduce nuove sanzioni contro l'Iran e inserisce i Pasdaran nella lista delle organizzazioni terroristiche -
Il Consiglio dell'Ue il 29 gennaio impone sanzioni a 15 persone e sei entità ritenute responsabili della repressione in Iran. Tra questi anche il ministro dell'Interno e comandanti dei Guardiani della rivoluzione. I ministri degli Esteri concordano invece di designare i Pasdaran come organizzazione terroristica. L'Iran parla di "grave errore strategico" e il giorno successivo annuncia che, specularmente, gli eserciti dei paesi europei sono "considerati terroristi".
30 GENNAIO 2026 - Israele annuncia la riapertura valico di Rafah dall'1 febbraio -
Israele il 30 gennaio annuncia che dall'1 febbraio riapre il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l'Egitto, al traffico pedonale in entrambe le direzioni. "L'uscita e l'ingresso nella Striscia di Gaza attraverso il valico di Rafah saranno consentiti in coordinamento con l'Egitto, previa autorizzazione di sicurezza degli individui da parte di Israele e sotto la supervisione della missione dell'Unione europea", precisa Tel Aviv.
30 GENNAIO 2026 - Pasdaran designano eserciti Paesi europei che firmatari risoluzione contro Pasdaran come terroristi -
In risposta alla decisione dell'Ue di designare i Pasdaran come organizzazione terroristica l'Iran risponde designando a sua volta come terroristi "gli eserciti dei paesi che hanno partecipato alla recente risoluzione dell'Ue contro il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche". Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, parla di "errore strategico" da parte di Bruxelles.
31 GENNAIO 2026 - Raid di Israele su Gaza, almeno 30 morti -
Israele lancia raid in diverse località della Striscia di Gaza, causando almeno 30 morti, tra cui bambini. Hamas parla di "una nuova flagrante violazione" e invoca l'intervento Usa, mentre l'Idf sostiene di aver preso di mira i comandanti e le infrastrutture di Hamas e della Jihad islamica palestinese in risposta a una "violazione del cessate il fuoco", dopo che il giorno prima 8 uomini armati erano emersi da un tunnel a Rafah: 3 uccisi negli attacchi e un quarto, descritto come un comandante chiave di Hamas, catturato.
1 FEBBRAIO 2026 - L'amministrazione Trump comunica a Teheran di essere disponibile a un incontro -
L'1 febbraio l'amministrazione Trump comunica all'Iran attraverso diversi canali diplomatici la propria disponibilità a incontrarsi per negoziare un accordo. Quanto alle minacce di una guerra regionale ventilate dalla Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, in caso di attacco americano a Teheran, "se non raggiungeremo un accordo, allora scopriremo se aveva ragione o meno", dichiara Donald Trump.
2 FEBBRAIO 2026 - Riapre al traffico pedonale il valico di Rafah -
Il valico di Rafah fra Egitto e Israele il 2 febbraio riapre parzialmente al solo traffico pedonale. Era stato chiuso a marzo 2025 in seguito al fallimento del cessate il fuoco concordato nel gennaio dello stesso anno. Secondo le procedure, tutti i palestinesi di Gaza che vorranno entrare o uscire dalla Striscia dovranno ottenere l'approvazione egiziana, e l'Egitto dovrà inviare i nomi al servizio di sicurezza interna israeliano Shin Bet per l'autorizzazione. Israele supervisionerà a distanza l'uscita dei cittadini di Gaza verso l'Egitto. L'ingresso a Gaza dall'Egitto inoltre includerà un controllo di sicurezza israeliano. I palestinesi arriveranno a un posto di blocco dell'Idf dopo aver attraversato il valico di Rafah e solo in seguito potranno proseguire verso la Striscia.
3 FEBBRAIO 2026 - La Casa Bianca conferma un incontro con le autorità iraniane. La Marina Usa abbatte un drone di Teheran che si stava avvicinando alla portaerei Lincoln -
La Casa Bianca conferma il 3 febbraio l'intenzione di partecipare a un colloquio in presenza con le autorità iraniane. La prima sede scelta è Istanbul, con la partecipazione di altri Paesi come la Turchia e il Qatar. Successivamente, su richiesta di Teheran, gli Usa acconsentono a spostare il vertice in Oman. Contestualmente il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom) dichiara di aver abbattuto un drone iraniano che si stava avvicinando alla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico "in modo aggressivo". L'esercito americano riferisce anche di un altro episodio in cui forze iraniane hanno tentato di fermare una nave mercantile battente bandiera statunitense con equipaggio americano nello Stretto di Hormuz.
4 FEBBRAIO 2026 - Truppe dell'Idf attaccate nel nord di Gaza. Israele risponde con raid, oltre 20 morti -
Uomini armati compiono il 4 febbraio un blitz contro l'Idf nel nord di Gaza, ferendo gravemente un ufficiale riservista. In risposta a quella che definisce una "palese violazione" del cessate il fuoco, l'esercito israeliano compie diversi raid su Gaza. Il bilancio è di almeno 20 vittime, fra cui un neonato.
6 FEBBRAIO 2026 - In Oman colloqui fra Stati Uniti e Iran: Teheran, un buon inizio ma niente minacce -
In Oman il 6 febbraio va in scena il primo round di negoziati fra gli Stati Uniti e l'Iran. A guidare la delegazione americana l'inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, mentre a capo della delegazione iraniana c'è il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, che parla di "buon inizio", con le due parti che "stanno lavorando per costruire una fiducia reciproca". Allo stesso tempo, precisa che il clima deve rimanere "calmo, senza tensioni e senza minacce". Araghchi avrebbe avuto anche un colloquio faccia a faccia con Witkoff. I mediatori omaniti parlano di "colloqui seri", auspicando un nuovo incontro in tempi brevi.
8 FEBBRAIO 2026 - La premio Nobel per la Pace Narges Mohammadi condannata a 6 anni di carcere -
Le autorità iraniane l'8 febbraio condannano Narges Mohammadi, vincitrice del Premio Nobel per la Pace, a sei anni di carcere per associazione a delinquere e collusione, a un anno e mezzo per propaganda contro il sistema, a due anni di divieto di viaggio e a due anni di esilio nella città di Khosf, nella provincia del Khorasan meridionale. Mohammadi, in sciopero della fame dal 2 febbraio, era stata arrestata a dicembre durante una cerimonia in onore di Khosrow Alikordi, un avvocato iraniano di 46 anni e difensore dei diritti umani, mentre si trovava in permesso fuori dal carcere per motivi di salute.
8 FEBBRAIO 2026 - Israele approva un rafforzamento del controllo sulla Cisgiordania -
Il Gabinetto di sicurezza israeliano l'8 febbraio annuncia l'approvazione di alcune misure per cambiare "drasticamente" la politica in Cisgiordania, rafforzando il controllo israeliano sul territorio, anche in siti sensibili come Hebron, e aprendo la strada a un'ulteriore espansione degli insediamenti. "Ci impegniamo a rimuovere le barriere, a creare certezza giuridica e civile e a consentire ai coloni di vivere, costruire e svilupparsi su un piano di parità con ogni cittadino di Israele", afferma il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz.
9 FEBBRAIO 2026 - Teheran, pronti a diluire l'uranio con la revoca di tutte le sanzioni -
Teheran il 9 febbraio afferma di essere disposta a prendere in considerazione la diluizione dell'uranio arricchito al 60% se tutte le sanzioni venissero revocate. Mohammad Eslami, capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, dichiara che nei colloqui tra Iran e Stati Uniti vengono discusse sia le questioni tecniche e nucleari, che quelle politiche. Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, conferma la volontà di negoziati concreti con gli Usa, ma lamenta "un muro di sfiducia molto ampio dovuto al comportamento degli Stati Uniti".
11 FEBBRAIO 2026 - Trump vede Netanyahu alla Casa Bianca, ho insistito per continuare i negoziati con Teheran -
Il presidente americano Donald Trump l'11 febbraio incontra alla Casa Bianca il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu. Il tycoon afferma di aver "insistito" con la delegazione israeliana "affinché i negoziati con l'Iran continuassero, per vedere se un accordo possa essere raggiunto o meno". Quanto a Gaza, il presidente americano parla di "enormi progressi" nella Striscia e "nella regione in generale".
11 FEBBRAIO 2026 - Teheran, non cerchiamo armi nucleari, pronti a qualsiasi verifica -
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, durante un discorso tenuto l'11 febbraio in occasione della commemorazione della Rivoluzione islamica iraniana del 1979, afferma che Teheran "non sta cercando di dotarsi di armi nucleari", dicendosi pronto "a qualsiasi tipo di verifica". Il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, conferma la stessa linea, ribadendo allo stesso tempo che qualsiasi tipo di negoziato si concentrerà solamente sul nucleare, e non sul programma missilistico balistico dell'Iran, in merito al quale qualsiasi tipo di richiesta è "assolutamente fuori discussione".
13 FEBBRAIO 2026 - Gli Usa inviano in Medioriente anche la portaerei Gerald R. Ford -
Gli Stati Uniti il 13 febbraio annunciano l'invio nell'area del Medioriente della portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande del mondo, in supporto alla USS Abraham Lincoln, già presente nel Mar Arabico, rafforzando così la loro potenza di fuoco. "Nel caso in cui non si raggiunga un accordo, ne avremo bisogno", dichiara il presidente Donald Trump.
17 FEBBRAIO 2026 - Nuovo round di colloqui a Ginevra fra Usa e Iran mediati dall'Oman -
A Ginevra si tiene un nuovo round di colloqui fra Stati Uniti e Iran mediati dall'Oman. Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla di "buoni progressi" e di alcuni "principi fondamentali" che sarebbero stati stabiliti. Fonti statunitensi, dal canto loro, spiegano che le "divergenze" restano e che i negoziatori iraniani "torneranno nelle prossime due settimane con proposte dettagliate". La Guida suprema Ali Khamenei, invece, risponde alla presenza militare Usa minacciando: "Continuano a dire che hanno inviato una portaerei verso l'Iran. Va bene, una portaerei è un dispositivo pericoloso, ma più pericolosa della portaerei è l'arma che può farla affondare".
18 FEBBRAIO 2026 - Axios, le divergenze fra Usa e Iran sono ampie, al 90% ci sarà un attacco militare -
Secondo Axios una "guerra su larga scala" fra Iran e Usa è "più vicina" di quanto si pensi e "potrebbe iniziare molto presto". L'operazione militare potrebbe avere la durata di "settimane". Le divergenze fra Washington e Teheran sarebbero infatti ancora "ampie" e il presidente americano Donald Trump si starebbe "stufando". La probabilità di un attacco nelle prossime settimane sarebbe "del 90%". "Siamo ancora molto lontani su molte questioni", conferma la Casa Bianca.
18 FEBBRAIO 2026 - L'Italia annuncia la partecipazione alla riunione del Board of Peace come Paese osservatore con il ministro Tajani -
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il 18 febbraio annuncia che rappresenterà l'Italia in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace, in programma a Washington il 19 febbraio. "L'Italia è sempre stata protagonista nell'area del Mediterraneo. Non possiamo non essere parte di una strategia che dovrà vederci ancora in prima linea", sottolinea, "dobbiamo continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto per la costruzione della pace e della stabilità dell'intera area del Medioriente. Una scelta politica che rispetta la Costituzione". Assente nel Board la Santa Sede, la Casa Bianca definisce la decisione del Vaticano "profondamente sfortunata", perchè il tema della pace "non dovrebbe essere di parte o politico o controverso".
19 FEBBRAIO 2026 - A Washington la prima riunione del Board of Peace -
Il 19 febbraio Trump tiene a Washington la a prima riunione del Board of Peace, "il più pretigioso al mondo", e annuncia che gli Usa impegneranno per Gaza 10 miliardi di dollari, mentre altri Paesi hanno assicurato 7 miliardi per la ricostruzione e 5 (Indonesia, Marocco, Kazakizstan, Kosovo e Albania) hanno offerto la disponibilità di inviare soldati per l'Isf (International Stabilization Force). Presente anche il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani: "L'Italia ha partecipato al Board Of Peace perché vuole essere protagonista della costruzione della pace a Gaza". Polemiche dalla Francia per la presenza della Commissione europea con la commissaria per il Mediterraneo Dubravka Suica.
20 FEBBRAIO 2026 - Trump, sto pensando a un attacco limitato per raggiungere un accordo -
Il 20 febbraio Donald Trump conferma le indiscrezioni dei media riguardo alla possibilità di un attacco militare limitato contro l'Iran, per costringere Teheran a firmare un accordo sul nucleare. "Credo di poter dire che ci sto pensando", afferma il presidente Usa, mentre il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, parla di "una bozza di un possibile accordo" da consegnare agli Usa entro 2-3 giorni.
21 FEBBRAIO 2026 - Iran, i morti nelle proteste sono 3117, chi contesta le cifre dia prove -
"Mantenendo la promessa di totale trasparenza nei confronti del proprio popolo, il governo iraniano ha già pubblicato un elenco completo delle 3117 vittime della recente operazione terroristica, tra cui circa 200 agenti". Lo afferma il ministro degli Esteri dell'Iran, Abbas Araghchi, in riferimento all'ultima ondata di proteste antigovernative, rimarcando che, "se qualcuno contesta l'accuratezza dei nostri dati, è pregato di condividere eventuali prove".
22 FEBBRAIO 2026 - Ft, l'Iran ha un accordo segreto con la Russia per l'acquisto di missili -
L'Iran ha un accordo segreto con la Russia per la fornitura di missili da spalla. Lo riporta il Financial Times (FT), secondo cui ci sarebbe un contratto da 500 milioni di euro per la fornitura del sistema Verba, destinato a ricostruire le difese aeree di Teheran.
22 FEBBRAIO 2026 - L'Oman annuncia un nuovo round di colloqui Usa-Iran a Ginevra -
Il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr al-Busaidi, annuncia per il 26 febbraio a Ginevra un nuovo round di colloqui fra Stati Uniti e Iran si terrà giovedì. L'Oman ha già ospitato i colloqui e facilitato l'ultimo round a Ginevra.
