"Cesare deve morire"

Cinema, l'Orso d'Oro ai fratelli Taviani

Un film italiano torna a vincere dopo 21 anni.

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L'Orso d'oro di questa 62esima edizione del Festival di Berlino è andata ai fratelli Taviani per "Cesare deve morire". Erano 21 anni che l'Italia non vinceva. "Questo premio ci dà gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia che hanno dato se stessi per realizzare questo film", ha affermato Paolo Taviani, commentando a caldo il riconoscimento ricevuto alla Berlinale.

Il film ambientato a Rebibbia
Ambientato nella prigione romana di Rebibbia, il film narra la storia di un gruppo di reclusi che si prepara a interpretare sul palcoscenico la tragedia di Shakespeare "Julius Caesar". Prima tappa: i provini. Seconda tappa l'incontro col testo. Il linguaggio universale di Shakespeare aiuta i detenuti-attori a immedesimarsi nei personaggi. Il percorso è lungo: ansie, speranze, gioco. Lo stupore e l'orgoglio per l'opera non sempre li liberano dall'esasperazione carceraria tanto che i detenuti arrivano a scontrarsi l'uno con l'altro, mettendo in pericolo lo spettacolo.

Paolo Taviani: "Gioia per i detenuti
"Questo premio ci dà gioia soprattutto per chi ha lavorato con noi. Sono i detenuti di Rebibbia guidati dal regista Fabio Cavalli che li ha portati al teatro. Questi detenuti-attori hanno dato se stessi per realizzare questo film". E' il commento da Berlino di Paolo Taviani. "E poi ci fa piacere vincere un premio in un festival come questo che non ha un indirizzo generico - ha continuato Paolo Taviani - ma che al contrario ha un carattere molto specifico: cerca forze nuove e cerca forze che si appassionano a tematiche sociali. In questo momento io penso ai nostri amici, i nostri attori e nostri complici nelle celle di Rebibbia". Paolo ha reso omaggio agli attori: "Voglio fare alcuni dei loro nomi: a loro infatti va il nostro pensiero, mentre noi siamo qui tra le luci sono nella solitudine delle loro celle. E quindi dico grazie a Cosimo, Salvatore, Giovanni, Antonio, Francesco e Fabione".

Vittorio Taviani: "Anche un detenuto resta un uomo"
"Spero che qualcuno tornando a casa dopo aver visto 'Cesare deve morire' pensi che anche un detenuto, su cui sovrasta una terribile pena, è e resta e un uomo. E questo grazie alle parole sublimi di Shakespeare" ha detto a sua volta il fratello Vittorio Taviani.

I PREMI DI BERLINO
Questi i premi principali della 62/ma edizione del Festival di Berlino

ORSO D'ORO PER MIGLIOR FILM, Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani
ORSO D'ARGENTO GRAN PREMIO GIURIA Just The Wind di Bence Fliegauf
ORSO D'ARGENTO PER MIGLIOR REGIA a Christian Petzold per Barbara
ORSO D'ARGENTO PER MIGLIOR ATTRICE a Rachel Mwanza in Rebelle (War Witch) di Kim Nguyen
ORSO D'ARGENTO PER MIGLIOR ATTORE a Mikkel Boe Flsgaard in A Royal Affair di Nikolaj Arcel
ORSO D'ARGENTO PER IL CONTRIBUTO ARTISTICO a Lutz Reitemeier per la fotografia di White Deer Plain di Wang Quan'an
ORSO D'ARGENTO PER LA MIGLIOR SCENEGGIATURA a Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterberg per A Royal Affair di Nikolaj Arcel
PREMIO ALFRED BAUER per un lavoro di particolare innovazione a Tabu di Miguel Gomes.

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