Un terzo dei maschi ammette di poter tranquillamente sposare una donna che non ama. Poi ci si domanda perché tanti matrimoni vanno a rotoli. Certo, se la tendenza è quella di sposare una persona che non si ama… potrebbe commentare qualcuno di fronte a una notizia del genere.
Già. Ma l’amore è davvero tutto? A quanto pare no. Per qualcuno infatti conta più la propria “zona di comfort”. Per quanto assurdo possa sembrare è realtà. Per lo meno, è l'identikit che emerge da un sondaggio promosso dal noto sito internazionale d’incontri match.com, dedicato proprio a capire che cosa spinge le persone a sposarsi, le differenze a seconda del sesso, delle convinzioni personali e politiche e così via.
La sorpresa tuttavia, come accennato, è emersa quando si è trattato di rispondere alla domanda sul matrimonio e su quali motivazioni spingono a scambiarsi il fatidico anello nuziale. Qui, il 31% degli uomini ha ammesso che sposerebbe una lei che abbia “tutte le carte in regola”, ma di cui potrebbe anche non esserne innamorato. Queste “carte in regola” sono ad esempio l’aspetto fisico, alcune caratteristiche caratteriali, il fuoco passionale, il senso di sicurezza che infonde e così via.
In tutto, gli intervistati sono stati 5.000 – un campione abbastanza rappresentativo del pensiero dei single che frequentano questo genere di servizi online. Le risposte pervenute alla redazione, sia da donne che uomini, hanno mostrato una maggiore propensione da parte dei maschi di pronunciare il “Sì” con più leggerezza rispetto alle donne (il 23%), sfatando così – almeno in parte – il mito che sia lei a tendere con più facilità alle nozze, e lui fuggirle come la peste.
Se dunque un terzo degli uomini ha dichiarato che sposerebbe una donna senza esserne innamorato, che dire di quel 21% che ha addirittura confessato di essere propenso a impegnarsi anche con qualcuna da cui non è sessualmente attratto? Dai dati raccolti, la fotografia che ne esce è che l’uomo è senz’altro più disposto a impegnarsi e sposare una donna che sa non essere quella “ideale” al 100 percento. Questa tendenza ad agire d’impulso si è tuttavia mostrata più forte tra i ventenni che non i trentenni – dove si abbassava significativamente - per risalire poi tra i quarantenni.
Non ci si sposa più per amore, quindi? I tempi cambiano e forse, causa anche il periodo di recessione, prende il sopravvento il senso di sicurezza, sostegno sociale e psicologico che il matrimonio in apparenza può offrire. Da qui il sentire di voler colmare un vuoto interiore legandosi a qualcuno che può anche non essere l’anima gemella ma che, sulla carta, può forse offrire il conforto di cui si ha bisogno.
L’uomo pertanto non rispecchia più l’icona stereotipo del maschio senza paure, solido come una roccia di fronte alle sferzate della vita, ma si dimostra soggetto anche lui a incertezze, insicurezze e al bisogno di “avere qualcuno accanto” su cui contare, anche se non è la donna dei suoi sogni. Il comfort, il sentirsi a proprio agio, diventa perciò più importante dell’amore. Il problema tuttavia è che nella maggioranza dei casi è proprio l’amore a fare la differenza quando sorgono problemi e, se questo non c’è, difficilmente se ne esce. E così la tanto agognata tranquillità e sicurezza spesso vanno a farsi benedire. Allora basta mettersi d’accordo prima e fondare, per così dire, un’Associazione con fini sociali piuttosto che un’unione matrimoniale.
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