25 FEBBRAIO 2026 - Trump attacca l'Iran allo Stato dell'Unione, ha missili per colpire Europa e Usa. Teheran nega -
L'Iran "ha già sviluppato missili capaci di minacciare l'Europa e le nostre basi all'estero" e sta lavorando "a missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti". È l'accusa lanciata nel discorso sullo Stato dell'Unione da Donald Trump il 25 febbraio, per cui "una cosa è certa: non consentirò mai allo sponsor numero uno del terrorismo di avere l'arma nucleare". "Nient'altro che la ripetizione di grandi bugie", replica il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, evocando la celebre citazione di Joseph Goebbels "ripeti una bugia abbastanza spesso e diventerà verità". Secondo il ministro degli Esteri Abbas Araghchi l'Iran "non sta sviluppando missili a lungo raggio, abbiamo intenzionalmente limitato la gittata a meno di 2000 km. Non vogliamo che diventino una minaccia globale, li possediamo solo per difenderci".
26 FEBBRAIO 2026 - Terzo round di colloqui Usa-Iran a Ginevra -
Nuovo round di colloqui il 26 febbraio all'ambasciata dell'Oman a Ginevra tra gli Usa, con gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, e la delegazione iraniana guidata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Presente il direttore generale dell'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica), Rafael Grossi, in qualità di "osservatore tecnico". L'Oman parla di "apertura senza precedenti dei negoziatori verso idee e soluzioni nuove e creative".
27 FEBBRAIO 2026 - L'Oman annuncia che l'Iran ha accettato di non accumulare più uranio arricchito -
L'Iran ha accettato di non accumulare più uranio arricchito, il che significa che non avrà mai abbastanza materiale per creare un'arma nucleare nel caso venga raggiunto un accordo con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri dell'Oman, Badr Albusaidi, che ha svolto un ruolo chiave nei colloqui tra Washington e Teheran. Albusaidi ha affermato che "a suo avviso", c'era stato un accordo sulla questione delle scorte, nonché una "verifica completa e completa" da parte dell'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. "Rinuncerebbero", ha detto Albusaidi, aggiungendo che l'Iran "non sarà in grado di accumulare effettivamente il materiale che gli permetterà di creare una bomba". Le attuali scorte in Iran verrebbero "miscelate al livello più basso possibile e convertite in combustibile, e quel combustibile sarà irreversibile". Albusaidi ha aggiunto che "se ci sarà un accordo, un accordo concordato, ci sarà pieno accesso" ai siti nucleari iraniani per gli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea).
28 FEBBRAIO 2026 - Israele e Usa lanciano attacchi preventivi contro l'Iran, uccisa la Guida suprema Khamenei -
La mattina del 28 febbraio Israele lancia un attacco preventivo contro l'Iran "per rimuovere le minacce allo Stato di Israele". Lo annuncia il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Anche gli Usa partecipano all'attacco, il presidente Donald Trump invita i Pasdaran a deporre le armi e saranno trattati "equamente" con "totale immunità". Teheran risponde giurando vendetta e lanciando attacchi contro Israele e le basi americane nella regione, suscitando l'ira dei Paesi vicini. Centinaia di italiani rimangono bloccati per le sospensioni dei voli. Il presidente Usa annuncia che la Guida Suprema Ali Khamenei, "una delle persone più malvagie della storia, è morto", i media iraniani confermano la notizia.
1 MARZO 2026 - Trump, operazione durerà circa 4 settimane. Primi militari americani uccisi, Teheran denuncia una strage dopo un raid su una scuola femminile -
Il presidente americano Donald Trump annuncia che l'operazione contro l'Itan, denonimata "Epic Fury", durerà "quattro settimane o forse meno". Il tycoon spiega che l'attacco è stato deciso perché Teheran "non era disposta a fermare la ricerca sul nucleare" e "alla fine" sarà "un grande affare per il mondo". Il Pentagono annuncia la morte di tre soldati americani in seguito a un raid su una base in Kuwait. L'Iran denuncia che nel corso degli attacchi Usa e Israele hanno colpito una scuola elementare femminile nella regione di Minab, causando oltre 150 vittime.
2 MARZO - Si apre un nuovo fronte di guerra in Libano, attacchi reciproci fra Hezbollah e Israele -
Nella notte fra l'1 e il 2 febbraio le milizie di Hezbollah lanciano razzi verso Israele dal sud del Libano. Le forze armate israeliane rispondono con forza, con raid anche su Beirut. Il fronte della guerra si allarga.
2 MARZO 2026 - Attacco con droni alla base britannica sull'isola di Cipro -
Un drone iraniano il 2 marzo colpisce la base militare britannica di Akrotiri sull'isola di Cipro, causando "lievi danni materiali". Il presidente Nikos Christodoulides protesta con Teheran e mette in chiaro che il Paese, membro dell'Unione europa, "non partecipa in alcun modo, né ha intenzione di prendere parte, ad alcuna operazione militare". Il Regno Unito invia una nave da guerra ed elicotteri a Cipro.
4 MARZO 2026 - La Nato intercetta un missile lanciato da Teheran verso la Turchia. Usa affondano una nave iraniana in Sri Lanka -
Le difese della Nato il 4 marzo intercettano un missile balistico lanciato dall'Iran verso la Turchia prima che entri nello spazio aereo di Ankara, paese membro dell'Alleanza. Un sottomarino americano colpisce e affonda la fregata iraniana Iris Dena al largo delle coste dello Sri Lanka, in quello che è il primo episodio di affondamento di una nave tramite un siluro dalla Seconda guerra mondiale. Oltre 80 le vittime.
5 MARZO 2026 - Droni di Teheran contro exclave azera. L'Italia trasferisce l'ambasciata in Iran a Baku -
Droni iraniani colpiscono il 5 marzo l'exclave azera di Nakhchivan, tra Iran, Armenia e Turchia, colpendo l'aeroporto e ferendo 4 dipendenti. Uno dei droni si schianta vicino a una scuola. L'Italia trasferisce l'ambasciata in Iran a Baku, in Azerbaigian, per motivi di sicurezza. L'ultima a lasciare il Paese è l'ambasciatrice Paolo Amadei.
6 MARZO 2026 - Teheran avverte i Paesi europei, obiettivi legittimi se si uniscono a Usa e Israele -
Il 6 marzo l'Iran avverte i Paesi europei, invitandoli a restare fuori dal conflitto in corso. "Se uno di loro si unisce a Stati Uniti e a Israele nell'aggressione contro l'Iran, diventerà a sua volta un bersaglio legittimo per la rappresaglia", minacciano le autorità di Teheran.
8 MARZO 2026 - Mojtaba Khamenei moninato nuova Guida suprema dell'Iran -
Mojtaba Khamenei, figlio del defunto leader supremo Ali Khamenei, l'8 marzo viene nominato suo successore come Guida suprema. I Pasdaran gli giurano fedeltà. Trump avverte: "Dovrà ottenere la nostra approvazione. Se non la ottiene, non durerà a lungo". Mojtaba Khamenei, 56 anni, è una figura vicina ai Guardiani della Rivoluzione, che non aveva mai ricoperto cariche governative.
9 MARZO 2026 - Putin offre sostegno a Mojtaba Khamenei, poi telefona a Trump -
Il 9 marzo il presidente russo Vladimir Putin offre "sostegno incondizionato" alla nuova guida iraniana Mojtaba Khamenei. Il leader del Cremlino poi sente Donald Trump, nella prima telefonata fra i due leader dall'inizio del conflitto.
10 MARZO 2026 - Allarme Usa, l'Iran mina lo Stretto di Hormuz -
Il 10 marzo i media americani denunciano che Teheran sta minando lo stretto di Hormuz per impedire il passaggio delle imbarcazioni. "Se lo hanno fatto devono rimuoverle immediatamente", afferma Donald Trump, mentre Teheran nega e attacca il presidente americano, che aveva annunciato un inasprimento degli attacchi: "Potreste essere voi a sparire", dichiara Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale.
11 MARZO 2026 - Attaccata la base italiana a Erbil nel Kurdistan iracheno, nessun ferito -
Nella tarda serata dell'11 marzo un drone colpisce la base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno. Nessun ferito fra i militari, che si erano rifugiati nei bunker. "Ferma condanna" da parte del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, parla di "attacco deliberato".
12 MARZO 2026 - Primo messaggio di Mojtaba Khamenei, la Guida suprema non compare in video -
Il 12 marzo la nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, parla per la prima volta dalla nomina. Il 56enne, che si sospetta essere rimasto ferito in un raid israelo-americano il primo giorno della guerra, non compare in video. La sua dichiarazione viene letta da un conduttore della Tv di Stato. Khamenei promette vendetta per "il sangue dei martiri", annuncia che lo stretto di Hormuz resterà chiuso per "fare pressione sui nemici" e che le basi Usa nei Paesi del Golfo devono essere chiuse e continueranno a essere attaccate. "Impedire a un impero malvagio di possedere armi nucleari è più importante" del petrolio, la risposta del presidente Usa Donald Trump.
14 MARZO 2026 - Gli Usa bombardano l'isola di Kharg, risparmiate le infrastrutture petrolifere -
Il presidente americano Donald Trump ordina raid aerei sull'isola di Kharg, definendola "il gioiello della corona iraniana", e avverte: "Per ragioni di decenza, ho scelto di non distruggere le infrastrutture petrolifere sull'isola. Tuttavia, qualora l'Iran, o chiunque altro, dovesse fare qualcosa per interferire con il libero e sicuro passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz, riconsidererò immediatamente questa decisione". Con una superficie di 20 chilometri quadrati, Kharg si trova a circa 25 chilometri dalle coste iraniane nella provincia di Bushehr e a oltre 400 chilometri dallo Stretto di Hormuz. È un centro nodale dal quale transita il 90% delle esportazioni petrolifere di Teheran.
16 MARZO 2026 - Trump contro la Nato, quando ci serve il loro aiuto non ci sono, ma non ne abbiamo bisogno -
Il presidente americano Donald Trump attacca i Paesi della Nato. "Sono sempre stato un forte critico di tutta questa politica di protezione dei Paesi, perché so che siamo noi a proteggerli e se mai avessimo bisogno di aiuto loro non ci sono", afferma dopo che le richieste di aiuto degli Usa di intervento a protezione del traffico navale nello Stretto di Hormuz sono state rifiutate. "Fortunatamente, abbiamo annientato le forze armate dell'Iran e, proprio in virtù di questo straordinario successo militare, non abbiamo più 'bisogno' né desiderio dell'assistenza dei Paesi della Nato. Non ne abbiamo mai avuto bisogno", attacca il tycoon.
17 MARZO 2026 - Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani e il comandante dei Basij uccisi in raid -
Il segretario del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano, Ali Larijani, viene ucciso in un raid israeliano. Larijani era considerato una figura chiave del regime, se non il leader "de-facto" dopo la morte della Guida suprema Ali Khamenei. Ucciso anche il comandante delle forze paramilitari Basij, Gholamreza Soleimani.
18 MARZO 2026 - Israele colpisce un cruciale impianto per il gas in Iran, Teheran reagisce colpendo il più grande sito per il Gnl in Qatar -
Le forze armate israeliane attaccano il maxi giacimento di gas iraniano di South Pars, cruciale per l'approvvigionamento energetico del Paese. Teheran risponde dopo poche ore lanciando un raid nella zona di Ras Laffan in Qatar, sede del più grande impianto di produzione di Gnl al mondo, dove si verificano incendi e ingenti danni.
21 MARZO 2026 - Teheran lancia due missili balistici verso l'isola di Diego Garcia nell'Oceano Indiano a 4mila km di distanza -
L'Iran lancia due missili balistici contro l'isola di Diego Garcia, una base militare congiunta anglo-americana situata nel mezzo dell'Oceano Indiano. Diego Garcia si trova a circa 4mila chilometri dall'Iran, una distanza ben superiore ai 2.500 chilometri che si ipotizzava come gittata massima dei missili in possesso di Teheran. Uno dei due missili esplode in volo, mentre il secondo viene intercettato.
22 MARZO 2026 - Trump lancia un ultimatum su Hormuz, Teheran lo apra entro 48 ore o colpiremo le centrali elettriche -
Donald Trump lancia un ultimatum a Teheran: "Se l'Iran non aprirà completamente, senza minacce, lo Stretto di Hormuz entro 48 ore da questo preciso momento, gli Stati Uniti d'America colpiranno e distruggeranno le sue varie centrali elettriche, cominciando da quella più grande", scrive su Truth il presidente americano. I Pasadaran rispondono che se gli Usa lo faranno Hormuz verrebbe "completamente chiuso", ci sarebbero risposte sulle infrastrutture energetiche nella regione e in caso di invasione minerebbero il Golfo Persico.
23 MARZO 2026 - Trump annuncia uno stop di 5 giorni ai raid contro i siti energetici e parla di colloqui "molto produttivi" con Teheran. L'Iran smentisce -
Donald Trump annuncia lo stop per 5 giorni ai raid contro le infrastrutture energetiche iraniane e rivela che sono in corso colloqui, definiti "molto positivi e produttivi", con Teheran. Il presidente americano parla di un accordo possibile in cinque giorni e di interlocuzioni con un leader "rispettato", che non è la Guida suprema Mojtaba Khamenei, sulla cui sorte restano molti dubbi. Secondo fonti israeliane l'interlocutore degli Usa sarebbe il presidente del Parlamento Mohammad Ghalibaf, che però nega: "Non sono stati condotti negoziati con gli Stati Uniti, sono notizie false usate per manipolare i mercati finanziari e petroliferi e per uscire dalla situazione di stallo in cui sono intrappolati Stati Uniti e Israele".
25 MARZO 2026 - Il Pakistan rende noto di aver ricevuto una proposta di tregua Usa in 15 punti. Teheran risponde, è una lista dei desideri -
Il Pakistan rende noto che l'Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. L'accordo prevederebbe fra le altre cose lo smantellamento della capacità nucleari iraniane , la rinuncia allo sviluppo di armi nucleari, lo stop all'arricchimento dell'uranio, la consegna all'Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica) delle scorte e la riapertura dello Stretto di Hormuz. L'Iran otterrebbe in cambio la revoca completa delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale. Funzionari di Teheran definiscono il piano americano "una lista dei desideri".
26 MARZO 2026 - Trump, esteso lo stop ai raid agli impinati energetici fino al 6 aprile -
Donald Trump rende noto di aver esteso, "su richiesta del governo iraniano", lo stop dei raid sugli impianti energetici di Teheran fino a lunedì 6 aprile. Il presidente americano parla di negoziati "in corso", che stanno procedendo "molto bene". Intanto Israele annuncia l'uccisione del comandante della Marina dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, in un raid a Bandar Abbas.
