Se poi te la senti di essere un po’ “talebano” nella tua guerra santa contro lo spreco d’acqua, su www.giardinaggio.it puoi trovare anche i consigli per creare un giardino che abbia bisogno di pochissima acqua: in questo modo lo spreco sarà ridotto al minimo e inoltre potrai assentarti da casa per periodi di tempo anche lunghi senza doverti preoccupare delle piante.
Per esempio scegliendo alberi ad alto fusto: questi sviluppano un grande apparato radicale che, crescendo, raggiunge profondità elevate. In tal modo gli alberi dei boschi e dei parchi sono in grado di sopravvivere soltanto con l’acqua ricevuta dalle precipitazioni, poiché in caso di siccità possono cercare l’acqua che viene immagazzinata dal suolo in profondità.
Per questo motivo la maggior parte degli alberi può sopravvivere senza problema alcuno e anche senza cure, pure durante estati torride, con precipitazioni scarse o nulle. Quindi pure pini, cedri, catalpe, pioppi, platani, robinie, querce e molte altre specie di alberi si coltivano anche in giardino senza necessità di annaffiature, sviluppandosi rigogliosamente di anno in anno e donando anche refrigerio dal caldo sotto l’ombra delle loro chiome.
Anche gran parte delle palme sopporta senza problemi la siccità, causata dalla scarsità di piogge o dal vento. Le piante da siepe possono svilupparsi accontentandosi delle piogge e altrettanto possono fare i viburni, gli ilex, l’aucuba, gli olivelli spinosi, gli ulivi, i ginepri, le alte tamerici. Lo stesso vale per alcuni rampicanti, come la vite, il trachelospermum e la passiflora. Ricorda però che queste piante sopportano la siccità solo se il loro apparato radicale è ben sviluppato quindi i giovani esemplari da poco a dimora necessitano di annaffiature durante i mesi caldi e siccitosi, da fornire quando il terreno è ben asciutto, evitando gli eccessi.
Le piante che in natura nascono in luoghi aridi o ventosi hanno poi sviluppato caratteristiche fisiche che impediscono o limitano l’evaporazione dell’acqua attraverso il fogliame, e quindi possono sopportare periodi di siccità, anche molto prolungati.
Le caratteristiche fisiche di cui sopra sono facilmente riscontrabili a occhio nudo: alcune sono quelle tipiche delle piante succulente, ovvero fusti spessi e carnosi, fogliame assente o ridotto a spine, lanugine; altre sono proprie di arbusti, perenni e annuali, quindi fogliame coriaceo (spesso ricoperto da una peluria o lanugine che lo rende di colore grigio-verde), sviluppo basso e radente al suolo.
La maggior parte delle piante che ha sviluppato queste caratteristiche può non necessitare di annaffiature e, nonostante la carenza di acqua, si sviluppa al meglio: ricordiamo le perenni a foglia grigia, come salvia, rosmarino, cisto, assenzio; buona parte delle succulente resistenti al freddo, come lewisia, sempervivum, portulaca, tradescantia, yucca, lychnis, asclepias. Si tratta di piante che possiamo porre a dimora nel nostro giardino senza doverle necessariamente annaffiare, anche durante l’estate più torrida e siccitosa.