Vertice a Palazzo Chigi fra il premier Mario Monti e i leader di Pdl, Pd e Terzo Polo, Angelino Alfano, Pierluigi Bersani e Pier Ferdinando Casini. Monti ha espresso preoccupazione per l'incidente alla Camera, dopo il via libera alla norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati. Sul provvedimento il governo aveva dato parere contrario.
I sì sono stati 264, 211 no e un astenuto. Sono i numeri con i quali il governo è andato sotto su un emendamento alla legge comunitaria della Lega Nord. L'incidente a Montecitorio ha messo in luce una preoccupante spaccatura nella maggioranza che sostiene l'esecutivo Monti e una ritrovata convergenza tra Pdl e Carroccio. Così il premier ha convocato i rappresentanti dei partiti che sostengono il governo per una cena informale a Palazzo Chigi.
Una sorta di "tagliando" in vista dei prossimi voti sui provvedimenti per le liberalizzazioni e le semplificazioni e, in prospettiva, per quello più complicato sulla riforma del mercato del lavoro.
Sono arrivati Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano. Quest'ultimo era già a colloquio con il capo del governo insieme a Maurizio Sacconi, ai presidenti del Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: un incontro sull'agenda europea e, alla presenza dell'attuale ministro Elsa Fornero, sulla riforma del lavoro.
L'ex ministro Sacconi ha condiviso la linea del governo, invitando a proseguire con la stessa celerità con cui ha proceduto sulle liberalizzazioni.
L'esito del voto sulla responsabilità civile dei magistrati ha allarmato l'esecutivo. Monti, viene riferito, avrebbe sottolineato che, dopo i sacrifici chiesti al Paese e l'impegno già profuso in Europa, si deve continuare a non abbassare la guardia e proseguire lungo il cammino tracciato con i provvedimenti già presentati dal governo. Avrebbe perciò chiesto rassicurazioni in vista dei voti sulle liberalizzazioni e sulle semplificazioni. Un discorso, viene riferito, rivolto principalmente al Pdl. Il Popolo della Libertà, infatti, è accusato dal Pd di aver riallacciato una sospettosa intesa con la Lega.
Alfano, dal suo canto, ha garantito che "la fiducia nell'esecutivo non è in discussione ma anche che il Pdl non può mettere in discussione alcune linee fondamentali come quelle sulla giustizia".