28 MARZO 2026 - Gli Houthi lanciano due missili balistici verso Israele entrando in guerra -
Gli Houthi dello Yemen aprono un nuovo fronte di guerra lanciando due missili balistici, entrambi intercettati, verso Israele. La milizia sciita afferma che le operazioni "continueranno fino al raggiungimento degli obiettivi dichiarati e fino a quando non cesserà l'aggressione contro tutti i fronti della resistenza", ovvero l'Iran e Hezbollah in Libano. Il timore è che gli Houthi possano tentare di chiudere il passaggio alle navi nello stretto di Bab al-Mandab, all'estremità meridionale del Mar Rosso, creando un ulteriore shock per il traffico marittimo nell'area, già pesantemente condizionato dal blocco nello Stretto di Hormuz.
29 MARZO 2026 - Per i media americani il Pentagono prepara un'operazione di terra in Iran -
I media americani fanno filtrare che il Pentagono sarebbe pronto a un'operazione di terra in Iran. In ogni caso - viene spiegato - non si tratterebbe di un'operazione su vasta scala, ma di missioni speciali volte in prima battuta a tentare di prendere il controllo dello Stretto di Hormuz. "I nostri uomini aspettano l'arrivo via terra dei soldati americani per incendiarli e punire per sempre i loro alleati regionali", la risposta del presidente del parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf. Sul fronte diplomatico, il Pakistan annuncia che "presto" ospiterà colloqui fra Washington e Teheran.
30 MARZO 2026 - Tre soldati dell'Unifil morti in Libano in 24 ore -
La missione dell'Onu Unifil conferma la morte di tre caschi blu delle Nazioni Unite, di nazionalità indonesiana, nel sud del Libano nel giro di 24 ore.
31 MARZO 2026 - Trump ai Paesi alleati, andate a Hormuz a prendervi il petrolio -
Il presidente americano Donald Trump torna a scagliarsi contro gli alleati, accusandoli di scarsa collaborazione. "A tutti quei paesi che non riescono a procurarsi il carburante per aerei a causa dello Stretto di Hormuz, tirate fuori un po' di coraggio, andate, prendetevelo e basta", dice puntando il dito contro i Paesi che non hanno risposto alla sua "chiamata alle armi", invitandoli in alternativa a comprare il petrolio americano.
2 APRILE 2026 - Trump parla alla nazione, vittorie schiaccianti, in 2-3 settimane finiremo il lavoro -
Il presidente americano Donald Trump parla alla nazione affermando che gli Stati Uniti in Iran hanno ottenuto "vittorie rapide, decisive e schiaccianti". "Stiamo per finire il lavoro", aggiunge, parlando di "2-3 settimane" come orizzonte temporale. Intanto, in una riunione promossa dal Regno Unito, oltre 40 Paesi fra cui l'Italia lanciano una coalizione per garantire il libero passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz una volta terminata la guerra. Fra gli obiettivi c'è creare al più presto con l'Onu un "corridoio umanitario", innanzitutto per i fertilizzanti e per quanto servirà a evitare un nuova crisi alimentare, a partire dai Paesi africani.
3 APRILE 2026 - L'Iran rivendica l'abbattimento due caccia americani, si cerca un membro dell'equipaggio -
L'Iran rivendica l'abbattimento di due caccia americani: un F-15E sul territorio iraniano, mentre il secondo episodio si sarebbe verificato nell'area dello Stretto di Hormuz, con il pilota che sarebbe stato tratto subito in salvo. Per l'F15 le forze Usa salvano il pilota, mentre resta incerta la sorte dell'altro membro dell'equipaggio. Il presidente americano Donald Trump afferma che l'accaduto "non influirà" sui negoziati.
4 APRILE 2026 - Trump nuovamente contro Teheran, aprite Hormuz in 48 ore o scateno l'inferno -
Il presidente americano Donald Trump lancia un ultimatum all'Iran: o Teheran aprirà lo Stretto di Hormuz "entro 48 ore" o su di loro "si scatenerà l'inferno". Il comando militare centrale iraniano respinge l'aut aut del presidente americano, parlando di "minaccia disperata".
5 APRILE 2026 - Gli Usa annunciano il recupero del pilota disperso in Iran -
Il presidente Usa Donald Trump annuncia che il pilota disperso in Iran dopo l'abbattimento dell'F15 su cui stava volando "è stato recuperato", con una delle "operazioni di ricerca e salvataggio più audaci della storia del nostro Paese", ed è "sano e salvo". "Non abbandoneremo mai un combattente americano", rimarca Trump, spiegando che il militare "è ferito ma si riprenderà".
7 APRILE 2026 - Trump minaccia a poche ore dalla scadenza dell'ultimatum, questa notte morirà un'intera civilità -
A poche ore dalla scadenza dell'ultimatum a Teheran, fissato alle 20 ora di Washington, il presidente americano Donald Trump afferma che 'stanotte' in Iran 'un'intera civiltà morirà, per non essere mai più riportata in vita'. 'Non voglio che accada, ma probabilmente succederà', rimarca, lasciando però aperto uno spiraglio alla diplomazia: "Ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale, dove prevalgono menti diverse, più intelligenti e meno radicalizzate, forse qualcosa di rivoluzionario e meraviglioso potrà accadere, chi lo sa? Lo scopriremo stanotte, in uno dei momenti più importanti della lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte, finalmente finiranno'.
8 APRILE 2026 - Trump annuncia un cessate il fuoco di due settimane in cambio del libero passaggio nello Stretto di Hormuz, Teheran conferma. Israele precisa che l'accordo non comprende il Libano -
Circa un'ora e mezza prima dello scadere dell'ultimatum all'Iran, fissato alle 2 di notte ora italiana, le 20 a Washington, il presidente americano Donald Trump annuncia che, grazie alla mediazione del Pakistan e "previa accettazione della Repubblica islamica dell'Iran all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz", gli Stati Uniti accettano di sospendere il bombardamento e l'attacco dell'Iran "per un periodo di due settimane". Teheran conferma e spiega che il passaggio attraverso Hormuz "sarà possibile tramite il coordinamento con le forze armate iraniane". Israele precisa che l'intesa non riguarda i raid sul Libano. Previsti negoziati a Islamabad, con la delegazione americana guidata dal vicepresidente JD Vance e quella iraniana dal presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf.
8 APRILE 2026 - Israele attacca il Libano causando oltre 300 morti, colpito un veicolo italiano Unifil -
Israele lancia molteplici raid contro il Libano, causando oltre 300 morti e mille feriti. Si sollevano critiche internazionali e l'Iran annuncia che non aprirà lo Stretto di Hormuz se il cessate il fuoco non includerà anche il Libano. Una colonna italiana dell'Unifil è stata bloccata dall'Idf, "i colpi di avvertimento israeliano hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito ma la colonna è dovuta rientrare", ha reso noto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che convoca alla Farnesina l'ambasciatore israeliano in Italia, Jonathan Peled.
11 APRILE 2026 - In Pakistan i primi colloqui diretti Usa-Iran dal 1979 -
Dopo discussioni indirette, a Islamabad si tengono colloqui trilaterali mediati dal Pakistan tra Stati Uniti e Iran, i negoziati faccia a faccia di più alto livello tra i due Paesi dalla fondazione della Repubblica islamica nel 1979. Della delegazione Usa fanno parte il vice presidente JD Vance, l'inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner. La delegazione iraniana è composta da 71 persone, guidata da Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, e comprende anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.
12 APRILE 2026 - Fallisce il primo round di colloqui in Pakistan -
Trump annuncia un blocco navale dello Stretto di Hormuz - Si chiude con un nulla di fatto il primo round di colloqui fra Usa e Iran a Islamabad. Ad annunciare il mancato accordo in una breve dichiarazione alla stampa è il vicepresidente americano J.D. Vance, che subito dopo lascia il Paese. "La controparte non è riuscita a conquistare la nostra fiducia", gli fa eco il capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf. Poche ore dopo il presidente americano Donald Trump annuncia un blocco navale immediato nello Stretto di Hormuz, definendo "illegale" ogni pedaggio imposto dall'Iran. Il blocco entra in vigore il 13 aprile.
13 APRILE 2026 - Trump attacca Papa Leone, terribile in politica estera. Critiche anche a Meloni -
Il presidente americano Donald Trump attacca pesantemente Papa Leone, definendolo "terribile in politica estera". "Non voglio un Papa che pensi che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare", dichiara il tycoon. Ferma la risposta di Prevost: "Non ho paura dell'Amministrazione Trump. Continuerò a parlare a voce alta del messaggio del Vangelo, quello per cui la Chiesa lavora". In difesa del Papa si schiera anche la premier Giorgia Meloni, che definisce "inaccettabili" le parole di Trump. "Sono scioccato da lei - la replica del presidente Usa -, pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo".
14 APRILE 2026 - A Washington colloqui fra Libano e Israele mediati dagli Usa -
A Washington si tengono colloqui diretti tra l'ambasciatore israeliano negli Usa e l'ambasciatrice libanese negli Usa, con la mediazione del segretario di Stato americano Marco Rubio. Al termine dell'incontro viene ufficializzato un accordo fra le parti per "l'avvio di un processo di negoziato diretto in un luogo e in un momento da concordare".
15 APRILE 2026 - Trump annuncia, molto probabile un accordo con Teheran entro aprile -
Il presidente americano Donald Trump annuncia che è un accordo contro l'Iran entro la fine di aprile è "molto probabile". Nel frattempo la diplomazia si muove per un secondo round di colloqui per ottenere una proroga del cessate il fuoco, in scadenza il 21 aprile. Una delegazione pakistana guidata dal capo dell'esercito si reca a Teheran per colloqui.
16 APRILE 2026 - Trump comunica l'accordo per una tregua di 10 giorni in Libano -
Il presidente americano Donald Trump, dopo due "eccellenti conversazioni" con il presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, annuncia un cessate il fuoco di 10 giorni fra Beirut e Tel Aviv. Il tycoon aggiunge che inviterà Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca per "i primi colloqui significativi tra Israele e Libano dal 1983" e che il cessate il fuoco "includerà Hezbollah". Fin dalle prime ore dopo l'entrata in vigore della tregua entrambe le parti denunciano violazioni.
17 APRILE 2026 - Teheran apre Hormuz per tutta la durata della tregua -
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, rende noto che, "in linea con il cessate il fuoco in Libano", il passaggio a tutte le navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz "è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco, lungo la rotta coordinata già annunciata dall'Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica dell'Iran". Il presidente americano, Donald Trump, conferma la notizia, ma aggiunge che "il blocco navale resterà pienamente in vigore ed efficace per quanto riguarda esclusivamente l'Iran" fino al raggiungimento di un accordo. Dopo una riunione dei "Volenterosi" tenutasi a Parigi, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer annunciano il lancio di una missione militare "strettamente difensiva" e "pacifica" per la libertà di navigazione a Hormuz, "non appena le condizioni lo permetteranno". Trump afferma di aver ricevuto una telefonata dalla Nato ora che la situazione "si è risolta", ma "ho detto loro di stare lontani", "si sono rivelati inutili quando servivano".
18 APRILE 2026 - Soldato francese dell'Unifil ucciso in Libano. Accuse a Hezbollah, che nega -
Un soldato francese del contingente Unifil, il sergente maggiore Florian Montorio, viene ucciso in un'imboscata nel sud del Libano. Altri due militari restano gravemente feriti. Il presidente francese Emmanuel Macron precisa che "tutto lascia pensare che la responsabilità di questo attacco ricada su Hezbollah". L'organizzazione sciita libanese nega le accuse, definendole "affrettate", "considerando il silenzio delle stesse parti quando il nemico israeliano attacca le forze dell'Unifil". Il presidente libanese Joseph Aoun promette un'indagine per assicurare i colpevoli alla giustizia. Una secondo soldato francese muore quattro giorni dopo per le ferite riportate.
19 APRILE 2026 - Trump annuncia l'abbordaggio di una nave iraniana nel Golfo dell'Oman -
Il presidente americano, Donald Trump, annuncia l'abbordaggio di una nave cargo battente bandiera iraniana che aveva tentato di superare il blocco navale americano nelle acque del Golfo dell'Oman. Secondo il tycoon la "Touska" è stata intercettata dalla marina militare ma non si è fermata all'alt, per questo è stata bloccata dai Marines, che "ne hanno preso il controllo". Trump ha spiegato che la nave "è soggetta a sanzioni degli Stati Uniti a causa dei suoi precedenti in attività illegali".
20 APRILE 2026 - Trump annuncia nuovi negoziati a Islamabad ma Teheran frena, non negoziamo sotto minaccia -
Il presidente americano Donald Trump afferma che una delegazione americana composta dal vicepresidente JD Vance, dall'inviato speciale Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner si recherà in Pakistan per un secondo round di negoziati con l'Iran. Il tycoon si dice anche disposto a incontrare in prima persona i leader di Teheran se si giungerà a una svolta, ma in caso di scadenza del cessate il fuoco senza un'intesa "inizierebbero a esplodere molte bombe". "Non accettiamo negoziati all'ombra delle minacce", la risposta del capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Ghalibaf.
21 APRILE 2026 - Salta il secondo round di negoziati fra Usa e Iran a Islamabad, Trump annuncia il prolungamento della tregua -
Nella tarda serata del 21 aprile salta ufficialmente il secondo round di negoziati di Islamabad fra Stati Uniti e Iran. Il presidente americano Donald Trump, "considerato il fatto che il Governo dell'Iran appare gravemente frammentato" e "accogliendo la richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan", annuncia il prolungamento della tregua con Teheran "finché i suoi leader e rappresentanti non saranno in grado di formulare una proposta unitaria". Trump precisa però che il blocca navale nello Stretto di Hormuz rimane in vigore.
22 APRILE 2026 - L'Iran sequestra due navi nello Stretto di Hormuz -
La marina iraniana apre il fuoco contro tre imbarcazioni nello Stretto di Hormuz, sequestrandone due. Si tratta della nave Epaminondas, battente bandiera liberiana, e della Msc Francesca, della società di proprietà dell'imprenditore campano Gianluigi Aponte. Secondo i Pasdaran, le due navi avrebbero "operato senza autorizzazione, violato ripetutamente le norme, manipolato i sistemi di ausilio alla navigazione e cercato di uscire di nascosto dallo Stretto di Hormuz, mettendo in pericolo la sicurezza marittima".
