C'è chi sogna il nasino alla francese, ma c'è anche chi desidera più semplicemente cancellare una gobba, riempire un vuoto o raddrizzare una linea per rendere il viso più simmetrico e armonioso. Ora il ritocco al naso si può fare anche senza ricorrere al bisturi, ma con una semplice iniezione di una sostanza riempitiva, in grado di modellarne la forma. Questa alternativa alla rinoplastica è sempre più diffusa anche in Italia, ma gli specialisti mettono in guardia: non si tratta sempre di una tecnica "dolce" e senza rischi.
Particolare cautela serve con i filler permanenti, Se si tratta di sostanze che, come dice il loro nome, "resistono" nel tempo, il corpo può non riuscire a "digerirli". In questo caso, spiegano i medici, il fisico avverte come estranea la sostanza iniettata e la combatte, innescando una reazione che può causare gonfiori e infezioni, e persino ulcere e cicatrici. L'allarme viene dagli esperti riuniti per l'incontro internazionale "Bergamo Open Rhinoplasty Course", che insieme lanciano un appello: "Mettere al bando i filler permanenti, istituire un serio sistema di controllo su tutte le sostanze che vengono iniettate a scopo estetico, e informare correttamente la popolazione dei rischi che si corrono quando si opta per queste procedure".
Gli specialisti spiegano che l'iniezione dei cosiddetti rinofiller può avvenire in tre punti: alla radice del naso, per far scomparire una gobba; alla punta, in caso di naso all'insù, oppure sul dorso per il cosiddetto "naso a sella", che presenta schiacciamenti o vuoti da riempire, magari lasciati da un precedente intervento di rinoplastica chirurgica riuscito male. A volte, poi, per migliorare il risultato si inietta anche botulino alla base del naso, così da paralizzare temporaneamente il piccolo muscolo che fa abbassare la punta.
Gli specialisti spiegano che "i prodotti riassorbibili, come l'acido jaluronico, sono fondamentalmente innocui e danno un buon risultato, seppur di durata limitata. Diverso è il discorso per i filler semi-permanenti e permanenti". Il rischio, avvertono i medici, è quello di danni estetici e psicologici grazi, capaci di danneggiare in modo permanente l'estetica del viso, rendendo spesso difficile un nuovo intervento chirurgico. Nel caso dei filler riassorbili l'effetto scompare di solito entro un anno, mentre con quelli permanenti il ritocco al naso è definitivo, ma con maggiori rischi per la salute del paziente. "In entrambi i casi i rinofiller correggono esclusivamente un problema estetico e mai uno funzionale, per il quale l'intervento chirurgico rappresenta l'unica soluzione - puntualizza Enrico Robotti, primario del Reparto di chirurgia plastica degli ospedali Riuniti di Bergamo e presidente eletto della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicpre), - Entrambi possono generare reazioni avverse, ma quelle derivate dai filler permanenti sono molto più pericolose".
Il problema è che "le sostanze utilizzate, come il silicone liquido e i metacrilati, a volte di provenienza dubbia o nate per indicazioni differenti - evidenzia l'esperto - possono dare luogo a granulomi da corpo estraneo che si manifestano con rigonfiamenti anomali delle zone trattate, nodosità e ulcerazioni, fenomeni che possono durare mesi o anni, deturpando in modo significativo il viso. L'unica soluzione in questi casi è la pulizia chirurgica per rimuovere ogni traccia del corpo estraneo, con inevitabili cicatrici. E a volte anche la chirurgia secondaria è impossibile".
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