Si è parlato spesso nei mesi scorsi della cosiddetta "sindrome da classe economica", ovvero di quel complesso di problemi e disturbi anche gravi che colpisce i viaggiatori low cost nei lunghi voli. In effetti, la maggiore probabilità di incorrere in pericolosi coaguli di sangue soprattutto alle gambe non è legata alla classe economy, ma al fatto di non muoversi a sufficienza per troppo tempo: sono quindi a maggiore rischio i passeggeri dei voli a lungo raggio che occupano il posto lato finestrino, oltre a particolari categorie di persone, ad esempio le donne che fanno uso della pillola.
A sfatare la leggenda della sindrome della classe economica sono le nuove linee guida contro la trombosi venosa profonda dettate dall'American College of Chest Physicians (Accp). Nel documento pubblicato sulla rivista 'Chest' si identificano i principali fattori di rischio per l'insorgenza di trombosi venose o coaguli di sangue durante voli di lunga durata. La buona notizia è l'assoluzione del viaggio in area low cost: "Viaggiare in classe economica non aumenta i rischi, neanche durante voli lunghi. Ma restare per tanto tempo immobili sì", avverte uno degli autori delle linee guida Mark Crowther, del Dipartimento di medicina della McMaster University a Hamilton, in Ontario (Canada). Per questo motivo i più svantaggiati sono i passeggeri che siedono vicino al finestrino: "Tendono ad avere una mobilità limitata che aumenta il loro rischio di trombosi venosa profonda, un rischio che cresce ancora di più in presenza di altri fattori", dichiara lo specialista, invitando a una maggiore attenzione le donne in gravidanza, quelle che fanno uso della pillola contraccettiva o i viaggiatori in età avanzata.
Gli esperti sono comunque concordi: sviluppare una trombosi venosa profonda che sfoci in un'embolia polmonare dopo un lungo viaggio in aereo è comunque un fatto raro. Le linee guida identificano comunque alcuni fattori che potrebbero incrementare i rischi, come aver avuto un episodio di trombosi venosa profonda o di embolia polmonare in precedenza, o aver subito un intervento chirurgico o un trauma di recente, oppure il fatto di essere obesi. Le linee guida ribadiscono infine che non esistono prove chiare a carico di altri fattori, come appunto la disidratazione, il consumo di alcol e il fatto di viaggiare in classe economica.
Che fare per evitare problemi e per noncorrere inutili rischi? In ogni caso il nemico da combattere è l'immobilità troppo prolungata. Il documento si conclude con alcuni consigli per i soggetti con un rischio aumentato che affrontano un volo superiore alle sei ore, ma sono facili da seguire e possono essere messi in pratica da tutti a titolo di prevenzione: durante il viaggio lasciare il proprio posto e camminare di frequente, fare un po' di stretching, sedere se possibile lato corridoio per potersi sgranchire più di frequente senza il timore di disturbare il vicino di posto, usare calze elastiche a compressione graduata fino a sotto il ginocchio.
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