Strage di Oslo

Strage di Oslo, una sopravvissuta torna a Utoya"Breivik ha tirato fuori la pistola e mi ha fissata"

Il racconto di una delle sopravvissute alla carneficina che costò la vita a 77 persone

© Da video

© Da video

L’ultima volta che ha visto Anders Behring Breivik erano sulla spiaggia norvegese di Utoya. Lui l’ha guardata fissa negli occhi, ha sollevato il fucile e ha schiacciato il grilletto. Ora Alexandra-Maeva Norya Peltre sta per incontrare di nuovo Breivik nella corte dove è accusato di aver ucciso 77 persone in quel giorno d’estate.

Il processo nei confronti del fanatico anti-Islam incomincerà il 16 aprile e Peltre è solo una delle tante chiamata a testimoniare. È lei a ricordare quegli agghiaccianti momenti: “Ho chiamato mia mamma e le ho detto che le volevo bene. Ero preoccupata e ho cominciato a correre perché sentivo altri spari”, ha detto la ragazza alla Reuters.

Mentre lo fa è come se stesse rivivendo gli eventi di quel pomeriggio di luglio dell’anno scorso durante una gita alla piccola isola dove Breivik ha ucciso 69 persone e ne ha mutilate 33 durante il Summer Camp dei giovani del Labour Party. Mentre cammina per l’isola indica i diversi posti che ha usato come nascondiglio. “Gli eventi seguivano una sorta di copione: prima si sentivano le grida e poi gli spari. Sembrava che sarebbe andata avanti all’infinito”.

Il momento più difficile è stato quando si è trovata faccia a faccia con l’assassino.“Ha tirato fuori la pistola e mi ha guardato dritto negli occhi. Mi ricordo il suo sguardo e poi ‘poof’”. A quel punto Peltre si è gettata dentro il freddo Tyri Fjord, quasi un chilometro lontano dalla riva. Teneva la testa sotto l’acqua, ma nessun altro proiettile è arrivato in quella direzione. “Avevo una ferita alla gamba e ho cominciato a correre verso l’acqua. Poi ho iniziato a nuotare…”.

Sullo stesso tema