Il 1° febbraio 1896, Arturo Toscanini dirigeva, al Teatro Regio di Torino, la prima rappresentazione della Bohème di Puccini, la stessa che, ancora oggi dopo più di centanni, continua ad attrarre il pubblico nei teatri di tutto il mondo. Il persistente successo dell'opera è da attribuire sicuramente al fascino indefinibile delle melodie ma anche al tema dei bohémiens che affrontano fame e freddo con il sorriso sulle labbra. Una rappresentazione metaforica della giovinezza, quindi, in cui l'allegria spensierata non è ancora stata spenta dalle asprezze della vita. E' il tema universale dello scontro tra le illusioni, i sogni, le speranze di gioventù e la dura realtà dellesistenza, nel quale chiunque può facilmente rispecchiarsi.
Non bisogna dimenticare, tra i fattori di successo dell'opera, anche l'attenta mescolanza tra le scene di vita spensierata e la tragedia. Da questo si evince infatti la perfetta maestria di Puccini (supportata da un libretto magistrale), nellalternare episodi leggeri a momenti tragici. Inoltre lo stile aulico (quasi sempre impiegato con distacco ironico) è mescolato a un lessico comune e familiare, e la versificazione mostra estrema flessibilità e morbidezza. Ne risulta così unopera lontana sia dal grande dramma romantico sia dalla tradizionale opera comica; leffusione sentimentale e lelemento tragico vengono bilanciati da episodi più leggeri, che tengono lontani sia il sentimentalismo sdolcinato sia il pathos estremo.
Puccini trasse la materia prima per lopera dalle Scènes de la vie de bohème, romanzo incentrato sulla vita di alcuni giovani artisti nella Parigi del 1840, che Henri Murger aveva pubblicato a puntate su Le Corsaire tra il 1845 e il 1848, ricavandone anche, con la collaborazione di Théodore Barrière, una pièce teatrale di grande successo.
Puccini aveva incaricato Luigi Illica e Giuseppe Giacosa di realizzare, sotto la sua stretta sorveglianza, un libretto dopera; ma non era stato il solo ad avere quellidea. Prima di lui anche Leoncavallo si era messo al lavoro per ricavare unopera dallo stesso soggetto (tanto che a un certo punto divenne inevitabile la polemica tra i due compositori e tra le rispettive case editrici, Ricordi e Sonzogno). Fu comunque Puccini a terminare per primo il lavoro e a farlo rappresentare, condannando in breve tempo alloblio la Bohème concorrente.