cronaca

Ha 3 anni, per lo Stato non esiste

L'anagrafe non lo ha mai registrato

E' nato tre anni fa, ma per l'anagrafe di Roma non esiste. Se ne è accorta mamma Anna chiedendo un cambio di residenza: nello stato di famiglia mancava l'ultimo nato. Il piccolo, per questo pasticcio burocratico, non ha libretto sanitario né codice fiscale, non può quindi andare all'asilo. I genitori si sono rivolti alla Procura e hanno denunciato gli uffici per omissione di atti d'ufficio.

Ad essere coinvolti sono i municipi di Penne (Pescara) e quello di Roma. Il primo è il comune di residenza della madre all'epoca del parto; nella capitale invece la donna voleva trasferirsi per seguire il suo compagno, papà del bimbo. Ma quello che doveva essere un semplice cambio di residenza ha portato alla luce un inghippo non da poco. La nascita dell'ultimogenito, dichiarata - come previsto dalla legge Bassanini - direttamente all'ufficio dell'ospedale di cristo Re il 18 gennaio 2000, non è in realtà mai stata registrata. Ergo, il bambino per lo Stato non esiste. "Ora mi spiego perché non è mai arrivato il libretto delle vaccinazioni", ricorda Anna, "sul momento non ci avevo pensato, perché sapevo che fare grazie al pediatra".

Al Cristo Re hanno assicurato di aver inviato l'atto di nascita all'anagrafe di Penne, dove la madre risiedeva, e a quella di Roma. Qualcosa evidentemente non ha funzionato, perché la registrazione non è avvenuta in nessun posto. L'incartamento sulla nascita è stato poi rispedito di nuovo dall'ospedale ai due enti, ma nel frattempo al Comune di Penne era arrivata anche la domanda di cambio di residenza della mamma. Il bimbo non poteva così essere iscritto sullo stato di famiglia, e i documenti sono stati rispediti all'ufficio di provenienza. A Roma avrebbero dovuto fare una retrodatazione: come si può intuire, però, la faccenda si era già troppo complicata.

Mentre ancora le responsabilità non sono chiare, la coppia ha deciso di affidarsi ad un avvocato, per perserguire i responsabili della situazione e sollecitare l'iscrizione del bambimo all'anagrafe. "Gli uffici anagrafici di Roma e di Penne - sostiene il legale Camillo Nicola Chinni - si sono rimpallati la competenza ad eseguire la registrazione. Con vari pretesti non hanno ritenuto di provvedere alla registrazione della nascita del bambino".