Il massiccio attacco che nell'ultima settimama ha causato la paralisi delle comunicazioni e dell'attività online delle Poste italiane e di molti altri colossi telefonici come Tim, Wind, Albacom e Fastweb spaventa gli esperti di sicurezza di tutto il mondo. I timori non riguardano tanto i danni causati dal worm quanto le modalità e la tipologia dell'attacco.
Secondo Fabio Ghioni, uno dei maggiori esperti di Security della rete telefonica nazionale, il virus Sq hellavrebbe l'aspetto di una prova generale per un'incursione terroristica. A differenza di "Codice Rosso", virus che due anni fa ha messo a repentaglio i computer di tutto il mondo, questa volta la violazione si presenta come qualcosa di diverso e più serio.
Non come un attacco hacker tradizionale, ma una vera e propria azione di cyber-terrorismo pianificata con cura. Attacchi simili possono portare al blocco totale di intere reti di servizi, aggredire banche dati e cancellare o far circolare informazioni delicate.
Questa volta, a detta degli esperti, l'aggressione è sembrata solo una prova per registrare e testare tempi e modi di reazione, ma in futuro i danni e gli obiettivi potrebbero essere peggiori e portare al collasso di interi sistemi strategici. Per combattere il pericolo occorre attivare tutte le risorse disponibili per scovare l'origine del virus.
E in questo senso si sta muovendo la Procura di Milano, che con Giuliano Turone, ha aperto un'inchiesta: il reato ipotizzato è quello di pirateria informatica, articolo 615 ter. L'inchiesta milanese si muoverà parallelamente a quella istituita dall'Fbi americano, che nel caso dell'identificazione del responsabile, prevede anche l'ergastolo in base alla legge anti cyber-terrorismo approvata dopo l'11 settembre.
Per ora tutte le tracce e le indagini sembrerebbero puntare il dito verso la Cina e in particolare verso un misterioso hacker conosciuto con lo pseudonimo "Leone". E mentre gli esperti di tutto il mondo cercano i responsabili e le possibili contromisure per garantire la sicurezza, nel frattempo il pericolo e il sospetto rimangono: il terrorismo si è insinuato anche nelle sottilissime maglie della Rete.