La Camera conferma la fiducia al governo sul decreto legge "svuotacarceri" con 420 sì, 78 no e 35 astenuti. Il ricorso al voto di fiducia era stato annunciato ieri dal governo in Aula: una scelta determinata dai tempi stretti per la conversione, che rischiavano di far scadere il decreto (il termine è il 20 febbraio) e dall'ostruzionismo messo in atto dalla Lega Nord.
Già da martedì il Carroccio aveva costretto l'aula a una seduta notturna per il gran numero di iscritti a parlare. Oltre 500, poi, gli emendamenti presentati dai leghisti.
Il decreto prevede, tra i punti qualificanti, il ricorso prima ai domiciliari, in seconda istanza alle camere di sicurezza e solo in maniera residuale in carcere, per gli arrestati in flagranza per reati di competenza del giudice monocratico (con l'esclusione di furto in appartamento, scippo, rapina ed estrorsione semplici) ed entro le 48 ore dal fermo, in attesa dell'udienza di convalida; il prolungamento da 12 a 18 mesi del fine pena che si può scontare ai domiciliari, e la chiusura, entro il 31 marzo del 2013, degli Ospedali psichiatrici giudiziari.
Il governo perde consensi
Il governo della fiducia record perde alla Camera 49 voti: tanti sono i voti in meno che l'esecutivo ha incassato sulla fiducia al dl "svuotacarceri" rispetto a quella sul Milleproroghe. Colpa dei astenuti, non solo di Pt ma anche del Pdl, e degli assenti soprattutto nel partito di Silvio Berlusconi. La fiducia sullo "svuotacarceri" è passata con 420 sì, 78 no e 35 astenuti. I presenti erano 533. Tra gli astenuti, oltre ai 16 di Pt, 11 Pdl, 6 radicali, oltre a Ronchi e Scalia. I deputati in missione erano 21. Gli assenti erano in tutto 75, di cui 43 del Pdl, 12 del Pd, 5 della Lega 5 dell'Udc, 7 del Misto, 2 di Fli e un di Pt. Gli 11 astenuti del Pdl sono stati Deborah Bergamini, Pina Castiello, gli ex sottosegretari alla Difesa Giuseppe Cossiga e Guido Crosetto, Alfredo Mantovano, Antonio Martino, Giancarlo Mazzuca, Giuseppe Moles, Alfonso Papa, Mauro Picchi e Giuseppe Scalera. A loro si aggiungono i sei radicali eletti nel Pd e i 16 di Pt. Quanto agli assenti del Pdl, spiccano oltre a Berlusconi gli ex ministri Gelmini, Meloni, Prestigiacomo, Brambilla, Fitto e Tremonti, l'avvocato dell'ex premier Ghedini. Tra gli assenti del Pd si nota Pierluigi Bersani, che si trova però all'estero.