La Cassazione ha deciso che i processi di Imi Sir e Sme-Lodo Mondadori, che vedono imputati Silvio Berlusconi e Cesare Previti, rimarranno a Milano. Lo hanno stabilito dopo 5 ore di camera di consiglio i nove magistrati delle sezioni unite penali che hanno rigettato le richieste di rimessione e condannato i richiedenti alle spese del procedimento. Secondo la difesa, il Tribunale di Milano non garantiva la necessaria imparzialità.
I comportamenti eventualmente sbagliati dei pubblici ministeri possono costituire presupposto per lo spostamento dei processi da una sede all'altra solo se "in concreto abbiano pregiudicato la libera determinazione delle persone che partecipano al processo, ovvero abbiano dato origine a motivi di legittimo sospetto (condizione che, nel caso in esame, la Corte non ha ravvisato)". E' il principio stabilito dalla Cassazione che ha rigettato così le richieste di Berlusconi e Previti.
"Non avevo dubbi - ha commentato l'ex procuratore di Milano, Gerardo D'Ambrosio - sotto il profilo tecnico-giuridico è una decisione ineccepibile". "Non intendo commentare la decisione", si è invece limitato a dire l'ex procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli.
Dopo la decisione della Cassazione, imputati, giudici e difensori si ritroveranno giovedì 30 nelle aule del Tribunale di Milano. Il presidente della quarta sezione penale aveva sospeso il processo Imi-Sir il 25 novembre, rinviandolo al 30 gennaio, proprio in considerazione dell'attesa decisione della Cassazione.