23 APRILE 2026 - Incontro Israele-Libano alla Casa Bianca, tregua estesa di 3 settimane -
Incontro alla Casa Bianca tra i rappresentanti di Israele e Libano, il presidente Usa Donald Trump rende noto che "è andato molto bene! Gli Stati Uniti collaboreranno con il Libano per aiutarlo a proteggersi da Hezbollah. Il cessate il fuoco tra Israele e Libano sarà prorogato di tre settimane".
25 APRILE 2026 - L'Iran consegna al Pakistan una proposta per la fine del conflitto, per Trump "non è abbastanza" e cancella il viaggio di Witkoff e Kushner -
Il 25 aprile il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in visita in Pakistan, comunica le proposte di Teheran per la risoluzione del conflitto con gli Usa durante un incontro con il capo dell'esercito pakistano Asim Munir, lasciando Islamabad senza incontrare la delegazione americana. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump annulla il viaggio degli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per i colloqui con l'Iran. "Ci hanno dato un documento che avrebbe dovuto essere migliore e, cosa interessante, subito dopo aver annullato il viaggio, nel giro di 10 minuti, ne abbiamo ricevuto uno nuovo che era molto migliore", sostiene Trump, "hanno offerto molto, ma non abbastanza". Secondo indiscrezioni, Teheran avrebbe proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, rinviando i negoziati sul nucleare a una fase successiva.
29 APRILE 2026 - Putin sente Trump e si offre come mediatore, un'operazioni di terra in Iran sarebbe inaccettabile -
Il 29 aprile, durante una telefonata di oltre un'ora con il presidente Usa Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin offre la propria mediazione per il conflitto in Iran, presenta una proposta sul nucleare iraniano e sottolinea che "un'operazione di terra sul territorio iraniano sembra del tutto inaccettabile e pericolosa".
30 APRILE 2026 - Israele intercetta le navi della Flotilla per Gaza, a bordo 175 attivisti tra cui italiani -
Nella notte tra il 29 e il 30 aprile Israele lancia un'operazione contro la Global Sumud Flotilla, in viaggio per Gaza con aiuti umanitari. Le navi, con a bordo 175 attivisti tra cui cittadini italiani, vengono intercettate in acque internazionali al largo di Creta. Due attivisti, Saif Abu Keshek e Thiago Avila, vengono portati in Israele e trattenuti per essere interrogati.
1 MAGGIO 2026 - L'Iran presenta una nuova proposta di accordo ai mediatori del Pakistan. Trump, non sono contento -
Il governo iraniano l'1 maggio presenta ai mediatori pakistani una nuova proposta nell'ambito dei negoziati con gli Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump si dice "non soddisfatto" dell'offerta e conferma che per gli Usa sono due le opzioni possibili, "raggiungere un accordo o distruggerli", anche se "dal punto di vista umano preferirei di no".
3 MAGGIO 2026 - Trump lancia l'operazione "Project Freedom" per liberare lo Stretto di Hormuz -
Gli Stati Uniti annunciano il 3 maggio il lancio dell'operazione "Project Freedom" per guidare le navi fuori dallo Stretto di Hormuz. Il presidente americano Donald Trump definisce l'operazione come un "progetto umanitario" per liberare gli equipaggi delle navi intrappolate nel Golfo. Il tycoon avverte Teheran che, "se attaccano le nostre navi, saranno spazzati via".
4 MAGGIO 2026 - L'Iran torna ad attaccare gli Emirati, incendio in un impianto petrolifero. Trump parla di "scaramucce" -
Il giorno dopo il lancio dell'operazione "Project Freedom", Iran e Usa dichiarano di aver reciprocamente colpito navi rivali nel Golfo, ma sia Washington che Teheran smentiscono. Una nave cargo sudcoreana viene colpita nel braccio di mare conteso e l'Iran torna a lanciare missili e droni contro gli Emirati Arabi Uniti, per la prima volta dall'entrata in vigore del cessate il fuoco. In particolare viene colpito l'impianto petrolifero di Fujairah, dove si sviluppa un incendio. Secondo il presidente americano Donald Trump si tratta di "scaramucce", l'Iran "non ha chance e non le ha mai avute".
5 MAGGIO 2026 - Usa annunciano che l'operazione "Epic Fury" è finita -
Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, afferma che l'operazione militare "Epic Fury" è conclusa, "il presidente lo ha notificato al Congresso". Resta invece attiva l'operazione "Project Freedom" per la liberazione dello Stretto di Hormuz. Secondo Rubio si tratta di un intervento prettamente difensivo: "Non spareremo se non ci sparano". Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, invece, si reca in missione in Cina per colloqui con l'omologo Wang Yi.
6 MAGGIO 2026 - Trump sospende l'operazione "Project Freedom", gli Usa presentano un memorandum in 14 punti -
Il 6 maggio il presidente americano Donald Trump annuncia la sospensione dell'operazione "Project Freedom" per "un breve periodo di tempo", per verificare se un accordo con l'Iran "possa essere finalizzato e firmato". Una decisione che, spiega, è stata presa "di comune accordo" e "alla luce della richiesta avanzata dal Pakistan e da altri Paesi, dell'enorme successo militare ottenuto durante la campagna contro l'Iran e, inoltre, dei notevoli progressi compiuti verso il raggiungimento di un accordo completo e definitivo con i rappresentanti iraniani". Il tycoon precisa che il blocco navale Usa nell'area rimane in vigore. Su Axios trapela che la Casa Bianca ritiene di essere vicina a un accordo con l'Iran su un memorandum di intesa di 14 punti lungo una pagina, per porre fine alla guerra e definire un quadro di riferimento per negoziati nucleari più approfonditi, aspettandosi una risposta entro 48 ore.
7 MAGGIO 2026 - Rubio incontra il Papa in Vaticano dopo gli attacchi di Trump -
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio il 7 maggio incontra in Vaticano Papa Leone XIV e a seguire il segretario di Stato Pietro Parolin, per cercare di ricucire lo strappo in seguito agli attacchi del presidente Usa Donald Trump, secondo cui, "se dipendesse dal Papa, per lui andrebbe benissimo che l'Iran abbia un'arma nucleare". Trump già a metà aprile aveva criticato aspramente Prevost definendolo "debole e pessimo in politica estera". L'8 maggio Rubio incontra anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Farnesina e la premier Giorgia Meloni a Palazzo Chigi.
9 MAGGIO 2026 - Da Teheran i primi dettagli su Khamenei, ferito a ginocchio e schiena -
Un funzionario del governo iraniano dichiara che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha riportato ferite a un ginocchio e alla schiena nell'attacco che ha ucciso suo padre Ali, ma che gode di buona salute. È la prima volta che Teheran fornisce dettagli sulla salute di Khamenei.
10 MAGGIO 2026 - L'Iran invia al Pakistan la risposta alla proposta Usa. Trump, assolutamente inaccettabile -
Il 10 maggio l'Iran invia al Pakistan, che fa da mediatore, la risposta all'ultima proposta Usa in 14 punti per porre fine alla guerra. "Non mi piace per niente, è assolutamente inaccettabile",a replica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump
11 MAGGIO 2026 - Intesa Ue su sanzioni ai coloni israeliani violenti, ira di Israele -
L'11 maggio i ministri degli Esteri dell'Ue, nel corso della riunione del Consiglio Affari Esteri, raggiungono un accordo sulle sanzioni ai coloni israeliani violenti in Cisgiordania, oltre ad alcuni esponenti di Hamas. Cade il veto ungherese, che in precedenza non aveva consentito di adottare le misure, visto il vincolo dell'unanimità. "L'Unione europea ha scelto, in modo arbitrario e politico, di imporre sanzioni a cittadini e entità israeliane a causa delle loro opinioni politiche e senza alcun fondamento", afferma il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar, "altrettanto scandaloso è l'inaccettabile paragone che l'Unione Europea ha scelto di fare tra cittadini israeliani e terroristi di Hamas. Si tratta di un'equivalenza morale completamente distorta".
12 MAGGIO 2026 - Trump valuta di riprendere le operazioni militari. Teheran minaccia, in caso di nuovo attacco opzione arricchimento dell'uranio al 90% -
Il presidente americano Donald Trump dichiara che sta valutando la possibilità di ripristinare l'operazione "Project Freedom", ma questa volta con un ambito "più ampio" rispetto alla scorta di navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Trump afferma che il cessate il fuoco con l'Iran è "in terapia intensiva", fa il punto con i generali e considera di riprendere le operazioni militari. Teheran minaccia che "unaale speciale per il 7 ottobre - Il Parlamento israeliano approva un disegno di legge che istituisce un tribunale speciale con l'autorità di condannare a morte i palestinesi riconosciuti colpevoli delle opzioni dell'Iran in caso di un altro attacco potrebbe essere l'arricchimento al 90% dell'uranio".
12 MAGGIO 2026 - Israele istituisce un tribunale speciale per il 7 ottobre -
Il Parlamento israeliano approva un disegno di legge che istituisce un tribunale speciale con l'autorità di condannare a morte i palestinesi riconosciuti colpevoli di aver preso parte all'attacco del 7 ottobre 2023 guidato da Hamas. Il testo viene approvato dalla Knesset con 93 voti a favore su 120.
14 MAGGIO 2026 - Trump in visita in Cina, Xi mi ha promesso che non trasferirà equipaggiamento militare all'Iran -
Nel corso della sua visita in Cina, il presidente americano Donald Trump afferma che Pechino ha offerto "aiuto" nel risolvere la guerra con Teheran e che il presidente Xi Jinping gli ha "assicurato" che la Cina "non trasferirà equipaggiamento militare" all'Iran. Inoltre Xi e Trump avrebbero concordato sul fatto che "lo Stretto di Hormuz deve rimanere aperto" e che "l'Iran non potrà mai dotarsi di armi nucleari".
16 MAGGIO 2026 - Trump torna a minacciare la ripresa delle ostilità con Teheran, il presidente iraniano Pezeshkian scrive al Papa -
Il presidente americano Donald Trump torna a minacciare una ripresa delle ostilità con l'Iran. Il tycoon afferma che se gli iraniani non accetteranno un accordo soddisfacente "passeranno un brutto momento". Secondo il New York Times, gli Stati Uniti e Israele starebbero conducendo preparativi per una possibile ripresa dei raid con l'obiettivo di essere pronti in pochi giorni. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, scrive a Papa Leone XIV ringraziandolo per il suo "sincero impegno al dialogo e alla risoluzione dei problemi attraverso mezzi pacifici". Allo stesso tempo Pezeshkian rimarca la necessità che la comunità internazionale adotti un approccio realistico ed equo, esortando le nazioni del mondo a "contrastare le richieste illegali e le politiche avventuristiche e pericolose degli Stati Uniti".
18 MAGGIO 2026 - Israele intercetta le barche della Global Sumud Flotilla -
Nella mattinata del 18 maggio Israele avvia una nuova operazione di intercettazione delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, dirette verso la costa di Gaza per rompere l'embargo israeliano. L'abbordaggio avviene a circa 250 miglia nautiche dalla Striscia, in acque internazionali al largo di Cipro. Le barche, una cinquantina, anche battenti bandiera italiana, erano partite da Marmaris in Turchia. A partecipare alla missione 430 attivisti; 29 i cittadini italiani, 3 con altro passaporto ma residenti in Italia. L'episodio fa seguito a quello avvenuto al largo delle coste di Creta nella notte fra il 29 e il 30 aprile. Il giorno successivo la Flotilla denuncia il fermo di altre imbarcazioni che erano riuscite a sfuggire al primo tentativo di abbordaggio delle forze armate israeliane.
18 MAGGIO 2026 - I negoziati restano in stallo. Trump, sospeso attacco sull'Iran su richiesta dei Paesi del Golfo -
Il 18 maggio l'Iran riferisce di aver ricevuto dagli Stati Uniti una serie di osservazioni e richieste di modifica sulla sua proposta in 14 punti per la fine della guerra e di avere a sua volta risposto. Secondo indiscrezioni, la proposta iraniana sarebbe considerata dalla Casa Bianca insufficiente per raggiungere un'intesa. Il presidente americano Donald Trump dichiara poi di aver "sospeso" l'attacco contro l'Iran che aveva programma per il giorno successivo "su richiesta dei Paesi del Golfo", essendo in corso "negoziati seri" con Teheran. Il tycoon avverte però di aver dato comunque istruzione alle forze armate di "tenersi pronti a procedere con un attacco su vasta scala contro l'Iran, in qualsiasi momento, qualora non si raggiunga un accordo accettabile".
20 MAGGIO 2026 - Il ministro israeliano Ben-Gvir umilia gli attivisti della Flotilla fermati, indignazione italiana e internazionale -
Il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir visita il porto di Ashdod, dove sono detenuti gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Nei filmati diffusi dal ministro su X, lo si vede camminare tra i fermati, a terra ammanettati e bendati, e gridare: "Benvenuti in Israele, siamo i proprietari di questa casa". Il fatto crea indignazione internazionale, il primo ministro Benjamin Netanyahu dichiara che il comportamento di Ben-Gvir "non è coerente con i valori e le norme dello Stato di Israele". La premier Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani affermano che "l'Italia pretende le scuse per il trattamento riservato ai manifestanti", il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parla di "trattamento incivile inflitto a persone fermate illegalmente in acque internazionali, che tocca un livello infimo a opera di un ministro del governo di Israele". Tajani convoca l'ambasciatore israeliano alla Farnesina e chiede all'Ue di discutere sanzioni contro Ben-Gvir. Il deputato M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovano, a bordo della flotilla e rientrati da Israele, riferiscono, così come numerosi attivisti, di violenze e abusi anche sessuali contro i fermati; Tel Aviv nega.
23 MAGGIO 2026 - La Francia vieta l'accesso a Ben-Gvir al suo territorio -
Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, il 23 maggio annuncia che "a partire da oggi a Itamar Ben-Gvir è vietato l'accesso in territorio francese" a seguito delle "sue azioni inaccettabili nei confronti dei cittadini francesi ed europei passeggeri della Global Smud Flotilla". "Disapproviamo l'iniziativa di questa flotta, che non produce alcun risultato utile e sovraccarica i servizi diplomatici e consolari", precisa Barrot, "ma non possiamo tollerare che cittadini francesi possano essere così minacciati, intimiditi o maltrattati, per di più da un responsabile pubblico".
26 MAGGIO 2026 - L'esercito Usa lancia "attacchi di autodifesa" contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane -
L'esercito Usa nonostante la tregua conduce "attacchi di autodifesa" contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane che avrebbero tentato di posizionare mine nello Stretto di Hormuz. Il Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane afferma invece di aver abbattuto un drone americano e aperto il fuoco contro un caccia F-35.
