A dicembre la forbice tra l'aumento degli stipendi e il livello d'inflazione, su base annua, ha toccato una differenza pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta, secondo l'Istat, del valore più alto raggiunto dall'agosto del 1995. Le retribuzioni contrattuali orarie, poi, nella media del 2011, sono cresciute dell'1,8% rispetto all'anno precedente. E' la crescita media annua più bassa dal 1999.
Con riferimento ai principali macrosettori, dice ancora l'Istat, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
Nel dettaglio i settori che invece a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle.
Nel mese di dicembre, per l'insieme dei contratti monitorati dall'indagine, non e' stato ratificato alcun accordo. Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto, infine, in media è di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell'insieme dei settori privati.