PAESE IN RIVOLTA

Corani bruciati, talebani uccidono 2 americaniLa Nato ritira i soldati dai ministeri a Kabul

Situazione sempre più allarmante in Afghanistan al quinto giorno di proteste. In fiamme un edificio dell'Onu. Obama: apprezzo appello Karzai al dialogo

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Migliaia di afghani sono scesi di nuovo in piazza, per il quinto giorno consecutivo, per protestare contro il rogo di alcune copie del Corano nella base militare Usa di Bagram. Massima allerta in quattro province: quelle di Logar (est), Sari Pul (centro), Nangarhar (est) e in quella di Laghman (nord-ovest). Due americani sono stati uccisi all'interno del ministero dell'Interno a Kabul da colpi d'arma da fuoco.

Un'ala di un ufficio delle Nazioni Unite a Kunduz, nel nord dell'Afghanistan, è stata data alle fiamme. Lo riferisce la Bbc.

Uccisi due americani, i talebani rivendicano l'azione
Due consiglieri americani sono morti dopo che alcuni spari sono stati esplosi all'interno del ministero dell'Interno. Lo ha riferito una tv locale. L'episodio è avvenuto nel centro di comando e controllo del ministero. Secondo alcune fonti, gli spari sarebbero stati preceduti da "uno scontro verbale". I talebani hanno rivendicato con un comunicato l'uccisione dei due consiglieri militari americani a Kabul.

Pentagono: "Omicidi inaccettabili"

L'uccisione dei due consiglieri militari Usa a Kabul è "inaccettabile". Lo ha affermato il Pentagono aggiungendo che il segretario alla difesa Usa, Leon Panetta, ha parlato con il suo collega afghano e lo ha esortato ad adottare misure di protezione.

Obama: "Usa restano impegnati con il governo afgano"
Il presidente americano Barack Obama ha espresso apprezzamento per l'appello lanciato dal presidente afgano Hamid Karzai "per il dialogo e la calma" e ha ribadito che "gli Stati Uniti rimangono impegnati ad una partnership con il governo e il popolo dell'Afghanistan".

La Nato ritira i soldati nei ministeri
Il generale John Allen, comandante della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf), ha deciso di adottare "immediate misure" per richiamare tutto il personale della Forza che lavora in ministeri dentro e intorno a Kabul. La decisione, spiega il generale, è stata assunta "per ovvie ragioni di sicurezza".

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