La Ducati Multistrada 1200 S Pikes Peak si presenta bene da subito, ricoperta di carbonio sulle prese d’aria anteriori, sulle cartelle motore, i parafanghi anteriore e posteriore, con una coppia di ammortizzatori Ohlins da 47 mm in bella vista, le pinze radiali Brembo e il monoammortizzatore Ohlins posteriore. Il telaio a traliccio è il classico Ducati color rosso brillante.
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Il forcellone monobraccio in alluminio sembra un’opera d’arte tanto è bello, persino il telaietto anteriore, in magnesio, è bello da vedere! Insomma l’aria da enduro/stradale di alta levatura, con un occhio strizzato alle corse è chiara dal primo incontro. Saliamo e subito notiamo i fianchi stretti del serbatoio, la posizione eretta del busto e il contenimento del peso, che i ragazzi di Borgo Panigale hanno fermato a 189 kg (192 per la versione S che stiamo provando), permettendoci di spostare la moto con facilità nonostante il volume e l’altezza della sella. Ma eccoci a quel momento sacro per ogni motociclista che si appresti a domare una moto per la prima volta: l’accensione. Niente chiavi, quella elettronica rimane ben riposta nella tasca della giacca, basta agire sull’interruttore dell’impianto elettrico per dare il via ad una sinfonia in bicilindrico, con i toni bassi tipici del pompone ben eseguiti dallo scarico Ducati Performance di cui questa versione è dotata, con quel rumore inconfondibile che ti chiede di afferrare la manopola del gas e darci dentro.
Il motore
A proposito del propulsore, la Multistrada 1200 è equipaggiata dal bicilindrico a L di 90° e 1.198 cc campione del mondo Superbike, riveduto e corretto dai ragazzi di Borgo Panigale per limarlo un po’ in basso (la versione corsaiola è poco gestibile ai bassi) e dargli un’erogazione un po’ più progressiva e meno aggressiva. Il risultato degli interventi è una potenza massima di 150 CV raggiunta a 9.250 giri/minuto, mentre la coppia massima è di 12,1 kgm a 7.500 giri, non male per una che dovrebbe essere una maxi enduro. Se poi aggiungete il peso ridotto, ne viene fuori veramente una superbike dal manubrio alto.
Una moto, 4 anime
In Ducati si sono realmente superati realizzando una moto che in realtà ne nasconde al suo interno altre tre, per un totale di 4 moto in un unico esemplare. Hanno giocato con l’elettronica, che comanda la potenza del motore, la regolazione del mono, delle sospensioni e il controllo di trazione. E così sono nati 4 riding mode: Urban per la città e il giretto fuoriporta, Touring per il viaggio lungo e per divertirsi nei percorsi misti, Sport per assaporare la totalità dello spirito sportivo della Multistrada 1200 ed Enduro che ci permette di affrontare quel po’ di fuoristrada che tanto ci piace (i puristi del fuoristrada non ce ne vogliano, sappiamo che questa Ducati non nasce per le dune del deserto o le pietraie, ma ci permetterà con semplicità di affrontare le strade bianche della Toscana o della Liguria).
Ma vediamole nello specifico: Riding Mode Sport
Pensato per chi non ha mezze misure, la modalità Sport agisce sulla manopola del gas (Ride by Wire, ndr) rendendola prontissima, sulla potenza del motore che viene concentrata dopo i 6.000 giri, ma già dai 2.500-3.000 si gode di un bel tiro. Dicevamo i 6.000 giri, beh dopo la fatidica soglia la Multistrada 1200 diventa una belva, tira costantemente fino a superare i 250 km/h di velocità massima, che si raggiunge in quinta marcia, la sesta in effetti è di tipo overdrive per ridurre i consumi. Le sospensioni e il mono si adattano alla guida sportiva dando precisione negli spostamenti di carico e la sensazione è quella della massima fiducia, garantita anche dagli pneumatici da 190 realizzati su misura per la Multi da Pirelli (Pirelli Scorpion Trail 190/55-17) in doppia mescola, dura al centro per massimizzare la percorrenza e più morbida ai lati per garantire gli angoli di piega più elevati. Questa mappatura ci ha fatto veramente divertire, lasciandoci a tratti senza fiato per il tiro che ha, attaccati al manubrio e schiacciati contro la sella.
