Alle 22.12 di venerdì 13 gennaio, 27 minuti dopo l'impatto con lo scoglio alle 21.45, avviene la prima telefonata tra la Capitaneria di Porto di Livorno e la Costa Concordia. In quella telefonata, da bordo negano l'emergenza, si parla di un semplice black out e di verifiche in corso. Le risposte sono evasive anche sulla richiesta sei i passeggeri abbiano indossato i giubbetti di salvataggio: "Stiamo verificando le condizioni". Questa la trascrizione della conversazione tra l'ufficiale della Guardia costiera e quello della nave. Non si tratta di De Falco e Schettino, che si udiranno invece della telefonata successiva ormai celebre.
Capitaneria: Buonasera Costa Concordia, cortesemente, avete dei problemi a bordo voi?
Costa Concordia: Sì, affermativo. Abbiamo un black out a bordo e stiamo verificando le condizioni.
Capitaneria: Avete necessità di assistenza o per il momento rimanete lì in zona isola del Giglio?
Costa Concordia: Sì affermativo, rimaniamo qui in zona a verificare il black out.
Capitaneria: Che tipo di problema, solamente il generatore? Perché i carabinieri di Prato hanno ricevuto la telefonata del parente di un marittimo che diceva che durante il pranzo gli è cascato tutto in testa.
Costa Concordia: No, negativo. Abbiamo un black out e stiamo verificando le condizioni a bordo.
Capitaneria: I passeggeri dicono che avete fatto indossare i giubbotti di salvataggio, è corretto?
Costa Concordia: Ripeto, stiamo verificando le condizioni del black out, stiamo verificando le condizioni del black out.
Capitaneria: Da quanto tempo avete questo black out?
Costa Concordia: Circa 20 minuti.
Capitaneria: Ok, teneteci informati sulla situazione.
Costa Concordia: Affermativo, vi teniamo informati.