27 MAGGIO 2026 - Israele annuncia l'uccisione del capo militare di Hamas a Gaza -
Israele annuncia l'uccisione in un raid a Gaza di Mohammed Odeh, comandante militare di Hamas. "Ci siamo impegnati a eliminare tutti coloro che hanno guidato il massacro del 7 ottobre, e così sarà: sono tutti condannati a morte, ovunque si trovino", afferma il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. Insieme a Odeh vengono uccisi anche la madre, la moglie e tre figli.
28 MAGGIO 2026 - Nuovi raid americani su una struttura militare, Teheran risponde attaccando base Usa in Kuwait -
Le forze armate statunitensi nonostante la tregua abbattono quattro droni d'attacco iraniani e conducono nuovi attacchi contro una struttura militare iraniana a Bandar Abbas, da cui sostengono che stava per essere lanciato un quinto drone. Teheran afferma invece che le forze navali iraniane hanno sparato per fermarle contro quattro navi, che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz e di entrare nel Golfo Persico senza coordinarsi con le autorità, e di aver colpito una base Usa. Il Kuwait conferma di essere stato oggetto di un attacco con missili e droni. Secondo i media americani sarebbero rimasti feriti cinque cittadini americani, fra cui personale militare e contractor.
28 MAGGIO - Netanyahu ordina all'Idf di occupare il 70% di Gaza -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu dichiara di aver impartito direttive alle Forze di Difesa Israeliane affinché assumano il controllo del 70% della Striscia di Gaza. "Ora controlliamo circa il 60% della Striscia di Gaza. Su mio ordine, arriveremo al 70%", le parole di Netanyahu ai militari.
29 MAGGIO - Cinque americani feriti in un raid iraniano su una base in Kuwait -
Secondo Bloomberg, 5 cittadini americani, fra contractor e personale in servizio attivo, restano feriti in un attacco iraniano alla base aerea di Ali Al Salem in Kuwait. Sarebbero stati anche gravemente danneggiati due droni da combattimento MQ-9 Reaper. Le difese aeree del Kuwait avrebbero intercettato il missile Fateh-110, ma i detriti caduti avrebbero colpito la base.
31 MAGGIO 2026 - Israele prende il controllo del castelllo di Beaufort nel sud del Libano -
L'esercito israeliano annuncia di aver preso il controllo nel sud del Libano di un'altura strategica sormontata dal castello di Beaufort, costruito dai crociati, vicino alla città di Nabatiyeh. Si tratta dell'incursione più profonda in Libano da parte di Israele da 26 anni. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu parla di "svolta radicale". L'esercito issa la bandiera israeliana sul castello.
1 GIUGNO 2026 - Gli Usa compiono altri attacchi "di autodifesa" contro l'Iran. Teheran, colpita e distrutta una base Usa -
Gli Stati Uniti l'1 giugno affermano di aver effettuato nel weekend del 30 e 31 maggio "attacchi di autodifesa" contro radar e siti di comando e controllo di droni iraniani nella località di Goruk e sull'isola di Qeshm, "in risposta alle aggressive azioni iraniane, tra cui l'abbattimento di un drone statunitense MQ-1 che operava su acque internazionali". Teheran risponde lanciando un raid nel quale sarebbe stata "colpita e distrutta la base aerea da cui le forze statunitensi avevano lanciato un attacco". Il Kuwait, per parte sua, afferma di aver intercettato "un lancio di droni e missili ostili".
1 GIUGNO 2026 - Netanyahu e Katz ordinano di colpire Beirut, l'Iran sospende i negoziati con gli Usa e minaccia raid in Israele. Trump sente Netanyahu e ferma l'attacco israeliano -
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz l'1 giugno danno istruzioni all'Idf di colpire obiettivi di Hezbollah nei sobborghi meridionali di Beirut "a seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco in Libano da parte dell'organizzazione terroristica e degli attacchi contro le nostre città e i nostri cittadini". L'Iran afferma che i raid contro il Libano sono una "violazione del cessate il fuoco su tutti i fronti" e sospende lo "scambio di messaggi tramite intermediari" con gli Stati Uniti "in segno di protesta". Il comando centrale militare iraniano, Khatam al-Anbiya, diffonde un avviso in cui avverte i residenti del nord di Israele della necessità di evacuare per possibili raid, nel caso in cui l'Idf dovesse attaccare Beirut. In seguito agli avvenimenti il presidente americano Donald Trump telefona a Netanyahu e, "tramite rappresentanti di alto livello", ha anche un colloquio con Hezbollah. Al termine delle chiamate il tycoon annuncia che "ogni sparatoria cesserà".
3 GIUGNO 2026 - Attacchi Usa sull'Iran, Teheran risponde colpendo Kuwait e Bahrein. Trump, prima o poi incontrerò Khamenei -
Nella notte fra il 2 e il 3 giugno gli Usa lanciano un raid contro una stazione di controllo militare terrestre iraniana sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. L'Iran risponde lanciando alcuni missili verso il Bahrein e il Kuwait, dove viene colpito l'aeroporto internazionale, causando la morte di una persona e il ferimento di alcune altre. I Pasdaran negano di essere responsabili dell'accaduto, sostenendo che "la distruzione del terminal passeggeri dell'aeroporto internazionale del Kuwait è stata causata da un errore nei sistemi Patriot americani, che sono atterrati sul terminal dopo non essere riusciti a intercettare i missili iraniani". Il presidente americano Donald Trump afferma di essere disposto a incontrare la Guida suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei: "Mi piacerebbe incontrarlo e probabilmente ci incontreremo prima o poi, a seconda di come si evolveranno le cose".
4 GIUGNO 2026 - Libano e Israele raggiungono un accordo per la tregua ma Hezbollah dice no. Ucciso un casco blu serbo nel sud del Paese -
Libano e Israele il 4 giugno concordano di rinnovare il cessate il fuoco nominalmente in vigore dopo un nuovo round di negoziati negli Usa, ma Hezbollah respinge l'accordo sostenendo che qualsiasi tipo di tregua "deve iniziare con un ritiro completo di Israele da tutto il territorio libanese". Per il leader di Hezbollah, Naim Qassem, i negoziati del governo di Beirut con Israele sono "vergognosi" e l'accordo di tregua equivale a "resa e sconfitta". L'Unifil rende noto il decesso di un peacekeeper di nazionalità serba nel sud del Paese. Il militare è morto a causa delle gravi ferite riportate dopo che alcuni colpi di mortaio hanno colpito la sua postazione nei pressi di Marjayoun. Altri due caschi blu spagnoli rimangono lievemente feriti.
6 GIUGNO 2026 - Nuovi raid Usa in Iran e risposta di Teheran contro Bahrein e Kuwait, Israele uccide 3 soldati libanesi in un raid nel sud -
Nella notte fra il 5 e il 6 giugno gli Stati Uniti lanciano nuovi raid in territorio iraniano, colpendo postazioni radar di sorveglianza costiera a Goruk e sull'isola di Qeshm. Teheran risponde lanciando missili verso il Bahrein e il Kuwait, che vengono intercettati. Il presidente americano Donald Trump afferma che i leader iraniani non hanno ancora chiuso l'accordo con gli Stati Uniti perché sono "orgogliosi". In Libano tre soldati dell'esercito di Beirut, fra cui un generale, vengono uccisi in un raid israeliano nel sud. Secondo l'Idf - che annuncia un'indagine sull'accaduto - il veicolo a bordo del quale viaggiavano si muoveva "in modo sospetto" in una "zona di combattimento attiva" con Hezbollah.
7 GIUGNO 2026 - L'Iran lancia missili contro Israele dopo raid su Beirut, lo Stato ebraico risponde poi Trump ferma l'escalation -
Nella tarda serata del 7 giugno l'Iran lancia razzi contro il nord di Israele, in risposta ai raid dello Stato ebraico su Beirut. Israele colpisce obiettivi militari a Teheran e in altre città del Paese. Il presidente americano Donald Trump invita le due parti a "smettere immediatamente" di sparare, poi nel pomeriggio dell'8 giugno telefona al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avvertendolo di "stare attento", altrimenti il rischio è di "rimanere da solo". Al termine del colloquio Israele ferma i raid contro l'Iran, compreso il piano per una rappresaglia massiccia, ma non garantisce lo stop agli attacchi sul Libano.
9 GIUGNO 2026 - Un elicottero Usa precipita a Hormuz. Trump accusa l'Iran e ordina attacchi -
Un elicottero d'attacco Apache statunitense precipita in circostanze non chiare nei pressi dello Stretto di Hormuz. I piloti si salvano. Il Comando centrale Usa annuncia un'indagine sull'accaduto, al termine della quale il presidente Donald Trump il 9 giugno fa sapere che l'elicottero è stato abbattuto "dagli iraniani mentre pattugliava lo Stretto di Hormuz", e che vuole una "risposta ferma". Obiettivi dei raid notturni Usa sono le difese aeree iraniane, le stazioni di controllo a terra e i siti radar di sorveglianza vicino allo Stretto di Hormuz. Il Centcom comunica inoltre di aver "messo fuori uso" una petroliera battente bandiera di Palau che transitava nel Golfo di Oman. I Pasdaran rivendicano di aver preso di mira la base aerea americana di Ali Al Salem in Kuwait, quella di Al Azraq in Giordania e la Quinta flotta statunitense in Bahrein.
10 GIUGNO 2026 - Nuovi attacchi notturni tra Usa e Iran -
Nella notte tra il 10 e l'11 giugno gli Usa lanciano nuovi attacchi contro l'Iran, colpendo la città portuale iraniana di Bandar Abbas, sistemi di difesa aerea e postazioni radar nei pressi dello Stretto di Hormuz. Teheran comunica di aver preso di mira le basi statunitensi in Kuwait, Bahrein e Giordania e di aver chiuso lo Stretto di Hormuz a tutte le navi.
11 GIUGNO 2026 - Trump annuncia che un accordo con l'Iran è vicino -
Il presidente americano Donald Trump l'11 giugno minaccia nuovi attacchi notturni contro l'Iran, per poi annullarli, sostenendo che un accordo con Teheran è vicino.
14 GIUGNO 2026 - Il Pakistan annuncia un accordo di pace tra Usa e Iran su tutti i fronti compreso il Libano, la firma il 19 giugno in Svizzera -
Il 14 giugno, dopo una giornata di intensi attacchi di Israele in Libano e di raid a Dahiyeh, nella periferia sud di Beirut, l'Iran minaccia la rappresaglia. Il presidente americano Donald Trump si dice furioso con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e chiede a Teheran di non rispondere. In serata il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif annuncia che, in seguito di intensi colloqui, "è stato raggiunto l'accordo di pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica islamica dell'Iran. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e definitiva delle operazioni militari su tutti i fronti, compreso il Libano". La cerimonia ufficiale di firma dell'accordo di pace è prevista per venerdì 19 giugno in Svizzera. Trump e l'Iran confermano l'intesa.
15 GIUGNO 2026 - Vance e Ghalibaf firmano digitalmente memorandum di intesa. Vicepresidente Usa, firma definitiva in Svizzera -
Il 15 giugno il vicepresidente Usa JD Vance e il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, firmano digitalmente il memorandum di intesa in 14 punti fra Washington e Teheran. Vance annuncia che la firma definitiva avverrà venerdì 19 giugno in Svizzera, che rende noto che l'accordo sarà siglato a Bürgenstock, un resort sul lago di Lucerna. Donald Trump dichiara che lo Stretto di Hormuz, dalla stessa data, sarà completamente aperto.
17 GIUGNO 2026 - Trump e Pezeshkian firmano accordo a distanza. Trump avverte, se memorandum non sarà perfezionato entro 60 giorni torneremo a bombardare -
Nella serata di mercoledì 17 giugno il presidente americano Donald Trump firma da Versailles, dove si trova per una cena con il presidente francese Emmanuel Macron al termine del G7 di Evian, il memorandum d'intesa con l'Iran. Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, fa altrettanto da Teheran. Nelle ore precedenti alla firma gli Usa diffondono il testo in 14 punti, in cui vengono esplicitati lo stop ai combattimenti su tutti i fronti compreso il Libano, la riapertura dello Stretto di Hormuz, l'allentamento di alcune restrizioni finanziarie nei confronti dell'Iran e la rinuncia da parte di Teheran a dotarsi di armi nucleari, mentre il programma nucleare iraniano verrà discusso in futuri colloqui. Trump avverte Teheran che se il memorandum d'intesa non verrà perfezionato entro 60 giorni gli Usa "torneranno a bombardare".
18 GIUGNO 2026 - Salta la cerimonia di firma in Svizzera. Khamenei, ho dato il consenso all'accordo ma la mia opinione era diversa -
Il 18 giugno il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, rende noto che la cerimonia di firma dell'accordo fra Usa e Iran prevista in Svizzera per il 19 giugno è stata annullata perché l'accordo "è già stato firmato a distanza". Il presidente Usa Donald Trump attacca chi lo accusa di essere stato troppo morbido nei confronti dell'Iran: "Sono invidiosi o stupidi". La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei rende noto di aver dato il suo "consenso" alla firma anche se inizialmente la sua opinione era "diversa". Secondo l'ayatollah, il presidente americano Donald Trump "ha fatto ricorso a ogni tipo di leva per raggiungere questo risultato" per "necessità e difficoltà".
19 GIUGNO 2026 - Hezbollah e Israele concordano una tregua -
Israele e Hezbollah concordano il 19 giugno un nuovo cessate il fuoco in Libano. Il nuovo accordo è stato mediato da Stati Uniti e Qatar dopo colloqui con Israele e Iran. Continuano però gli attacchi, con accuse reciproche tra forze israeliane e miliziani libanesi.
20 GIUGNO 2026 - L'Iran chiude lo Stretto di Hormuz, gli attacchi israeliani in Libano violano l'accordo con gli Usa. Netanyahu e Katz ordinano il cessate il fuoco -
L'Iran annuncia la chiusura dello Stretto di Hormuz, in risposta a quelle che ritiene "violazioni del Memorandum d'intesa da parte di Stati Uniti e Israele" per gli attacchi israeliani in Libano. Il quartier generale iraniano Khatam al-Anbiya ha reso noto che "la chiusura dello Stretto di Hormuz è un primo passo, e avvertiamo che saranno adottate ulteriori misure se l'aggressione dovesse continuare". Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz ordinano all'esercito di "non aprire il fuoco" in Libano, a seguito di coordinamento con gli Stati Uniti, pur sottolineando che l'esercito non si ritirerà dal Libano meridionale.
