Inchiesta Lega

Inchiesta Belsito, le carte del gip

Reggio C. indaga su legami con cosche

© Ansa

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Ecco alcuni passaggi del decreto di autorizzazione alla perquisizione ed ispezione locali della Procura di Reggio Calabria alla base della bufera nella Lega. Si tratta del filone dell’inchiesta che vede coinvolto l’ex tesoriere del Carroccio, Francesco Belsito, in cui emergerebbero contatti tra l’amministratore e uomini legati alle cosche della ‘ndragheta.

Il G.I.P., dotto FRANCESCO PETRONE, letti gli atti del procedimento indicato in epigrafe iscritto, tra gli altri, nei confronti di

MAFRICI Bruno, nato a Melito di Porto Salvo (RC) il 11/06/1975, residente a Milano, in via Borgogna, n. 7

INDAGATO

unitamente a GIRARDELLI Romolo, BELSITO Francesco, BONET Stefano, SCALA Paolo, TREVISAN Lisa, CAMINOTTO Leopoldo e ARCOLIN Nadia

del delitto p. e p. dagli artt. 81, secondo comma, 110, 648bis, commi 1 e 2, 61, n. 7, c.p. e 7 L. 12 luglio 1991, n. 203 perché, in concorso tra loro e con persone in corso di compiuta identificazione, agendo fuori dai casi di concorso nel delitto presupposto, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso poste in essere anche in tempi diversi, in violazione della medesima disposizione di legge,

- GIRARDELLI Romolo, detto l''ammiraglio, quale procacciatore di grandi affari a favore, tra gli altri, di BONET Stefano, BELSITO Francesco e MAFRICI Bruno;

- BELSITO Francesco, BONET Stefano e MAFRICI Bruno, quali soggetti legati al GIRARDELLI da compartecipazioni societarie, o da stabili rapporti di natura professionale in corso di compiuta ricostruzione, tra le quali:

1. EFFEBIIMMOBILIARE S.a.S. di ARVIGO Andrea, con sede in Genova, piazza Tommaseo 4/6 (Cf 01715350955) - avente per oggetto l'attività di mediazione nel settore immobiliare e commerciale, nonché l'attività di amministrazione di immobili e la consulenza nel campo immobiliare - della ! quale il GIRARDELLI è risultato socio del BELSITO attraverso il figlio GIRARDELLI Alex;

 2. POLARE Scarl, riconducibile a BONET Stefano, del CUl sportello genovese GIRARDELLI Romolo risulta essere responsabile;

 SCALA Paolo quale promotore finanziario di fiducia del gruppo BONET, abilitato ad operare su mercati esteri e specializzato nella gestione di articolate operazioni finanziarie portate a compimento in territorio cipriota

trasferivano all'estero, Cipro e Tanzania, somme di denaro di rilevante importo, sicuramente superiori alle operazioni relative ad  € 1.200.000,00 ed a € 4.500.000,00, ovvero compivano in relazione ad esse complesse operazioni bancarie di "esterovestizione" e "filtrazione" in modo da ostacolare l'identificazione della loro provenienza delittuosa;

condotta posta in essere, relativamente al solo GIRARDELLI Romolo, al fine agevolare l'attività dell'associazione di tipo mafioso ed armata (per avere la immediata disponibilità, per il conseguimento delle finalità dell'associazione, di armi e materie esplodenti anche occultate, tenute in luogo di deposito o legalmente detenute) denominata '''ndrangheta'', presente ed operante sul territorio della provincia di Reggio Calabria, sul territorio nazionale ed all'estero, costituita da molte decine di locali, articolata in tre mandamenti e con organo di vertice denominato "Provincia" ed in particolare della sua articolazione territoriale denominata "cosca DE STEFANO" originariamente operante nel locale di Archi di Reggio Calabria, visti gli accertati rapporti di frequentazione con soggetti di vertice della stessa, tra i quali MARTINO Paolo e CANALE Antonio Vittorio, come risultanti dagli atti del proc. peno n. 215/99 R.G. notizie di reato/modo 21DDA in relazione alla ipotesi delittuosa di cui all'art. 416bis C.p., contestata al GIRARDELLI in concorso con i soggetti appena indicati, per aver messo a disposizione della stessa articolazione territoriale le proprie competenze finalizzate - oltre che a fornire supporto logistico alla latitanza di Salvatore FAZZALARI, esponente di spicco della 'ndrangheta calabrese, attraverso la messa a disposizione di somme di denaro a ciò destinate - alla negoziazione, allo sconto ovvero alla monetizzazione di "strumenti finanziari atipici" di illecita provenienza.

Accertato in Reggio Calabria, Genova e Milano, a partire dal 22 ottobre 2009.

Secondo gli investigatori di Reggio Calabria Romolo Girardelli, detto "l'ammiraglio" avrebbe svolto il ruolo di intermediario fra Belsito e le cosche calabresi. Girardelli - recitano le carte del Tribunale - “è un procacciatore di grandi affari a favore di Belsito” e, già indagato dalla Dia nel 2002, risulta essere associato a “elementi di primissimo piano della cosca De Stefano”.

I rapporti tra "l'ammiraglio" Girardelli e Francesco Belsito

Belsito e Girardelli risultano legati da un rapporto di almeno dieci anni. Un "idillio" talmente stretto da indurre entrambi a mettersi in società e creare la "Effeibiimmobiliare" con sede a Genova che si occupa di mediazioni nel settore immobiliare e commerciale. Insieme avrebbero procurato commesse alle società dell'imprenditore Bonet (anche lui indagato).

