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Siria, maxi offensiva del regimeViolenti scontri: almeno 66 morti

Maxi operazione con 2mila soldati nella zona orientale di Damasco

© Ap/Lapresse

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Le violenze in Siria hanno causato oggi 66 morti, di cui 26 civili. Lo ha denunciato l'Osservatorio siriano per i diritti umani. "Dall'inizio della rivolta, a marzo scorso, le forze militari stanno conducendo l'offensiva più intensa vicino alla capitale - ha detto il capo dell'organizzazione umanitaria, Rami Abdul Rahman -. Il regime siriano sta tentando di finire militarmente l'insurrezione popolare, ora che il caso sta arrivando alle Nazioni Unite".

Secondo gli attivisti, sanguinosi scontri sono scoppiati durante il tentativo di riprendere il controllo di una zona alla periferia della capitale: circa 2.000 soldati, sostenuti da 50 carri armati e blindati, si sono mossi all'alba nella zona orientale della capitale.

Situazione drammatica anche a Rankus, città situata circa 30 chilometri a nord di Damasco: è da giorni assediata dalle forze militari siriane che la stanno bombardando. Secondo gli attivisti e residenti della città, almeno 33 persone sono morte da mercoledì scorso. Le notizie sono frammentarie, perchè secondo altre fonti, solo tra ieri e oggi le vittime sono decine.

Che sarebbe stata una domenica di tensione si era intuito ieri quando il ministro degli Interni siriano Mohammed Ibrahim al Chaar aveva annunciato la fermezza del governo per fermare i rivoltosi. Il ministro all'agenzia ufficiale Sana aveva detto che il regime è ''determinato a ristabilire l'ordine e la sicurezza e a ripulire il territorio dai criminali''.