Per questo motivo, per rilassarci un attimo, siamo passati al Riding Mode Touring. Selezionata questa mappatura, la Multistrada 1200 cambia pelle, ma non troppo. I cavalli restano 150 ma l’erogazione è più dolce, la risposta del gas sembra meno pronta o comunque più morbida, la ciclistica più adatta ad un utilizzo da viaggio. È il riding mode che ci è piaciuto forse più degli altri, perché non mette alla prova il fisico come la modalità Sport, ma neanche nega il divertimento e DTC e potenza dosata ai medi donano un feeling ottimale con il mezzo.
Riding Mode Urban
Per chi come noi usa la moto per andare in ufficio, è il riding mode che utilizzerete di più: la potenza è tagliata a 100 CV, il DTC controlla tutto e le sospensioni sono adatte per l’utilizzo cittadino, assorbendo le asperità e permettendo di muoversi in tutta semplicità nel traffico. Proprio qui la Multistrada 1200 ci ha impressionato: i fianchi stretti, l’angolo di sterzo elevato, il peso contenuto ci hanno fatto spostare tra le circonvallazioni milanesi con la maneggevolezza di uno scooter. La moto tra l’altro non è assetata di carburante, permette delle ottime percorrenze in tutti i riding mode e se in Sport le medie sono in linea con la potenza erogata, in modalità Touring a 90 km/h si raggiungono facilmente i 25 km/litro, scendendo a circa 20 km/litro ai 100 orari. Nelle curve cittadine, si sa, il gioco apri chiudi penalizza i consumi, ma il taglio della potenza a 100 CV bilancia bene.
Riding Mode Enduro
Abbiamo provato questa modalità sugli sterrati delle campagne lombarde, niente di trascendentale come fuoristrada, ma pensiamo che chi acquisti una Multistrada non lo faccia per andarci nel fango fino ai gomiti o per farci la Dakar, sappiate comunque che la bicilindrica di Borgo Panigale permette anche di divertirsi nella polvere. In questa configurazione il controllo di trazione è completamente assente e la potenza limitata ai 100 CV come per la modalità Urban, il mono è pre-caricato al massimo mentre le sospensioni risultano molto morbide per assorbire al meglio gli urti del fondo accidentato.
Elettronica al tuo servizio
La dotazione elettronica della nuova Multistrada 1200 non si esaurisce nei 4 riding mode. Ognuno può infatti crearsi la propria mappatura personalizzata agendo sui parametri che regolano l’intervento del DTC (8 livelli), dell’ABS (che può essere escluso) e del DES (Ducati Electronic Suspension), intervenendo sul mono e sulle sospensioni, tutto questo potendo salvare la propria configurazione personalizzata. Concludendo, non possiamo dimenticare che la Multistrada 1200 si presenta con un comodo vano per gli oggetti più piccoli nel fianchetto destro, sotto la manopola del gas, ha due prese accendisigari per gli appassionati di elettronica o semplicemente per chi vuole ricaricare il cellulare, il vano sotto la sella del passeggero permette di riporvi la tuta antipioggia e i documenti, non di più. E il cruscotto? Un vero e proprio schermo panoramico LCD con tutte le informazioni chiare, leggibili e a portata di vista, dai giri motore alla temperatura esterna, dal consumo istantaneo alla distanza percorribile con il carburante, dalla mappatura utilizzata all’orologio, non manca nulla!
Prezzi
Con tutta questa dotazione, direte voi, chissà quanto costa? I prezzi sono concorrenziali con le rivali dirette, si parte da 14.900 € per la versione base e 18.900 € per la versione S, cui si possono aggiungere il pacchetto Sport o il pacchetto Touring a seconda del vostro spirito motociclistico. La versione Pikes Peak che celebra la vittoria Ducati alla Pikes Peak International Hill Climb Race e che abbiamo testato in questa prova su strada è in vendita a partire da 22.290 euro.