Terzo giorno di rivolta

Afghanistan,rogo Corano:uccisi due soldati UsaAlmeno 10 le vittime, Obama si scusa

La profanazione di alcune copie del libro sacro dell'Islam è avvenuta in una base americana. Un migliaio di persone in piazza vicino a Kabul. La polizia spara in aria. Almeno 10 le vittime

© Ap/Lapresse

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Terzo giorno di proteste in Afghanistan dopo la notizia della profanazione di alcune copie del Corano in una base americana. In diverse zone del Paese migliaia di persone sono scese in strada per manifestare contro le forze della coalizione. Almeno 10 persone sono rimaste uccise nei disordini tra ieri e oggi. Molti i feriti. Tra le vittime anche due soldati americani. Barack Obama ha presentato le sue scuse al collega afghano Hamid Karzai.

La polizia afghana ha sparato in aria per disperdere centinaia di manifestanti che stavano cercando di entrare nella base militare Usa di Mehter Lam, nell'orientale provincia di Laghman. Gli afghani, che protestano contro la distruzione di alcune copie di Corano e di altri testi religiosi nella base militare della Nato a Bagram, hanno lanciato pietre contro il complesso. Almeno 2mila persone si sono radunate nella città, che conta 100mila abitanti, e alcune centinaia si sono avvicinate alla base Usa.

Oltre a sparare in aria poliziotti hanno usato cannoni ad acqua e manganelli per allontanare i manifestanti. Il vicecapo della polizia di Mehter Lam, Daoud Barakzai, ha fatto sapere che due persone sono rimaste ferite da armi da fuoco e che la maggior parte dei dimostranti erano adolescenti. "In maniera molto professionale li abbiamo fermati, ponendo fine alla protesta", ha detto Barakzia. "Tutti gli spari - ha precisato - erano diretti in aria".

I manifestanti avevano cercato di rimuovere il filo spinato sopra la recinzione della base, ma non sono riusciti a scavalcare il muro. All'interno del complesso ha sede anche un team provinciale di ricostruzione, un gruppo di militari e civili stranieri che lavorano per migliorare i servizi e le infrastrutture nella zona. Il team della provincia di Laghman è composto da soldati Usa, nonché da personale del dipartimento di Stato e dell'Usaid, agenzia di Washington per lo sviluppo internazionale.

"Centinaia di persone della provincia di Lagham si sono radunate perché gli americani hanno bruciato il libro sacro", ha detto Mohammad Issa, uno dei manifestanti. "Tutti - ha aggiunto - sono carichi di emozioni, il rogo di Corano ci ha spezzato il cuore e stiamo attaccando quelli del team di ricostruzione perché sono americani".

Gli Stati Uniti si sono scusati per la distruzione delle copie di Corano, rimosse da un centro di detenzione presso la base di Bagram perché contenevano messaggi estremisti, dicendo che si è trattato di un errore. L'incidente ha scatenato la rabbia di molti afghani contro gli stranieri presenti nel Paese, accusati di non rispettare la legge e di insultare le tradizioni locali.

Karzai: "Ufficiale ha agito per ignoranza"
Il presidente americano Barack Obama ha presentato le sue scuse al collega afghano Hamid Karzai. E' un "ufficiale americano", che ha agito "per ignoranza", il responsabile del rogo di alcune copie del Corano che ha poi innescato scontri in cui sono anche morti due militari dell'Isaf. Lo ha detto il presidente afghano Hamid Karzai.

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