21 GIUGNO 2026 - In Svizzera colloqui a livello tecnico Iran-Usa -
Il 21 giugno iniziano a Bürgenstock, in Svizzera, colloqui a livello tecnico tra Iran e Stati Uniti sull'accordo provvisorio. Per gli Usa partecipano il vicepresidente JD Vance e i negoziatori Jared Kushner e Steve Witkoff. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, guida la delegazione di Teheran, di cui fanno parte anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il governatore della Banca centrale Abdolnaser Hemmati. I colloqui terminano il 22 giugno, secondo gli Usa l'Iran avrebbe accettato il ritorno degli ispettori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), ma Teheran sostiene che ciò avverrà solo dopo un accordo finale, mentre gli Usa autorizzano la produzione e vendita di petrolio iraniano per 60 giorni e lo sblocco di fondi iraniani congelati.
26 GIUGNO 2026 - Israele e Libano firmano un accordo quadro per il riconoscimento reciproco -
Il segretario di Stato americano Marco Rubio, insieme agli ambasciatori di Israele e del Libano negli Stati Uniti, annuncia la firma a Washington di un accordo quadro tra i due Paesi, volto al riconoscimento reciproco e che prevede il disarmo di Hezbollah. Secondo il movimento sciita l'accordo "rischia di creare pericolose divisioni interne" ed è "nullo".
26 GIUGNO 2026 - L'Iran colpisce un mercantile a Hormuz, gli Usa rispondono con attacchi -
Gli Usa colpiscono siti iraniani di stoccaggio di missili e droni e siti radar costieri dopo che l'Iran ha colpito con un drone la nave mercantile battente bandiera di Singapore M/V Ever Lovely il 25 giugno. L'imbarcazione stava uscendo dallo Stretto di Hormuz lungo la costa dell'Oman. I Pasdaran rispondono attaccando siti statunitensi nella regione, in Bahrein.
27 GIUGNO 2026 - Nuovi raid Usa dopo che l'Iran attacca una petroliera a Hormuz -
Gli Usa conducono nuovi attacchi contro obiettivi in Iran, dopo che un drone iraniano ha colpito la petroliera battente bandiera panamense M/T Kiku mentre stava transitando nei pressi dello Stretto di Hormuz. Teheran risponde colpendo Bahrein e Kuwait.
28 GIUGNO 2026 - Usa e Iran concordano di interrompere gli attacchi reciproci -
Dopo le minacce e gli attacchi reciproci nello Stretto di Hormuz, l'Iran e gli Stati Uniti il 28 giugno concordano di interrompere i raid e di incontrarsi martedì 1 luglio a Doha, capitale del Qatar.
30 GIUGNO 2026 - L'Iran accusa l'Italia di complicità per l'uso delle basi Usa -
In seguito alle parole del segretario generale della Nato, Mark Rutte, in merito ai voli militari americani partiti da basi in diversi Paesi tra cui l'Italia durante l'operazione Epic Fury, il 30 giugno l'Iran accusa alcuni membri della Nato, Roma compresa, di aver partecipato "attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni aggressive degli Stati Uniti e del regime sionista". Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, parla di "chiara ammissione di complicità nel crimine di aggressione contro l'Iran", che "può essere utilizzata come prova in qualsiasi tribunale".
1 LUGLIO 2026 - Colloqui tecnici indiretti in Qatar tra Usa e Iran -
L'1 luglio a Doha si tengono colloqui tecnici indiretti fra Stati Uniti e Iran. Sul tavolo la questione nucleare, il Libano e la restituzione a Teheran dei fondi congelati. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar parla di "progressi positivi" sui temi ancora in discussione nell'ambito del Memorandum d'intesa, "le parti hanno concordato di proseguire le discussioni in futuro, con il prossimo incontro che sarà programmato al più presto dopo le esequie dell'ex Guida Suprema iraniana" Ali Khamenei.
2 LUGLIO 2026 - Israele commemora i 1000 giorni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 -
Israele il 2 luglio commemora i 1000 giorni dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Tra i luoghi interessati anche l'area del Nova festival, dove almeno 364 persone furono uccise e 40 prese in ostaggio. Diverse le proteste per chiedere al governo di istituire una commissione d'inchiesta statale sull'attacco.
2 LUGLIO 2026 - La salma di Khamenei giunge alla Grande Moschea di Teheran per i funerali -
La salma dell'ex Guida suprema dell'Iran Ali Khamenei, ucciso durante gli attacchi di Usa e Israele lo scorso febbraio, giunge il 2 luglio al complesso religioso della Grande Moschea di Mosalla a Teheran, dove si celebreranno i funerali. Le esequie si terranno in più giorni con la salma trasportata in diverse località e nel vicino Iraq, prima delle tumulazione in programma nella sua città natale Mashhad il 9 luglio. Alla cerimonia compare in pubblico per la prima volta dall'inizio della guerra anche il capo dei Pasdaran, il generale Ahmad Vahidi.
4 LUGLIO 2026 - Centinaia di migliaia di persone ai funerali Khamenei, slogan contro Usa e Israele, assente il figlio Mojtaba -
Centinaia di migliaia di persone partecipano a Teheran il 4 luglio alla prima giornata dei funerali dell'ex Guida suprema Ali Khamenei, intonando slogan contro Usa e Israele e richieste di "vendetta". Alle esequie prendono parte i rappresentanti di oltre 70 paesi. Fra loro quelli che il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi, definisce i "fedeli fratelli arabi" e il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev. Alla preghiera funebre di massa del 5 luglio sono presenti anche tre figli di Khamenei, Mostafa, Meysam e Masoud. Assente invece Mojtaba, il figlio designato come successore a Guida suprema.
6 LUGLIO 2026 - A Roma il prossimo round di negoziati fra Libano e Israele -
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti, Yechiel Leiter, annuncia il 6 luglio che il prossimo round di negoziati tra Israele e Libano si terrà il 15 e 16 luglio a Roma a livello di ambasciatori. Possibile uno slittamento dell'incontro a dopo il 21 luglio, data della visita del presidente libanese Joseph Aoun alla Casa Bianca dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
6 LUGLIO 2026 - Hamas scioglie l'organismo di governo di Gaza -
Il governo di Hamas a Gaza il 6 luglio annuncia le dimissioni del cosiddetto Comitato di emergenza, l'amministrazione guidata dall'organizzazione palestinese che governa la Striscia, in vista del trasferimento dei poteri al Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza, di natura tecnica, voluto dal Board of Peace. Il governo di Hamas dichiara di aver completato tutte le procedure amministrative necessarie per il trasferimento dell'autorità e afferma che tutti i funzionari pubblici continueranno a fornire i servizi come di consueto, descrivendoli come "dipendenti pubblici pronti a lavorare sotto la responsabilità del Comitato nazionale per l'amministrazione di Gaza (NCAG)".
7 LUGLIO 2026 - L'Iran attacca tre petroliere nello Stretto di Hormuz, gli Usa rispondono con raid e Teheran attacca le basi americane in Bahrein e Kuwait -
Il 7 luglio l'Iran, nel giro di 24 ore, attacca tre petroliere nello Stretto di Hormuz. In serata le forze armate americane rispondono con una serie di "potenti attacchi" contro l'azione "ingiustificata e pericolosa" di Teheran, che "rappresenta un palese violazione del cessate il fuoco". Esplosioni si segnalano nella città portuale di Sirik e sull'isola di Qeshm, nei pressi di Bandar Abbas. Teheran risponde con raid sui siti militari americani in Bahrein e Kuwait.
8 LUGLIO 2026 - Trump, il cessate il fuoco con l'Iran è finito -
Il presidente americano Donald Trump, dopo gli ultimi attacchi iraniani a tre petroliere nello Stretto di Hormuz, l'8 luglio afferma a margine del vertice Nato di Ankara che il cessate il fuoco con Teheran "è finito". Il tycoon definisce i leader iraniani "feccia" e persone "malate, cattive e bugiarde". Quanto ai negoziati, "possono parlare con Steve Witkoff e Jared Kushner, ma loro dopo devono riportare a me e, per quanto mi riguarda, è solo una perdita di tempo", dichiara Trump. Dura la risposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo cui il comportamento di Washington è quello di "aggirare le regole, intimidire gli avversari, creare ostacoli e barare", l'Iran intende "difendere con fermezza" i propri diritti.
9 LUGLIO 2026 - Le elezioni legislative palestinesi fissate per il 28 novembre -
Il 9 luglio il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas fissa a sabato 28 novembre le elezioni legislative. Il decreto presidenziale "invita il popolo palestinese di Gerusalemme Est, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza a partecipare a elezioni legislative libere e dirette per eleggere i membri del Consiglio legislativo palestinese nella data specificata".
9 LUGLIO 2026 - Nuovi raid incrociati fra Usa e Iran. Israele, pronti ad attaccare per la terza volta -
Nella notte fra l'8 e il 9 luglio nuovi attacchi incrociati fra Iran e Usa. Gli Stati Uniti colpiscono diverse città portuali del sud e Bushehr, sede di una centrale nucleare. Teheran risponde con raid su diversi Paesi del Golfo e sulla Giordania. Israele avverte di essere "pronto a riprendere la campagna in Iran anche per la terza volta".
10 LUGLIO 2026 - Ali Khamenei sepolto a Mashhad. Teheran, oltre 40 milioni di persone ai funerali -
L'ayatollah Ali Khamenei il 10 luglio viene sepolto nel santuario dell'Imam Reza a Mashhad. Secondo quanto riportato dai media iraniani, tra i 41 e i 43 milioni di persone hanno partecipato ai funerali, durati sei giorni. Le cerimonie si sono svolte in cinque città: Teheran, Qom, Najaf e Karbala (entrambe in Iraq), e Mashhad.
11 LUGLIO 2026 - Mojtaba Khamenei promette vendetta per la morte del padre, un quotidiano di Teheran mette Meloni e i leader occidentali nel mirino -
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei promette vendetta in un messaggio diffuso l'11 agosto in occasione della sepoltura del padre, il leader supremo Ali Khamenei ucciso in raid di Usa e Israele: "Ci impegniamo a vendicare il sangue versato con gli assassini criminali e disonorati. Questa vendetta è la richiesta della nostra nazione e deve assolutamente avvenire". Mojtaba Khamenei sottolinea che "questi criminali, di cui esiste un elenco completo dall'alto verso il basso, porteranno con sé nella tomba il desiderio di una morte pacifica e di morire nel proprio letto. Devono sapere che questa questione non dipende dalla mia presenza o da quella di altri funzionari" perché "che noi siamo qui o meno, ciò avverrà". Hamshahri, un quotidiano di proprietà del Comune di Teheran, pubblica poi un'immagine che ritrae il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu in un mirino, accompagnata dalla didascalia: "La vendetta è certa". L'immagine mostra anche la premier Giorgia Meloni, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer in uniforme carceraria.
12 LUGLIO 2026 - Teheran chiude lo Stretto di Hormuz ma Trump nega -
Nuovi raid incrociati tra Stati Uniti e Iran nella notte tra l'11 e il 12 luglio, ancora una volta in seguito a un attacco lanciato da Teheran contro una nave mercantile nello Stretto di Hormuz. I Pasdaran dichiarano chiuso lo stretto, mentre il presidente Usa Donald Trump insiste che è aperto.
13 LUGLIO 2026 - Trump annuncia il blocco dei porti iraniani e pedaggi del 20% a Hormuz, poi rinuncia alla tariffa -
Il presidente Usa Donald Trump in un post su Truth il 13 luglio annuncia che "lo Stretto di Hormuz è aperto e rimarrà aperto, con o senza l'Iran. Stiamo ripristinando il "blocco iraniano", così chiamato perché impedisce esclusivamente alle navi o ai clienti dell'Iran di entrare o uscire. Tutti gli altri Paesi potranno usufruire dello Stretto in modo equo e libero". Il blocco prende avvio il 14 luglio alle 22 ora italiana. Gli Stati Uniti, afferma Trump, assumeranno il ruolo di "guardiani dello Stretto di Hormuz" e "in tale veste e per ragioni di equità, verranno rimborsati - nella misura del 20% sul valore di tutto il carico trasportato - per qualsiasi costo necessario a garantire la sicurezza e la protezione di quest'area del mondo estremamente instabile". Il 14 luglio Trump rende noto su Truth che, "sulla base di colloqui estremamente produttivi con i leader del Medio Oriente, ho deciso di sostituire la tassa di rimborso del 20% dovuta agli Stati Uniti con accordi commerciali e di investimento che i vari Stati del Golfo stipuleranno con gli Stati Uniti stessi".
13 LUGLIO 2026 - Trump ha notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari in Iran -
Il presidente americano Donald Trump il 13 luglio rende noto di aver formalmente notificato al Congresso la ripresa delle operazioni militari statunitensi contro l'Iran, adempiendo agli obblighi di comunicazione previsti dalla War Powers Resolution. La notifica fa seguito alla ripresa degli attacchi statunitensi contro obiettivi militari iraniani e al ripristino del blocco navale nei confronti dell'Iran. Ai sensi della War Powers Resolution del 1973, il presidente è tenuto a notificare il Congresso entro 48 ore dall'impiego delle forze armate statunitensi in ostilità o in situazioni in cui le ostilità siano imminenti. La notifica è avvenuta venerdì 10 luglio.
14 LUGLIO 2026 - Nuovo round di colloqui a Roma tra Israele e Libano -
Il 14 e 15 luglio si tiene a Roma il sesto round di colloqui tra Israele e Libano, nel corso dei quali viene raggiungo un accordo sulle linee guida per zone pilota per il ritiro delle truppe israeliane. Le operazioni di ritiro israeliano e dispiegamento dell'esercito libanese nelle zone pilota iniziano il 20 luglio.
