politica

"Rischio persecuzione politica"

Verdetto Imi/Sir, commento del premier

"Farò fino in fondo il mio dovere di premier per rispettare il mandato che mi hanno dato gli elettori". Silvio Berlusconi da Arcore commenta così la decisione della Corte di Cassazione sui processi Imi/Sir-Lodo e Sme (che resteranno a Milano). Il premier ha parlato di rischio-persecuzione politica e ha detto che si difenderà fino in fondo: "Il governo -ha detto- è del popolo e non di chi vince i concorsi. Sono in gioco i principi della Costituzione".

"In una democrazia liberale nessuno è al di sopra della legge e dunque le sentenze si rispettano come si rispetta la presunzione di innocenza degli imputati. In una democrazia liberale i giudici applicano la legge, ma soprattutto non fanno politica e non fanno resistenza, resistenza, resistenza contro chi è stato eletto dal popolo".

"In una democrazia liberale - ha ripetuto - la magistratura non si giudica da sé e non si autoassolve in ogni sede disciplinare, penale e civile così come avviene oggi in Italia. Chi governa deve essere giudicato solo dai suoi pari, cioè da chi lo ha eletto. Il principio di immunità e garanzia lo salvano e lo mettono al sicuro da ogni persecuzione giudiziaria. Questo avviene in tutti i Paesi democratici, ma non in Italia."

"In Italia - ha detto ancora il premier - le correnti politicizzate della magistratura, giusto 10 anni fa, imposero a un Parlamento intimidito e condizionato, un cambiamento della Costituzione del 1948 che ha messo nelle loro mani il potere di decidere al posto degli elettori. Non possono decidere loro al posto degli elettori. Si tratta della stessa ingerenza esercitata nel 1994, quando si mise sotto accusa il presidente del Consiglio durante il G8". Per Berlusconi la situazione "va corretta per il bene del Paese".

Il premier ha ribadito che il governo è "del popolo e di chi lo rappresenta, non di chi, avendo vinto un concorso e indossato una toga, ha soltanto il compito di applicare la legge. In una democrazia liberale gli imputati fanno il loro dovere, esercitando il diritto alla difesa e contrastano la pretesa della pubblica accusa di aver provato la loro colpevolezza. E' ciò che ho fatto fino ad ora, con successo, di fronte ad una inaudita catena di inchieste giudiziarie segnate dal più ostile e prevenuto accanimento".

Il presidente del Consiglio ha quindi elencato le azioni della Magistratura nei suoi confronti, parlando di 87 processi aperti, 1561 udienze processuali, 470 visite ed ispezioni di Guardia di Finanza e Forze dell'Ordine, più di un milione di pagine acquisite dagli inquirenti, 270 conti correnti controllati in 50 banche diverse.

"Di fronte a questa incredibile persecuzione giudiziaria - ha affermato - io continuerò a difendermi come ho fatto sinora nella certezza, limpida, orgogliosa e serena, di non aver commesso reati contro la legge e contro la morale pubblica".

"C'è tuttavia qualcosa - ha sottolineato Berlusconi nella dichiarazione ad Arcore - che non appartiene all'imputato Berlusconi e nemmeno al presidente del Consiglio Berlusconi: questo qualcosa è il mandato degli elettori a governare nell' interesse della sicurezza e della liberta' degli italiani".

"Per queste ragioni - ha aggiunto - farò fino in fondo (fino in fondo, ha ripetuto ancora) il mio dovere di presidente del Consiglio, senza tradire mai il mandato dei miei elettori". "Oggi - ha detto il premier - sono in gioco i principi della Costituzione e della divisione dei poteri, è in gioco il funzionamento delle istituzioni che hanno garantito al Paese una sana alternanza di forze diverse alla guida dello Stato, è in gioco la collocazione ferma del nostro Paese nella coalizione mondiale per le libertà e contro il terrorismo, è in gioco una giustizia davvero uguale per tutti e davvero amministrata in nome del popolo italiano e non in nome e per conto di una parte politica".