E' coltivato per le porzioni basali delle foglie, dette guaine, che si sovrappongono a formare un falso fusto di forma cilindrica. Si trova sul mercato tutto l’anno, ma le stagioni migliori per consumarlo sono l’estate e la primavera. Il porro è diffuso in due varietà, una a maturazione estiva, più piccola e tenera, l’altra a maturazione invernale, meno tenera e dal sapore più intenso.
Tra le varietà italiane più comuni, il lungo gigante d’inverno ha il piede lungo con una parte bianca che raggiunge anche i 60 cm di lunghezza ed è di sapore gradevole. Si raccoglie durante il periodo invernale e poiché può rimanere nel terreno anche durante i mesi freddi, la raccolta viene fatta a scalare (tra i più famosi la qualità Cervere).
Il mostruoso Carentan è una varietà molto rustica, cori bulbo enorme che può raggiungere il diametro di 7-8 cm e i 25 cm di lunghezza. E molto resistente al freddo e molto appetibile per il suo sapore, inoltre è un alimento facilmente digeribile con un buon contenuto in zuccheri (4,5%) e sali minerali (potassio, calcio, fosforo, ferro).
Il gigante d’Italia ha la parte bianca del fusto che raggiunge talvolta i 50 cm, il diametro non supera i 2-3 cm, molto rustico e produttivo, resiste alla neve senza dare origine a marciumi; è molto richiesto per il sapore dolce e squisito.
Il porro lungo della riviera si distingue per la sua lunghezza, bellezza e resa elevata. Il porro è un tonico del sistema nervoso e ha un’azione antiossidante. Ricco in fibra è utile in caso di stitichezza; grazie a un blando effetto antinfiammatorio coadiuva nelle forme di artrite e gotta. Ha un effetto diuretico e aiuta in caso ritenzione di liquidi. Il contenuto di vitamina C è utile nei casi di anemia e nella rigenerazione dei tessuti. E' controindicato in caso di difficoltà di digestione e gastroenterocolite.
Come scegliere
- Porro intero, con le radici.
- Fusto dritto, ben bianco, sodo e liscio.
- Foglie tese, spesse e croccanti al tocco.
- Radici ben aderenti e, se possibile, con ancora un po’ di terra per facilitare la conservazione e rallentare l’essiccamento.
Cosa evitare
- Fusto giallastro, molle, vizzo e rugoso.
- Fogliame floscio, sbiadito o secco.
- Radici rinsecchite.
Come conservare
Va tenuto nello scomparto delle verdure in frigorifero, con le cime delle foglie coperte. Una volta cotto, il porro si ossida velocemente e diventa tossico.
In cucina
Composizione chimica e valore energetico per 100 g di parte edibile
PORRO