18 LUGLIO 2026 - L'Iran sospende gli impegni assunti nel memorandum con gli Usa -
L'Iran il 18 luglio annuncia la sospensione dei propri impegni previsti dal memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, accusando Washington di aver violato per prima l'accordo con i recenti attacchi contro la Repubblica islamica. "Le ripetute violazioni degli impegni da parte del "Grande Satana" rispetto all'accordo firmato tra i presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti hanno dimostrato ancora una volta a tutti quanto la firma del presidente degli Stati Uniti sia priva di valore e di credibilità e come l'arroganza, l'egemonismo e la brutalità costituiscano elementi inseparabili della dottrina e della condotta americana", afferma la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei in una dichiarazione. La decisione di Teheran di non rispettare più il memorandum d'intesa, "non potrebbe avere meno importanza", la replica del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
20 LUGLIO 2026 - Hamas nomina Khalil al-Hayya nuovo leader -
Hamas rende noto il 20 luglio che Khalil al-Hayya è stato nominato nuovo leader. Al-Hayya, che in precedenza ha ricoperto il ruolo di capo dell'ufficio politico di Hamas a Gaza, è stato eletto nuovo leader nelle elezioni interne. Era il capo negoziatore di Hamas durante i colloqui per il cessate il fuoco volti a porre fine alla guerra a Gaza.
20 LUGLIO 2026 - Houthi annunciano il blocco marittimo contro l'Arabia Saudita nello Stretto di Bab al-Mandeb -
I ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran, il 20 luglio annunciano un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita nello Stretto di Bab al-Mandeb. Lo stretto, all'estremità meridionale della penisola arabica, è la porta d'accesso al Mar Rosso, attraverso la quale transita solitamente circa il 12% del commercio mondiale.
25 LUGLIO 2026 - Dopo 13 giorni consecutivi cessano gli attacchi Usa-Iran -
Il 25 luglio, per la prima volta dopo 13 notti consecutive di attacchi contro l'Iran, con risposta dei Pasdaran contro obiettivi americani nei paesi del Golfo, gli Usa non conducono raid. Anche Teheran dichiara di aver sospeso gli attacchi, dicendosi disponibile a proseguire i negoziati.
29 LUGLIO 2026 - L'Iran attacca a sorpresa una base americana in Giordania, raid Usa-Arabia Saudita contro i proxy iraniani in Iraq -
L'Iran lancia a sorpresa un attacco contro una base aerea statunitense in Giordania il 29 luglio. Colpite anche tre petroliere nello Stretto di Hormuz. Il Comando centrale degli Stati Uniti e, per la prima volta in modo dichiarato, le forze armate saudite conducono attacchi in Iraq contro "terroristi filo-iraniani".
31 LUGLIO 2026 - Trump annuncia un accordo per il disarmo completo di Hamas e il ritiro di Israele da Gaza -
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un post sul suo social Truth annuncia che "il Board of Peace ha raggiunto un accordo storico per il disarmo completo di Hamas e di tutti gli altri gruppi armati a Gaza", "questo è un traguardo fondamentale nell'attuazione del Piano in 20 punti di Trump. L'accordo sarà attuato in fasi attentamente pianificate. Una volta completato il disarmo, le forze israeliane si ritireranno e la forza internazionale di stabilizzazione collaborerà con una nuova forza di polizia palestinese per garantire la sicurezza di Gaza per i suoi abitanti e per i Paesi limitrofi". Hamas conferma l'accordo, precisando che il disarmo dipende dal ritiro di Israele da Gaza e dai progressi nella ricostruzione della Striscia. L'Iran avrebbe cercato di convincere Hamas a non accettare la proposta di disarmo del Board of Peace.
1 AGOSTO 2026 - Trump pronto a lanciare un nuovo attacco sull'Iran, poi fa marcia indietro -
L'1 agosto i media americani diffondono la notizia secondo cui il presidente americano Donald Trump, irritato dalla mancanza di progressi sul piano diplomatico, sarebbe stato pronto a dare il via libera a un nuovo massiccio attacco contro l'Iran. Nelle prime ore del 2 agosto però il tycoon afferma, "per il futuro beneficio del mondo", di aver annullato l'ordine di attacco su richiesta dei paesi mediorientali e della stessa Teheran "a condizione che si possa raggiungere rapidamente un accordo". L'Iran smentisce di aver chiesto agli Usa di fermare i raid.
4 AGOSTO 2026 - I media Usa denunciano carenze di armamenti a causa della guerra in Iran, Trump nega -
La Cnn il 4 agosto, citando fonti informate, afferma che gli Usa hanno esaurito quasi l'80% degli intercettori per il sistema di difesa missilistica Thaad e circa la metà degli intercettori Patriot rispetto alle scorte a disposizione prima dello scoppio della guerra in Iran. Il presidente americano Donald Trump nega la carenza di munizioni, parlando di scorte "illimitate", e accusa chi ha divulgato la notizia definendolo "traditore".
7 AGOSTO 2026 - Turchia, Arabia Saudita e Pakistan firmano un accordo di difesa congiunta -
Turchia, Arabia Saudita e Pakistan siglano il 7 agosto un accordo di difesa secondo cui, similmente all'articolo 5 della Nato, un attacco armato contro uno dei Paesi sarà considerato un attacco contro tutti e tre. I paesi firmatari precisano che il "patto della Mecca" "non è diretto contro alcun Paese" ed è "aperto alla partecipazione di tutti i Paesi fratelli". Dura la reazione dell'Iran, secondo cui l'Arabia Saudita deve "capire" che l'accordo con la Turchia e il Pakistan "non garantirà loro la sicurezza, così come anni di affidamento unilaterale agli Stati Uniti non gliel'hanno garantita".
9 AGOSTO 2026 - Israele respinge il piano del Board of Peace per Gaza -
Israele il 9 agosto respinge il documento in 15 punti presentato dal Board of Peace per Gaza sostenuto dagli Stati Uniti. "Le Forze di difesa israeliane non effettueranno alcun ritiro finché Hamas non sarà disarmato", afferma il primo ministro Benjamin Netanyahu, "finché sarò primo ministro, non verrà istituito uno Stato palestinese, né a Gaza né in Giudea e Samaria". Hamas dichiara di "rimanere impegnata" nel rispetto della road map, invitando i paesi garanti a prevenire qualsiasi "violazione o infrazione". La Casa Bianca si dice "non preoccupata" dalle parole di Netanyahu.
10 AGOSTO 2026 - Pezeshkian dichiara di aver incontrato Mojtaba Khamenei, è in perfette condizioni di salute -
Il presidente iraniano Masoud Pezehskian il 10 agosto smentisce le voci relative alle pessime condizioni di salute della Guida suprema Mojtaba Khamenei, sostenendo di aver avuto un incontro di sette ore nel quale hanno discusso "di tutte le problematiche del Paese". "È in perfette condizioni di salute e benessere fisico", ha assicurato Pezeshkian. Khamenei non è mai comparso in pubblico dal giorno della sua nomina, nemmeno ai funerali del padre. Le sue uniche immagini sono state trasmesse dalla tv iraniana ma senza la data della registrazione.
11 AGOSTO 2026 - L'Iran avverte, se gli Usa non soddisfano le nostre richieste lo Stretto di Hormuz resta chiuso -
Mentre proseguono i negoziati fra Iran e Oman relativi alla gestione dello Stretto di Hormuz, Teheran l'11 agosto avverte che se gli Usa non soddisferanno le sue richieste lo Stretto, a prescindere da un eventuale accordo bilaterale con Mascate, resterà "chiuso".
13 AGOSTO 2026 - Coloni israeliani assediano case palestinesi a Qusra. Ambasciatore Usa, è terrorismo -
Coloni israeliani assediano tre famiglie palestinesi nelle loro case a Qusra, in Cisgiordania, villaggio a sud di Nablus. L'ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, il 13 agosto definisce le azioni dei coloni "atti di terrorismo", in un'insolita dura critica allo Stato ebraico. Fra le persone interessate dall'assedio figurano anche un cittadino palestinese-statunitense e cinque italiani, che vengono sgomberati dal villaggio dall'esercito israeliano.
15 AGOSTO 2026 - Undici vittime in raid israeliano in Libano, bilancio peggiore da inizio tregua -
Il 15 agosto raid israeliani colpiscono il sud del Libano. Il bilancio è di 11 morti, il più grave da quando il 20 giugno è entrata in vigore la tregua fra Israele ed Hezbollah. Fra le vittime anche 3 bambini. Israele annuncia di aver ucciso nel raid Ali Samir Al-Haj Hassan, comandante di battaglione dell'unità d'élite delle Forze Radwan di Hezbollah.
16 AGOSTO 2026 - Kushner incontra rappresentanti di Hamas e Netanyahu -
Il 16 agosto Jared Kushner, genero e inviato del presidente Usa Donald Trump, incontra in Egitto rappresentanti di Hamas, che confermano il loro impegno a favore del disarmo e della demilitarizzazione della Striscia di Gaza. Il giorno successivo Kushner incontra il premier israeliano Benjamin Netanyahu, a cui chiede di "non creare ostacoli" al piano Trump per Gaza. Netanyahu insiste che il primo passo deve essere la riconsegna delle armi da parte di Hamas. Trump afferma che Israele "non dovrebbe colpire Gaza".
17 AGOSTO 2026 - Trump minaccia l'Oman, se si mette di mezzo su Hormuz lo bombarderemo -
Il 17 agosto il presidente americano Donald Trump afferma che gli Stati Uniti "bombarderanno pesantemente" l'Oman se si "metterà di mezzo" nel conflitto con l'Iran. Il paese ha negoziati bilaterali con Teheran sulla gestione dello Stretto di Hormuz. "Li bombarderemo senza pietà", dichiara il tycoon, sottolineando che l'Oman "non si è comportato molto bene".
18 AGOSTO 2026 - Trump, Hormuz "nuovo territorio Usa". Torna l'allerta missilistica negli Emirati -
Il presidente americano Donald Trump il 18 agosto pubblica sul suo social Truth una mappa dello Stretto di Hormuz con la scritta "nuovo territorio Usa". Teheran replica parlando di "illusione" da parte di un uomo "delirante". Nelle stesse ore, per la prima volta da un falso allarme verificatosi a giugno, le sirene di allerta tornano a suonare a Dubai. Gli Emirati Arabi parlano di due missili intercettati dalla contraerea e accusano l'Iran, Teheran nega l'attacco.
19 AGOSTO 2026 - L'Idf annuncia un'indagine sull'uccisione di Hind Rajab a Gaza -
L'esercito israeliano annuncia l'apertura di un'indagine penale sull'uccisione della bambina di 5 anni Hind Rajab e della sua famiglia nella Striscia di Gaza, avvenuta a febbraio 2024 mentre cercavano di fuggire da Gaza City. Le truppe israeliane aprirono il fuoco contro il veicolo che trasportava Hind, quattro suoi cugini, la zia e lo zio. La cugina di Hind, Layan Hamada, 15 anni, chiamò la Mezzaluna Rossa Palestinese, raccontando che un carro armato si stava avvicinando e che i suoi familiari erano stati uccisi. Pochi secondi dopo, secondo la registrazione della chiamata al servizio di emergenza, si udirono altri colpi di arma da fuoco e anche Layan morì. Hind era l'unica sopravvissuta all'interno dell'auto. La Mezzaluna Rossa rimase in contatto con lei per ore mentre cercava di ottenere dall'esercito il permesso di soccorrerla, un'ambulanza inviata sul posto venne colpita e i due soccorritori furono uccisi. Hind e i suoi familiari furono ritrovati morti 12 giorni dopo.
20 AGOSTO 2026 - Trump annuncia un "D-Day economico" contro l'Iran -
Il presidente americano Donald Trump annuncia l'avvio della "guerra economica" contro l'Iran, che "subirà un isolamento senza precedenti". Il tycoon definisce l'operazione un "D-Day economico", ammonendo che "qualsiasi paese che consenta alle proprie istituzioni finanziarie, imprese, o enti governativi di fornire qualsiasi tipo di sostegno vitale all'Iran dovrà affrontare a sua volta conseguenze economiche tremende". Teheran replica che la "guerra economica" lanciata da Trump sarà solamente "il prossimo fallimento" degli Stati Uniti.
21 AGOSTO 2026 - La Turchia emette un mandato d'arresto per Netanyahu -
La Turchia il 21 agosto emette un mandato d'arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu con l'accusa di genocidio, nell'ambito del procedimento giudiziario relativo all'attacco sferrato in acque internazionali contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla. "Erdogan è un dittatore antisemita che ha massacrato i curdi, sostiene il massacro compiuto da Hamas e reprime il proprio popolo. Israele continuerà ad agire con forza contro i tentativi della Turchia di destabilizzare la regione e contro qualsiasi minaccia alla sua sicurezza", la risposta dell'ufficio di Netanyahu.
22 AGOSTO 2026 - Teheran annuncia ritorsioni per i Paesi del Golfo che si uniscono alla guerra economica Usa -
Teheran avverte i Paesi del Golfo di non unirsi agli Stati Uniti nell'imposizione di sanzioni economiche nei confronti dell'Iran. "Se si uniranno agli americani, non una sola goccia di petrolio lascerà il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz, e prenderemo di mira anche altre rotte di esportazione petrolifera dal Golfo persico", dichiara il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell'Iran, Mohsen Rezaei.
24 AGOSTO 2026 - Netanyahu accusa Teheran, ha cercato di uccidere uno dei miei figli -
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista rivela che Teheran ha cercato di assassinare uno dei suoi due figli, senza precisare se si tratti Yair o Avner, né quando e come avrebbe avuto luogo il tentativo di uccisione. "Pertanto la protezione di cui godono non è un lusso", ha rimarcato. Avner vive in Israele, Yair ha trascorso gran parte degli ultimi anni a Miami ed è noto per le sue dichiarazioni di estrema destra.
25 AGOSTO 2026 - Gli Usa mettono una taglia da 10 mln di dollari sui vertici dei Pasdaran -
Il Dipartimento di Stato americano annuncia una taglia da 10 milioni di dollari per informazioni sui vertici dei Pasdaran. "Questi individui comandano e dirigono vari elementi del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC), che pianifica, organizza ed esegue atti di terrorismo in tutto il mondo", viene sottolineato, "se avete informazioni su questi o altri leader chiave dell'IRGC o sui suoi rami componenti, inviatecele tramite la nostra linea di segnalazione basata su Tor o Signal. Le vostre informazioni potrebbero rendervi idonei al trasferimento e a una ricompensa". I comandanti su cui si chiedono informazioni sono Ahmad Vahidi, comandante del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (IRGC), Ali Abdollahi, capo del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Said Aghajani, comandante della forza aerospaziale, Hamidreza Lashgarian, capo del comando cibernetico-elettronico, e Majid Khademi, comandante dell'ufficio intelligence.
