La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 30 anni di reclusione per l'immigrato marocchino El Ketaoui Dafani, oggi 49 anni, che nel settembre 2009 aveva ucciso sgozzandola con un coltello la figlia Sanaa, 18 anni, perché contrario alla sua convivenza con il fidanzato italiano, a sua volta ferito nel tentativo di difenderla dall'aggressione.
L'omicidio avvenne a Montereale Valcellina (Pordenone), dove l'italiano aveva un ristorante. L'assassino, sposato e con altre due figlie piccole, era cuoco a Pordenone. Sanaa aveva scelto di vivere secondo i costumi occidentali e aveva lasciato la casa dei genitori da qualche settimana, dicendo di essere andata a vivere da un'amica.
Dafani era stato condannato in primo grado all'ergastolo con rito abbreviato (lo sconto di un terzo riguardava il mancato isolamento), mentre in appello la pena era stata ridotta a 30 anni. I difensori erano arrivati al ricorso in Cassazione chiedendo la non applicazione della premeditazione.