Si legge negli atti

Attraverso intercettazioni  si dimostrerebbe  "in maniera inequivocabile che GlRARDELLI ROMOLO va considerato espressione di altro soggetto, poi identificato in BELSITO Francesco: attraverso il figlio GlRADELLI Alex, l"'ammiraglio" è risultato essere socio, unitamente al BELSITO, della EFFEBIIMMOBILIARE S.a.S. DI ARVIGO ANDREA, con sede in Genova, avente per oggetto l'attività di mediazione nel settore immobiliare e commerciale, nonché l'attività di amministrazione di immobili e la consulenza nel campo immobiliare".

Non solo. Girardelli è risultato anche essere responsabile dello sportello genovese di un'altra società, la Polare Scarl riconducibile all'imprenditore veneto Stefano Bonet, un altro dei personaggi su cui ruota l'inchiesta insieme all'avvocato  Bruno Mafrici ed a Paolo Scala, considerato il promotore finanziario di fiducia del gruppo Bonet, specializzato nella gestione di articolate operazioni finanziarie a Cipro, dove risiede. Sarebbero loro, secondo le indagini della Dia, i protagonisti del trasferimento dei sei milioni di euro a Cipro e in Tanzania, che potrebbe nascondere un'operazione di riciclaggio da parte di una delle cosche di 'ndrangheta. E' di Scala, infatti, il conto corrente su cui vengono trasferiti i fondi.

Per evidenziare il legame tra Romolo Girardelli e Francesco Belsito vengono allegati alcuni stralci di un'intercettazione telefonica del 10 settembre tra Girardelli e una donna. Lui racconta il proprio lavoro nell'impresa di Bonet

Nel contesto della conversazione ROMOLO dice che è stato assunto da quel gruppo di San Donà del Piave che gli hanno fatto un contratto come manager perché gli ha portato due risultati che non si aspettavano  e hanno aperto uno sportello a Genova nei suoi uffici  e lo hanno nominato reggente. Poi fa un accenno al suo socio che è il sottosegretario 

I rapporti tra Belsito e Girardelli proseguono. Ma il 23 dicembre tra loro c'è un litigio.  I due discutono sui soldi arrivati da Bonet (detto lo "shampato")  e dall'avvocato Bruno Manfrici. 

"BELSITO e ROMOLO litigano al telefono e si insultano reciprocamente con particolare riferimento alle scorrettezze sul piano del lavoro. ROMOLO gli esterna la sua rabbia per il comportamento tenuto da BELSITO in questi dieci anni di collaborazione. ROMOLO Precisa: ... come no ... ti ha regalato orologi e non me ne hai dato neanche mezzo a me .. e i soldi che ti sei pigliato dallo shampato  per i cazzi tuoi ....se vuoi te li faccio vedere i numeri ...e poi  ti  faccio  vedere ...  pure le  quote del Sol Levante. (si riferisce a uno stabilimento balneare in Liguria) 

BELSITO nega di aver preso gli orologi da Bruno e i soldi da "shampato" mentre sulle quote del Sol Levante dice che è roba sua.
"adesso te la faccio vedere io"
, minaccia Belsito
ac
cusato di non voler spartire "il malloppo".

I "soci" di Belsito: "è un bastardo", "si abbuffa"

In un'altra intercettazione Girardelli, al telefono si scaglia contro Belsito e dice che "adesso farà fare tabula rasa ....senza pietà....userà tutti i suoi mezzi e le sue conoscenze". Girardelli e questa persona sono d'accordo nel dire che Belsito "è un bastardo". 

"Si è abbuffato......perché si vede che ha il fiato corto!!" . Belsito viene descritto come un "uomo ingordo" "che raschia tutto a più non posso" e che, aggiunge Girardelli, deve essere distrutto:  "Bisognerà distruggerlo in tutti i modi e poi andare all'attacco".  

Dopo un mese Bonet contatta Girardelli. Parlano di Belsito e Girardelli faceva notare a Bonet che Belsito "aveva subito dei duri attacchi all'interno del movimento, tanto da rischiare una possibile rimozione dall'incarico e un successivo commissariamento della gestione amministrativa del partito"

L'imprenditore alla segretaria: "Paga, è un'operazione politica"

""E' un problema politico lì dietro, cazzo. Evidenzia che lì è un'operazione politica e bisogna pagare e fine della questione".

Ad esprimersi in questi termini è l'imprenditore Bonet, parlando, intercettato, con la sua segretaria Lisa Trevisan. Bonet fa riferimento ad una parcella da 40mila euro che deve pagare all'avvocato Mafrici per dei ricorsi che avrebbe dovuto predisporre per conto dell'imprenditore riguardanti una commessa della società Siram.

Bonet  "paga malgrado non sia soddisfatto del comportamento professionale dell'avvocato". E parlando con la sua segretaria si altera quando questa gli dice che la parcella non era stata pagata perché non sapevano se erano congrui gli importi indicati:

"è un'operazione politica e bisogna pagare... fine della questione".

 I soldi in un cappello

Dall'inchiesta sono emersi anche passaggi di denaro nascosto in un cappello. L'ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito ha ricevuto una somma di denaro da parte dell'imprenditore Stefano Bonet : 'In effetti - è scritto nel provvedimento - il 29 dicembre 2011, il Caminotto (uomo di fiducia di Bonet), si incontrava con Belsito ed in quella occasione effettuava la consegna del denaro celandolo all'interno di un cappello di Bonet e di una borsa utilizzata per contenere delle bottiglie di vino. All'incontro era presente anche Paolo Scala il quale, a detta del Caminotto, era particolarmente teso per le modalita' con le quali era avvenuto lo scambio. Aggiungeva Caminotto che Scala si intratteneva con Belsito per un 'bel po' di tempo'".