30 AGOSTO 2026 - Dopo un mese gli Usa tornano ad attaccare l'Iran, colpita l'isola di Larak -
A un mese dall'ultimo attacco, gli Stati Uniti il 30 agosto tornano a colpire l'Iran, prendendo di mira l'isola di Larak, dove forze dei pasdaran si sarebbero apprestate a lanciare razzi con mine marine nello Stretto di Hormuz. Teheran risponde con un lancio di missili contro basi Usa in Giordania. Il presidente Donald Trump afferma di avere "escluso" l'uso di armi nucleari contro l'Iran perchè "non c'è motivo", "sono completamente sconfitti militarmente". Nuovi attacchi americani si verificano l'1 settembre, Teheran accusa gli Usa di aver colpito una festa di matrimonio uccidendo dei civili e risponde con nuovi missili contro basi statunitensi nel Golfo.
5 SETTEMBRE 2026 - Gli Usa colpiscono petroliere iraniane a Hormuz, Teheran risponde -
L'esercito americano il 5 settembre colpisce tre petroliere iraniane nello Stretto di Hormuz, dopo che alcune navi della Marina statunitense erano state prese di mira da missili lanciati da Teheran. Gli Usa spiegano che le tre navi facevano parte di una "rete occulta" che contribuisce a finanziare la Guardia rivoluzionaria iraniana. Teheran risponde affermando di aver colpito a sua volta sei imbarcazioni, tre petroliere e tre navi americane.
8 SETTEMBRE 2026 - Haaretz denuncia, Netanyahu fu avvertito dei piani di Hamas prima del 7 ottobre -
In un'inchiesta il giornale israeliano Haaretz afferma che il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed, avrebbe avvertito il premier israeliano Benjamin Netanyahu dei piani di Hamas per un'operazione contro Israele circa una settimana e mezza prima dell'attacco del 7 ottobre 2023. Anche l'allora capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel avrebbe informato Netanyahu pochi giorni prima dell'attacco della preparazione di una "grande operazione". Secondo Haaretz, il presidente emiratino avrebbe avuto con Netanyahu una conversazione telefonica di 45 minuti, durante la quale avrebbe espresso preoccupazione per un'operazione pianificata dall'allora leader di Hamas Yahya Sinwar, avvertendo che avrebbe potuto provocare un alto numero di vittime, destabilizzare la regione e mettere a rischio gli Accordi di Abramo. L'ufficio di Netanyahu respinge "categoricamente" la ricostruzione, definendola una "menzogna totale". Gli Emirati Arabi Uniti non commentano la ricostruzione, ma precisano che i canali fra Tel Aviv e Abu Dhabi sono "aperti e diretti".
8 SETTEMBRE 2026 - 12 Paesi sanzionano il commercio con le colonie in Cisgiordania. Londra attacca, pulizia etnica e Israele chiude gli occhi -
Il Regno Unito e altri 11 Paesi (Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia) annunciano l'8 settembre in una nota congiunta la volontà di sanzionare il commercio con le colonie israeliane in Cisgiordania. In un intervento alla Camera dei Comuni, il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband parla di "pulizia etnica" in corso in Cisgiordania da parte di "terroristi coloni", nei confronti della quale il governo israeliano ha "troppo spesso" chiuso gli occhi. Dura la reazione di Tel Aviv, che definisce le accuse del Regno Unito "oltraggiose e false" e annuncia la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.
9 SETTEMBRE 2026 - Nuovi attacchi incrociati fra Iran e Usa nel Golfo -
Nuovi attacchi incrociati nell'area del Golfo fra Stati Uniti e Iran. Il Centcom annuncia di aver distrutto cinque petroliere iraniane, dopo che i pasdaran avevano preso di mira una nave da guerra della Marina degli Stati Uniti con missili balistici. Teheran afferma di aver colpito per rappresaglia due navi Usa e otto petroliere nel Golfo e di aver lanciato un raid contro la base statunitense di al-Azraq in Giordania. In quest'ultima operazione, secondo alcuni media americani, Teheran avrebbe utilizzato munizioni a grappolo.
11 SETTEMBRE 2026 - Gli Houthi prendono il controllo dello Stretto di Bab el-Mandeb -
I ribelli yemeniti Houthi, al termine di un'offensiva militare in corso da alcuni giorni, l'11 settembre prendono il controllo di tutto il litorale yemenita sul Mar Rosso e dello Stretto di Bab e-Mandeb, cruciale per il traffico marittimo attraverso il Mar Rosso. Contestualmente il gruppo sciita sostenuto dall'Iran compie attacchi contro l'Arabia Saudita, ai quali Riad risponde. Gli Houthi affermano che la navigazione nel Mar Rosso e a Bab el-Mandeb è garantita, "a eccezione" che per le navi saudite. Inoltre l'oleodotto "Est-Ovest" dell'Arabia Saudita, unica via di esportazione del greggio che bypassa lo Stretto di Hormuz, viene danneggiato da un attacco effettuato tramite droni provenienti dal territorio dell'Iraq. Riad è costretta alla temporanea chiusura dell'infrastruttura.
14 SETTEMBRE 2026 - Netanyahu e IdF contro il documentario "Naza", intollerabili calunnie -
Il capo dell'esercito israeliano, il tenente generale Eyal Zamir, e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu il 14 settembre si scagliano contro i registi israeliani del documentario "Naza", premiato alla Mostra del cinema di Venezia. La pellicola, basandosi su testimonianze anonime di membri dell'esercito e dell'intelligence israeliana, svela e analizza in maniera critica il modus operandi dell'IdF nel portare avanti le operazioni militari a Gaza a dispetto delle vittime civili. "Stiamo combattendo l'incitamento all'antisemitismo in tutto il mondo, ma quando proviene dall'interno è intollerabile", afferma Netanyahu. Zamir dal canto suo parla di "calunnie e distorsione della realtà", annunciando l'apertura di un'indagine interna.
16 SETTEMBRE 2026 - Crolla un palazzo a Gaza: oltre 20 vittime, bambini e donne sotto le macerie -
Il 16 settembre a Gaza City crolla un palazzo che era stato pesantemente danneggiato nel corso della guerra dagli attacchi israeliani. Il bilancio reso noto dal ministero della Sanità della Striscia è di almeno 21 vittime, fra cui 11 bambini. I feriti sono almeno 45, ma mancano all'appello diverse persone, la maggior parte donne e bambini, dato che secondo le autorità locali il palazzo ospitava almeno 100 sfollati. Lo stabile era tra i circa 2mila della Striscia considerati a rischio a causa dei danni provocati dai raid israeliani.
18 SETTEMBRE 2026 - Caccia Eurofighter italiano colpito in un raid contro la base militare di Taif in Arabia Saudita -
Il 18 settembre il ministro della Difesa Guido Crosetto rende noto che un caccia Eurofighter F-2000 italiano è stato colpito e danneggiato durante un attacco contro la base aerea di Taif, in Arabia Saudita, nella quale è presente personale italiano impegnato nell'operazione Inherent Resolve. Crosetto afferma che "non vi sono militari italiani coinvolti", il velivolo si trovava "in un'area decentrata" e "non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale". Contestualmente Crosetto, in una lettera inviata all'Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, chiede un rafforzamento della missione Aspides nello stretto di Bab el Mandeb. I ribelli yemeniti Houthi, ritenuti responsabili dell'accaduto, affermano di non essere "in guerra con l'Italia" ma "con il nemico saudita", allo stesso tempo auspicando che Roma non sostenga "atti di aggressione contro il nostro Paese e il nostro popolo".
22 SETTEMBRE 2026 - Guterres accusa, in Cisgiordania spettro di pulizia etnica -
Il 22 settembre, nel suo discorso di apertura dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, afferma che in Cisgiordania "la violenza, gli sfollamenti e l'espansione degli insediamenti israeliani stanno spianando la strada alla distruzione della pace e facendo emergere lo spettro della pulizia etnica".
22 SETTEMBRE 2026 - Trump attacca l'Iran all'Onu, facciano un accordo o li anniento -
Il 22 settembre nel corso del suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Uniti Donald Trump attacca duramente l'Iran. Il presidente americano afferma di avere una "grossa decisione" da prendere: se "fare un accordo" o "annientare la Repubblica islamica". Il tycoon critica le altre nazioni, accusandole di aver "ignorato le minacce", mentre "io le ho affrontate", invitandole a "implementare il completo isolamento economico dell'Iran" fino a quando "non fermeranno gli attacchi al traffico marittimo commerciale, metteranno fine alle loro ambizioni nucleari e cesseranno di sostenere il terrorismo". Quanto a un eventuale accordo, Trump indica come possibile periodo quello subito dopo le elezioni di Midterm: "Non ha senso per loro non farlo, vogliono vedere come andrò".
23 SETTEMBRE 2026 - Pezeshkian all'Onu mostra foto di bambini uccisi e sfida Trump, non ci piegheremo -
Masoud Pezeshkian il 23 settembre davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite risponde alle accuse del presidente Usa Donald Trump. Il presidente iraniano mostra alcune fotografie della strage di bambini nella scuola di Minab: "Trump ci ha definiti terroristi. Noi siamo vittime del terrorismo. Vengo da un Iran in cui il nostro leader supremo è stato assassinato senza alcun fondamento giuridico, né motivo. Vengo da un Iran dove hanno bombardato una scuola. Vedete questi bambini? Sono morti sotto le bombe lanciate con armi utilizzate dagli Stati Uniti e da Israele". "Noi ci siamo solo difesi, non siamo terroristi. L'America e Israele ci hanno attaccato", afferma, mentre la delegazione americana lascia la sala. Quanto ai negoziati, alcuni avvenuti in formato tecnico proprio a margine dell'Assemblea, Teheran si dice pronta ma, avverte Pezeshkian, "non piegheremo mai il capo".
24 SETTEMBRE 2026 - Netanyahu parla all'Onu, genocidio a Gaza la più grande bugia del secolo. Decine di delegati lasciano la sala -
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu il 24 settembre, parlando all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, afferma che l'accusa di genocidio a Gaza a opera di Israele è "la più grande bugia del secolo". Decine di delegati lasciano la sala nel momento in cui viene chiamato a salire sul podio per il suo intervento. "Difendendosi, Israele difende anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena lasciato questa sala", attacca Netanyahu, chiamando i delegati in questione "codardi morali". Quanto all'Iran, "attaccarlo è stata una delle decisioni più facili che abbia mai dovuto prendere perché, se non l'avessimo fatto, saremmo tutti morti".
26 SETTEMBRE 2026 - L'Iran propone agli Usa un piano di 7 giorni per la tregua e la riapertura di Hormuz, Trump respinge l'offerta -
L'Iran tramite intermediari recapita a Washington una proposta per un piano di sette giorni per cessare le ostilità, riaprire lo Stretto di Hormuz e quindi avviare colloqui sul programma nucleare iraniano. Il presidente americano il 26 settembre, dopo aver nuovamente battezzato su "Truth" lo Stretto di Hormuz "Stretto di Trump", fa sapere di aver respinto la proposta: "Stiamo vincendo alla grande. Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz, anche a me piace raggiungere un accordo, ma quello non era accettabile".
27 SETTEMBRE 2026 - Allarme nel Regno Unito per un possibile attentato alla base Raf usata dagli Usa, sospetti su Teheran che nega -
Nella notte fra il 26 e il 27 settembre un allarme antiterrorismo scatta nel Regno Unito, presso la base aerea della Raf di Fairford, usata anche dalle forze militari Usa, per la presenza di tre furgoni bianchi sospetti. La polizia in relazione all'accaduto arresta 5 cittadini britannici fra i 23 e i 25 anni, che successivamente vengono rilasciati su cauzione. Fra le piste ipotizzate anche quella iraniana, ma Teheran, tramite l'ambasciata a Londra, "smentisce categoricamente e condanna fermamente le recenti speculazioni infondate e malevole pubblicate da alcuni individui e organi di stampa britannici, che tentano di collegare l'Iran" all'accaduto, annunciando di valutare l'adozione delle "opportune misure legali" per salvaguardare i propri "diritti e interessi".
28 SETTEMBRE 2026 - Nuove accuse a Netanyahu sul 7 ottobre, l'Egitto lo avvisò di un attacco imminente -
Il Wall Street Journal il 28 settembre scrive che l'Egitto, tramite il capo dell'intelligence Abbas Kamel, avvertì Benjamin Netanyahu nei primi giorni del mese di ottobre del 2023 di un imminente attacco da parte di Hamas, ma il primo ministro israeliano ignorò l'allarme. Anche secondo la testata americana The Atlantic Kamel avvisò Netanyahu, andando di persona in Israele il 26 settembre 2023. Le accuse arrivano dopo quelle del quotidiano israeliano Haaretz, che per primo parlò di avvertimenti lanciati a Netanyahu, nel caso specifico dal presidente degli Emirati Arabi Uniti Mohammed Bin Zayed. Il 27 settembre Netanyahu si reca proprio negli Emirati per un incontro con Bin Zayed dove, secondo alcune fonti, gli chiede di smentire in prima persona il resoconto di Haaretz.
30 SETTEMBRE 2026 - Il copilota di un volo Flydubai Dubai-Tel Aviv accoltella il comandante, l'intervento dei passeggeri evita la strage -
Paura sul volo della compagnia emiratina low cost Flydubai, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv. Il copilota omanita il 30 settembre accoltella il comandante, di nazionalità indiana. Il velivolo, con a bordo oltre 170 persone, dopo aver perso quota bruscamente, è riuscito ad atterrare a Tabuk, in Arabia Saudita, grazie all'intervento dei passeggeri, che hanno disarmato l'aggressore. Secondo il premier israeliano Benjamin Netanyahu il copilota aveva subito un "indottrinamento islamista e radicale" e "il suo obiettivo era far schiantare l'aereo". Il presidente Usa Donald Trump minaccia: se l'Iran fosse responsabile dell'attacco "saranno colpiti molto duramente".
3 OTTOBRE 2026 - Emirati Arabi Uniti confermano: sul volo Flydubai è stato un attacco terroristico -
Gli Emirati Arabi Uniti, che conducono un'indagine sull'incidente avvenuto a bordo del volo Flydubai, affermano il 3 ottobre che il copilota ha tentato di prendere il controllo del velivolo in un "attacco terroristico". Si indaga anche se l'uomo abbia agito da solo o se abbia legami con gruppi estremisti. Secondo fonti il copilota, identificato come Hamam al-Hammami, aveva il divieto di volare in Oman per i sospetti di aver abbracciato posizioni ideologiche radicali. Il 29enne omanita, riferiscono i media Usa, aveva pubblicato sui propri profili social immagini e video riconducibili a figure estremiste.