"Corsia preferenziale"

Salva banche, se salta l'emendamento alle Liberalizzazioni è pronto il ddl bipartisan

La legge che "salverebbe" le commissioni per gli istituti di credito verrebbe approvata assieme al decreto del governo

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Se l'emendamento con la norma salva-banche verrà dichiarato inammissibile nel decreto Semplificazioni, sarà trasformato in un mini-disegno di legge, che tutti i gruppi parlamentari che sostengono il governo sono pronti a sottoscrivere. Avrebbe la corsia preferenziale al Senato e alla Camera, venendo approvato assieme al dl Liberalizzazioni.

E' ancora al vaglio al vaglio di ammissibilità della Camera il più volte annunciato emendamento sulle commissioni bancarie che dovrebbe modificare l'articolo 27-bis del decreto legge sulle liberalizzazioni. Lo rende noto Stefano Saglia (Pdl), relatore insieme con il deputato del Pd Oriano Giovanelli del decreto sulle semplificazioni burocratiche, il veicolo legislativo su cui si sta valutando di inserire la proposta di modifica, e una fonte parlamentare aggiunge che, se dovesse saltare questa ipotesi, l'emendamento apparirebbe come articolo unico di un ddl sostenuto dai partiti della maggioranza Monti.

Il dl vuole bloccare le commissioni
Il decreto legge sulle liberalizzazioni rende "nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido".

Si lavora per limitare la "stretta"
L'emendamento dovrebbe limitare la stretta alle sole banche che non si adegueranno ai requisiti di trasparenza del Cicr, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio. Sussistono tuttavia forti dubbi sulla sua ammissibilità dal momento che le commissioni bancarie sono una materia estranea al decreto legge sulle semplificazioni e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha nuovamente invitato la scorsa settimana i presidenti delle Camere a rispettare tale dettato per non obbligare il Quirinale a non emanare i decreti.

Nell'ipotesi dunque che l'emendamento non sia valutato ammissibile, l'ipotesi scelta è quella di un ddl sostenuto da Pdl, Terzo Polo e Pd al quale verrebbe concesso una corsia di preferenza nei dibattiti parlamentari per un'approvazione celere.