Ha un'agenzia di viaggi

Italiani rapiti India, chi è Paolo Bosusco

Da 15 anni conosce le comunità tribali dell'Orissa. Nel 2001 ha aperto un'agenzia di viaggi, la Orissa Adventurous Trekking

© Facebook

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La passione di Paolo Bosusco, uno dei due italiani rapiti dai ribelli maoisti, per il trekking e per le comunità tribali dell'Orissa risale a circa 15 anni fa. Con una guida indiana ha esplorato molte delle impenetrabili foreste dove ci sono anche le basi della guerriglia maoista. Mettendo a frutto queste conoscenze, nel 2001 ha aperto un'agenzia di viaggi, la Orissa Adventurous Trekking, con il socio Bijay Kumar Dash.

Gli uffici sono a Puri, città famosa per i templi induisti. Come si legge sul sito internet, l'agenzia "si occupa prevalentemente di organizzare trekking e spedizioni nelle zone più intatte dell'Orissa dal punto di vista ambientale e etnografico". Si precisa che a parte il trasferimento a Puri, "tutti gli itinerari sono svolti sempre a piedi" usando "gli stessi sentieri usati dalle popolazioni tribali".

In particolare, si promette di instaurare "dei rapporti genuini e onesti con le popolazioni che vivono ancora una vita secondo le loro antiche usanze e tradizioni". Oltre ai trekking si organizzano anche discese in canoa e osservazione degli animali. Per quanto riguarda il programma è "su misura" a seconda delle esigenze dei clienti. Sul sito sono pubblicate decine di foto in cui si vede Bosusco con le comunità tribali.

Di recente in India è scoppiata un'accesa polemica sui cosiddetti "safari umani", dopo un video in cui si vedevano turisti indiani chiedere a una tribù delle isole Andamane di ballare davanti alle telecamere. A questo proposito, lo scorso febbraio il governo dell'Orissa ha introdotto regole più severe per i turisti stranieri e ricercatori che vogliono recarsi nei territori di alcune comunità tribali "protette", tra cui i Dongria Kondh, famosi per la loro resistenza al colosso minerario Vedanta.