Consigli per il riscaldamento

Quale combustibile?

© Getty

© Getty

L’offerta di impianti di riscaldamento si fa sempre più ampia, più differenziata e paradossalmente meno trasparente per i consumatori. La questione centrale per l’acquirente è trovare soluzioni di riscaldamento efficaci e a costi contenuti, laddove la convenienza economica è diventata un fattore chiave a causa del continuo aumento dei prezzi dei combustibili fossili come il petrolio e il metano.

Per avere una panoramica dei tipi di impianti disponibili sul mercato e dei loro costi si può utilizzare il “termometro dei costi del calore”, un utile strumento di orientamento per i consumatori.

Si tratta di un grafico comparativo che illustra i costi connessi ai diversi sistemi di riscaldamento per uso domestico. Il raffronto si basa su un edificio che necessita di una caldaia da 15 kilowatt e ha un fabbisogno calorifico annuo di 15mila kilowattora, dunque un edificio appartenente alla categoria “C” della classificazione “Casa clima”. I dati tengono conto non solo del prezzo di acquisto della caldaia, bensì anche dei costi per il combustibile e la manutenzione dell’impianto.

Questo è un elemento importante perché, come si nota dalla tabella, gli impianti di minor prezzo si rivelano poco convenienti quando si passa a considerarne anche i costi di esercizio.

All’ultimo posto di questa classifica vi sono gli impianti a gas liquido, seguiti da quelli a gasolio. Tra il sistema più caro (a gas liquido) e quello più conveniente (caldaia a legna spezzata) esiste una differenza di costi pari al 59%. Va tuttavia precisato che le caldaie, come quelle a legna spezzata, richiedono un maggiore lavoro dovuto alla ricarica manuale del combustibile.

Gli impianti a gasolio e a pellet offrono un comfort pressoché identico, tuttavia i costi degli impianti a pellet sono inferiori del 43%