Ha provocato almeno 15 morti e circa 150 feriti nel solo quartiere di Bab Amro il nuovo attacco di artiglieria sferrato prima dell'alba dalle forze governative siriane contro Homs. La denuncia arriva da fonti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, organizzazione dell'opposizione in esilio con sede in Gran Bretagna. Il Dipartimento Usa: "Cittadini americani lascino il Paese".
"E' il più violento bombardamento degli ultimi giorni", ha riferito un militante, secondo cui i lealisti sono appoggiati come minimo da una cinquantina di mezzi corazzati, e stanno facendo largo uso di lancia-razzi multipli. Oltre a Bab Amro, particolarmente presi di mira appaiono i sobborghi di al-Bayada, ma di fatto nessuna zona è risparmiata.
"Vogliono scacciare dalla città il Libero Esercito Siriano", hanno spiegato le fonti, alludendo all'entità paramilitare creata da disertori delle Forze Armate governative, che per mesi ha controllato gran parte di Homs.
Bombardata a tappeto da diverse ore sarebbe inoltre Zabadani, altra roccaforte della dissidenza situata a ridosso del confine con il Libano nella provincia meridionale di Rif Dimashq, una quarantina di chilometri a nord-ovest di Damasco.
Testimone: "Morti in attacco a ospedale"
Un ospedale da campo allestito dagli abitanti di Bab Amro, martoriato quartiere di Homs da giorni sotto il fuoco dell'artiglieria governativa, è stato colpito stamani da colpi di mortaio, uccidendo un numero imprecisato di persone. Lo riferisce telefonicamente un testimone oculare all'Ansa.
Usa: "Americani via dal Paese"
Tutti i cittadini americani in Siria sono invitati a partire "immediatamente". Lo ha reso noto il Dipartimento di Stato via Twitter. Nel testo, il Dipartimento "avvisa tutti i cittadini statunitensi a non recarsi in Siria e raccomanda che i cittadini degli Stati Uniti in Siria partano immediatamente".
Obama: "Sì a sanzioni"
E' molto importante che la crisi della Siria sia risolta senza un'intervento militare esterno. Lo ha detto il presidente Barack Obama in un'intervista alla Nbc. Per Obama la strada da seguire per risolvere la crisi è quella delle sanzioni, per fare pressione sul regime di Assad e favorire la costituzione di un governo di transizione.
Chiusa l'ambasciata Usa
Gli Usa hanno deciso di chiudere oggi la loro ambasciata a Damasco per motivi di sicurezza. Lo ha riferito una fonte siriana nella capitale. Anche l'Europa valuta il da farsi. La possibilità di espellere gli ambasciatori siriani "è oggetto di concertazione tra i vari Paesi dell'Ue", ha reso noto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi.
Londra richiama l'ambasciatore
La Gran Bretagna ha richiamato l'ambasciatore britannico a Damasco per consultazioni e convocato al Foreign Office l'ambasciatore siriano. Lo ha detto il ministro degli Esteri William Hague aggiungendo che il Regno Unito sta cercando di allargare la coalizione internazionale per le sanzioni contro la Siria.